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  • martedì 24 Giugno 2014

Le prime sentenze del processo “News of the World”

L'ex direttrice Rebekah Brooks è stata dichiarata innocente mentre Andy Coulson, ex direttore e poi collaboratore di David Cameron, è stato condannato

Questa mattina, alla Old Bailey Court di Londra, sono state pronunciate le prime sentenze per il processo ai giornalisti del tabloid inglese News of the World, accusati di aver intercettato le conversazioni telefoniche di centinaia di persone, raccogliendo informazioni riservate per i loro articoli. Rebekah Brooks – prima direttrice del News of the World e poi dirigente di News International, la casa editrice del tabloid di proprietà di Rupert Mardoch – è stata dichiarata innocente; mentre Andy Coulson – predecessore di Brooks al News of the World e poi consigliere di David Cameron anche nei suoi primi mesi da primo ministro – è stato dichiarato colpevole e rischia il carcere.

Una newsletter sul dannato futuro dei giornali

Della storia delle intercettazioni telefoniche (phone-hacking, in inglese) si era cominciato a parlare nel 2005, quando alcuni giornalisti del News of the World erano stati arrestati per essersi introdotti nella segreteria telefonica di alcuni dipendenti di alto livello della famiglia reale. Negli anni successivi, grazie a molte indagini e altri arresti, furono scoperti altri casi di intercettazioni: si capì che quello dei dipendenti della famiglia reale non era stato un caso isolato e che quelle di intercettare telefonate o introdursi nelle segreterie telefoniche per ascoltare i messaggi erano pratiche molto comuni tra i giornalisti del News of the World.

Nel 2011 uno di questi casi aveva più di altri scosso l’opinione pubblica inglese: quello della tredicenne scomparsa, e poi trovata morta, Milly Dowler. Nel 2006, durante le indagini della polizia, alcuni giornalisti erano riusciti ad ascoltare i messaggi sulla segreteria telefonica del cellulare della ragazzina e a cancellarne alcuni. L’attività nella segreteria telefonica era stata interpretata dagli investigatori e dai genitori di Milly Dowler come un segno che lei fosse ancora viva, quando in realtà non lo era. In seguito alla pubblicazione di questa storia da parte di diversi autorevoli giornali inglesi, molti inserzionisti decisero di cancellare le loro pubblicità del New of the World e infine, dopo mesi di accuse, dopo che il primo ministro David Cameron aveva chiesto «robuste indagini» e con l’opinione pubblica schierata contro, Rupert Murdoch aveva deciso di chiudere il News of the World.

Lo scorso ottobre, dopo due anni di indagini e dopo una lunga e molto seguita inchiesta parlamentare (la Leveson inquiry), era iniziato il processo per gli otto giornalisti di News of the World coinvolti nella vicenda. Con la sentenza di oggi, spiega il GuardianBrooks è stata dichiarata innocente dei quattro capi di cui era accusata: cospirazione per le intercettazioni telefoniche, corruzione di pubblico ufficiale e due accuse di aver cospirato per nascondere o cancellare delle prove durante le indagini della polizia nel 2011. La condanna di Coulson, che si era dichiarato non colpevole, potrebbe portare a una sentenza massima di due anni di carcere e una multa. La sentenza verrà decisa nei prossimi giorni. Con questa sentenza sono cinque i giornalisti di News of the World che rischiano il carcere; altri quattro infatti si erano già dichiarati colpevoli di diversi reati prima dell’inizio del processo.

Il Guardian racconta anche che la sentenza contro Andy Coulson potrebbe avere delle conseguenze per il primo ministro David Cameron e per il cancelliere dello scacchiere George Osborne, che avevano assunto Coulson come direttore della comunicazione del partito conservatore nel 2007 e che gli avevano rinnovato l’incarico quando Cameron era diventato primo ministro nel 2010. Coulson si era dimesso dal suo ruolo nel partito nel 2011, quando era scoppiato il caso delle intercettazioni telefoniche.

Il Post ha seguito con molta attenzione tutta la storia: qui trovate tutti gli articoli pubblicati a riguardo.

Foto: Rebekah Brook lascia il tribunale dopo la sentenza
di questa mattina (Rob Stothard/Getty Images)