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  • venerdì 14 Febbraio 2014

Le foto dell’idrante usato contro una giornalista in Turchia

Un idrante carico con una sostanza urticante, peraltro: è successo durante una manifestazione ad Ankara

Giovedì 13 febbraio si è tenuta ad Ankara, la capitale della Turchia, una manifestazione di un centinaio di persone che è finita sui siti di news di mezzo mondo. La manifestazione era stata organizzata per chiedere la scarcerazione di alcuni militari accusati dal governo di avere pianificato un colpo di stato. A un certo punto, e in maniera del tutto inaspettata, un poliziotto turco in tenuta anti-sommossa ha usato un idrante contro una giornalista televisiva turca che stava raccontando la protesta: al posto dell’acqua, però, il cannone era stato riempito con un liquido rosso, presumibilmente una sostanza irritante al peperoncino, come hanno raccontato molti testimoni.

 

Secondo il blogger turco Merlinka, dopo essere stata colpita con il liquido la giornalista di Ulusal TV Husna Sari ha raccontato che la polizia aveva puntato il cannone d’acqua direttamente su di lei, nonostante fosse più che chiaro che faceva parte della stampa (Sari aveva in mano un microfono molto visibile, con il quale stava realizzando il suo servizio). Merlinka ha pubblicato su Twitter una foto che mostra chiaramente come il getto di liquido al peperoncino sia partito da un idrante montato sopra un mezzo della polizia.

 

L’immagine è stata condivisa migliaia di volte sui social network, e su Twitter si è diffusa con l’hashtag #DirenHüsnaSarı, che combina il nome della giornalista con la parola turca “diren”, “resistere”, molto usata come slogan dai manifestanti turchi in questi ultimi mesi di dure proteste anti-governative (in modo simile a come viene usata la parola “occupy” negli Stati Uniti e in Europa). Il video dell’incidente è stato poi pubblicato dall’agenzia di news turca DHA e alcune foto della protesta che mostrano il liquido rosso sparato sui manifestanti sono state poi diffuse dalle agenzie.


Dall’inizio di quest’anno il governo turco è stato criticato molto per le misure prese contro la libertà di stampa, soprattutto su Internet, e per essersi accanito contro alcuni giornalisti. Il caso più recente è quello del giornalista azero Mahir Zeynalov, espulso dalla Turchia e rimandato in Azerbaigian venerdì 7 febbraio per avere «postato tweet contro alcuni rappresentanti di alto livello del governo» (così si legge nell’ordine emanato dal ministro dell’Interno turco, pubblicato dal giornale turco in lingua inglese Today’s Zaman). A gennaio Zeynalov era già stato preso di mira dal primo ministro turco Recep Tayyip Erdogan per alcuni tweet che il giornalista aveva pubblicato riguardo l’enorme scandalo di corruzione in cui si trova coinvolto da dicembre il governo di Ankara. Inoltre, il 6 febbraio il parlamento turco aveva approvato una legge che rafforza il controllo del governo su Internet e che permette all’autorità di telecomunicazioni turca – controllata dall’esecutivo – di bloccare i siti Internet anche senza essere in possesso di un mandato di un giudice.