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  • mercoledì 4 dicembre 2013

I Länder tedeschi contro i neonazisti

Tutti i 16 stati federati hanno fatto richiesta alla Corte Costituzionale per mettere al bando il Partito Nazional-Democratico, considerato una "grave minaccia" alla democrazia

Martedì 2 dicembre il Bundesrat, la camera alta del parlamento tedesco, ha presentato una richiesta alla Corte Costituzionale per chiedere la messa al bando del Partito Nazional-Democratico Tedesco (NDT), formazione politica nazionalista di estrema destra. La richiesta è accompagnata da un faldone di 250 pagine in cui tutti i 16 stati federati della Germania, i Länder, cercano di dimostrare l’esistenza di punti in comune tra l’ideologia del NDT e quella del Partito Nazionalsocialista di Adolf Hitler, messo fuori legge alla fine della Seconda Guerra Mondiale. La Corte ha già fatto sapere però che per mettere al bando il partito sarà necessario dimostrare che la formazione politica rappresenta una “grave minaccia” per la democrazia: obiettivo difficile, visto che il NDT è formato da non più di 5.400 persone e alle elezioni politiche di settembre ha ottenuto l’1,3 per cento.

L’NDT è stato fondato nel 1964, ispirato dalle idee di un altro partito di estrema destra molto discusso, il Partito socialista del Reich Tedesco, apertamente nazionalsocialista e filo-hitleriano (ha sempre negato l’esistenza dell’Olocausto e ha ripreso l’idea di un’Europa “terza forza” ostile sia al capitalismo che al comunismo). Tra i punti che formano il programma dell’NDT ci sono il contrasto alle politiche liberiste con un più ampio ruolo dello Stato nell’economia, una politica estera più incentrata sul raggiungimento dell’interesse nazionale, un ruolo maggiore dello Stato nell’erogazione dei servizi soprattutto verso le fasce più deboli e una retorica molto aggressiva nei confronti degli immigrati.

I 16 governi regionali hanno iniziato a occuparsi della petizione due anni fa, dopo la scoperta dell’esistenza e delle attività del gruppo neonazista “Nationalsozialistischer Untergrund” (NSU), operante in Germania almeno dal 1997 fino al novembre 2011. All’inizio di maggio 2013 un tribunale di Monaco ha iniziato il processo contro Beate Zschäpe, 38 anni, che gli investigatori ritengono sia l’unico membro superstite della NSU. Dalle indagini relative al processo è emerso che a partire dal febbraio 1998 uno dei collaboratori più importanti e influenti del gruppo neonazista aveva incontrato personaggi di un certo rilievo negli ambienti dell’estrema destra tedesca con l’obiettivo di ottenere i soldi sufficienti a comprare dei passaporti falsi per tre membri della NSU, gruppo che intanto era appena entrato in clandestinità. I vertici del NDT hanno successivamente negato di avere risposto positivamente alle richieste di aiuto della NSU, ma i contatti tra le due organizzazioni sono proseguiti anche negli anni seguenti.

Lunedì 2 dicembre la cancelliera Angela Merkel, capo dell’Unione Cristiano-Democratica, ha detto di sperare in un successo dell’iniziativa dei Länder, anche se il suo governo ha rifiutato di aggiungersi ai proponenti della richiesta. Secondo diversi commentatori Merkel vorrebbe evitare quello che successe nel 2003, quando un ricorso per incostituzionalità presentato contro il NDT fu respinto malamente dalla Corte Costituzionale. Si scoprì infatti che il materiale raccolto contro il NDT era arrivato da informatori pagati dai servizi segreti tedeschi.

Da quando ha iniziato la sua attività politica nel 1964, il NDT ha ottenuto una rappresentanza in parlamento in 7 Länder. Oggi può contare su 13 deputati regionali, 8 della Sassonia e 5 del Meclemburgo-Pomerania Anteriore, entrambi territori che facevano parte della Germania dell’Est (sulla stampa internazionale due anni fa si parlò del caso del paesino di Jamel, nel Meclemburgo-Pomerania Anteriore, allora come oggi in mano ai neonazisti del NDT). Tra gli obiettivi dei Länder c’è impedire che il NDT continui a ricevere il finanziamento che lo Stato destina ai partiti politici tedeschi. Nel 2012 l’NDT ha ottenuto 1,4 milioni di euro di finanziamento. Secondo il ricorso presentato alla Corte, un quarto dei dirigenti del NDT è stato condannato almeno una volta per reato violento o propaganda nazista.

Foto: Manifestanti di sinistra durante una protesta contro un corteo organizzato dai neonazisti a Magdeburgo, in occasione dell’anniversario del bombardamento di Magdeburgo nella Seconda Guerra Mondiale, 12 gennaio 2013. (Jens Schlueter/dapd)

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