• Sport
  • sabato 30 novembre 2013

Galliani e i riflettori del Vélodrome

La storia dell'episodio più celebre della carriera del dirigente del Milan, oltre ai molti successi e alle esultanze un po' sopra le righe

Venerdì 29 novembre il dirigente sportivo Adriano Galliani ha annunciato di volersi dimettere da vicepresidente e amministratore delegato del Milan – carica che ricopre dal 1986 – nei prossimi giorni, forse al termine della partita di Champions League che il Milan disputerà contro l’Ajax il prossimo 11 dicembre. Nei giorni scorsi, in seguito ai recenti risultati sportivi del Milan, piuttosto deludenti, diversi giornali sportivi avevano riportato le critiche di Barbara Berlusconi – figlia del presidente e membro del consiglio di amministrazione del Milan – in merito alla gestione della squadra negli ultimi tempi. Di Adriano Galliani, oltre che ai numerosi e indiscutibili successi del Milan durante la sua gestione, si racconta a volte un episodio del 1991 diventato molto noto, che coinvolse lui, la squadra e tutta la dirigenza del Milan.

Durante la partita giocata dal Milan contro l’Olympique Marsiglia in Francia, la sera del 20 marzo 1991 – ritorno dei quarti di finale di Coppa Campioni, dopo che la partita di andata era terminata 1-1 – uno dei quattro riflettori dello stadio “Vélodrome” smise di funzionare all’87° del secondo tempo, quando il risultato era 1-0 per il Marsiglia. Aveva segnato l’inglese Chris Waddle al 75° minuto, e con quel risultato il Marsiglia si sarebbe qualificato per la semifinale eliminando il Milan, che in quella partita non stava combinando granché.

La squadra italiana – all’epoca allenata da Arrigo Sacchi – aveva vinto le due edizioni precedenti della competizione, che allora si chiamava Coppa dei Campioni e oggi corrisponde più o meno alla Champions League, e a dicembre aveva vinto anche la Coppa Intercontinentale, battendo a Tokyo l’Olimpia Asunción. In campionato, pur essendo ancora in corsa per la vittoria finale, era stata sconfitta dieci giorni prima dalla Sampdoria, che quell’anno aveva in attacco Gianluca Vialli e Roberto Mancini, e che avrebbe poi vinto lo scudetto (Milan e Inter chiusero al secondo e terzo posto, entrambe a cinque punti di distacco dalla Sampdoria).

L’Olympique Marsiglia era un’ottima squadra, con un bravo allenatore – il belga Raymond Goethals – e giocatori molto forti come l’attaccante francese Jean-Pierre Papin, che qualche mese più tardi vinse il Pallone d’Oro (e l’anno seguente passò proprio al Milan).

L’arbitro svedese Bo Karlsson, in seguito al provvisorio malfunzionamento dell’impianto di illuminazione, sospese brevemente la partita. Il capitano Franco Baresi, Ruud Gullit e altri giocatori del Milan, d’accordo con la dirigenza del Milan, manifestarono all’arbitro la volontà di non riprendere l’incontro finché l’illuminazione non fosse stata completamente ripristinata. Dopo alcuni minuti il riflettore riprese a funzionare, anche se parzialmente, e da molti – non soltanto dall’arbitro – l’illuminazione in campo fu ritenuta più che sufficiente per continuare a giocare regolarmente gli ultimi minuti della partita. L’arbitro Karlsson decise di far riprendere la partita e portò il pallone nel punto dove il Milan avrebbe dovuto battere la rimessa da fondo campo, prima che la partita venisse interrotta.

A quel punto successo qualcosa di totalmente inatteso: Adriano Galliani, che era in tribuna, scese in campo, entrò nel terreno di gioco e invitò i giocatori del Milan – con gesti molto eloquenti – a rientrare negli spogliatoi e ritirarsi. I video di quella sera lo ritraggono mentre grida “Via! Via! Andiamo via!”. Karlsson fece riprendere il gioco ma, senza il Milan in campo, dichiarò conclusa la partita sull’1-0, dopo pochi secondi. Negli spogliatoi Galliani annunciò di voler presentare ricorso, denunciando il condizionamento che la partita avrebbe subito a causa del malfunzionamento dell’impianto di illuminazione, ma qualche giorno più tardi il Milan disse che non avrebbe presentato alcun reclamo ufficiale, accettando la sconfitta e riconoscendo la vittoria legittima dell’Olympique Marsiglia.

In seguito alla decisione di abbandonare il campo, l’UEFA – Unione Europea delle Federazioni Calcistiche, principale organo di governo delle competizioni di calcio europee – assegnò al Milan una sconfitta a tavolino per 3-0 e inflisse alla società la squalifica per un anno da qualsiasi competizione europea, ritenendo che il Milan non avesse motivo di rifiutarsi di riprendere l’incontro. Giocatori e dirigenti furono duramente accusati dalla stampa, anche italiana, di aver utilizzato l’improvviso malfunzionamento dell’impianto di illuminazione dello stadio come pretesto per ottenere una vittoria a tavolino o per tentare di far rigiocare la partita, che si era ormai messa male per il Milan.

In Italia la partita fu trasmessa in diretta su Italia 1 – canale televisivo della holding Fininvest, di proprietà di Silvio Berlusconi –, e anche la telecronaca fu oggetto di critiche unanimi da parte della stampa sportiva, che la definì faziosa. Al di là della condotta antisportiva del Milan, diversi osservatori sottolinearono i meriti sportivi dell’Olympique Marsiglia, che in quella edizione della Coppa Campioni batté poi in semifinale lo Spartak Mosca ma perse la finale, giocata a Bari, contro la Stella Rossa Belgrado.

Nonostante l’episodio di Marsiglia, la carriera di Galliani proseguì con molti successi. Nel 2002, continuando a ricoprire la carica di amministratore delegato del Milan, Galliani fu nominato presidente della Lega Nazionale Professionisti, carica che decise volontariamente di abbandonare il 22 giugno 2006 in seguito alla notizia del suo deferimento da parte del procuratore federale Stefano Palazzi, nell’ambito delle indagini che avviarono lo scandalo Calciopoli (Galliani fu poi condannato dalla Corte Federale a scontare una squalifica di nove mesi, poi ridotta a cinque). Nel gennaio del 2008 lui e il Milan furono prosciolti da un’accusa di falso in bilancio risalente a un’altra inchiesta, del 2007, secondo la quale i club sportivi di Inter e Milan avevano alterato il prezzo di alcuni giocatori creando plusvalenze fittizie in operazioni di compravendita tra il 1999 e il 2003.

Adriano Galliani ricopre la carica di amministratore delegato del Milan dal 1986. Durante il suo incarico il Milan ha vinto 28 trofei: cinque Champions League, otto scudetti, cinque Supercoppe europee, tre Coppe intercontinentali, una Coppa Italia, sei Supercoppe italiane. A Galliani viene anche solitamente riconosciuto il merito di aver ingaggiato per conto del Milan campioni molto celebri della storia del club, dagli olandesi Rijkaard, Gullit e Van Basten – protagonisti di grandi successi tra la fine degli anni Ottanta e l’inizio dei Novanta – fino all’attaccante ucraino Andriy Shevchenko, il trequartista brasiliano Kakà e l’attaccante svedese Zlatan Ibrahimović. Il 18 gennaio 2013 Galliani è stato eletto vicepresidente della Lega Serie A.

Mostra commenti ( )