• Mondo
  • sabato 23 Novembre 2013

L’Egitto ha espulso l’ambasciatore turco

Le tensioni diplomatiche tra i due paesi continuano dalla deposizione del presidente Morsi, che il governo Erdoğan ha sempre condannato

Sabato 23 novembre l’Egitto ha chiesto all’ambasciatore turco Huseyin Avni Botsali di lasciare il paese e ha annunciato che le relazioni diplomatiche saranno formalmente ridotte, rimpiazzando il suo ambasciatore con un incaricato d’affari (il diplomatico di grado più basso). Il portavoce del ministero degli Esteri egiziano Badr Abdelatty ha detto che la Turchia stava “cercando di influenzare l’opinione pubblica contro gli interessi egiziani e sostenendo le riunioni di organizzazioni che cercano di creare instabilità nel paese”.

Le “organizzazioni” a cui fa riferimento l’Egitto sono molto probabilmente i Fratelli Musulmani del deposto presidente Mohammed Morsi: la Turchia è stata tra i paesi che hanno condannato più duramente la sua rimozione del 3 luglio 2013 da parte dell’esercito. Venerdì 22 novembre il primo ministro Recep Tayyip Erdoğan ha condannato di nuovo le violenze contro i sostenitori di Morsi da parte delle forze di sicurezza egiziane, nelle settimane successive all’intervento dei militari.

Come riporta il quotidiano turco Zaman, in risposta alla decisione egiziana il presidente turco Abdullah Gul è apparso alla televisione di stato TRT e ha tenuto un breve discorso in diretta, dicendo: “Spero che le nostre relazioni ritornino presto sulla loro strada”. Ha aggiunto che l’Egitto sta attraversando un “periodo straordinario” e che la Turchia spera che la situazione egiziana sia “temporanea” e nel paese ritorni presto la democrazia. Ha paragonato la Turchia e l’Egitto a “due metà di una mela” nel Mediterraneo.

Nonostante le parole concilianti del presidente Gul, un portavoce del ministero degli Esteri turco ha annunciato che nelle prossime ore verranno presi provvedimenti per rispondere alla decisione egiziana. L’Egitto ha richiamato molte volte l’ambasciatore turco dopo la fine della presidenza Morsi, di solito in risposta a dichiarazioni critiche del governo Erdoğan. Il partito del primo ministro, l’AKP, è di ispirazione islamista e ha rapporti stretti con i Fratelli Musulmani egiziani.

La tensione è aumentata nelle ultime settimane: a settembre Turchia ed Egitto avevano richiamato in patria i rispettivi ambasciatori – quello egiziano in Turchia, da allora, non ha più fatto ritorno ad Ankara – e a ottobre sono state cancellate esercitazioni militari congiunte.

Foto: sostenitori dell’ex presidente egiziano Morsi davanti all’ambasciata egiziana ad Ankara, 22 novembre 2013.
(ADEM ALTAN/AFP/Getty Images)