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  • martedì 12 Novembre 2013

Le ultime dalle Filippine

Stanno arrivando i soccorsi, è stato dichiarato lo stato di calamità, il presidente Aquino ha ridimensionato il numero dei morti, continuano ad arrivare foto spaventose

Martedì 12 novembre il governo delle Filippine ha aggiornato il conteggio ufficiale delle persone morte a causa del tifone Haiyan, che nei giorni scorsi ha interessato un’ampia parte del paese portando piogge copiose e venti molto forti. I morti sono almeno 1.744 e ci sono quasi 2.500 feriti nelle province maggiormente interessate dal tifone, che ha danneggiato oltre 41mila abitazioni. Diverse fonti governative hanno spiegato alle agenzie di stampa che il numero dei morti continuerà a salire, e secondo le stime più pessimistiche il bilancio complessivo potrebbe arrivare a circa 10mila persone morte. Ma il presidente Aquino ha annunciato martedì sera che invece sarebbe tra i duemila e i duemilacinquecento.

Haiyan ha interessato complessivamente quasi 7 milioni di persone nelle Filippine e si stima che circa 600mila di queste siano sfollati, accolti in parte nei centri di raccolta e nei campi di emergenza allestiti dalla Croce Rossa e dalle amministrazioni locali. Lunedì il presidente delle Filippine, Benigno Aquino, ha dichiarato lo stato di calamità nazionale, cosa che consente di assumere decisioni più rapidamente e senza alcuni vincoli in modo da fare arrivare più rapidamente i soccorsi.

Le province dove si è verificato il maggior numero di morti e di danni sono due: Leyte e Samar. La prima si trova nella parte centro-settentrionale dell’isola di Leyte, nelle Filippine centro-orientali, mentre la seconda si trova poco più a nord-est sull’isola di Samar. A Tacloban, città costiera capoluogo della provincia di Leyte quasi completamente distrutta da Haiyan, l’esercito ha iniziato la distribuzione di cibo e acqua potabile: nella zona ci sono decine di migliaia di persone rimaste senza casa e alla ricerca di un minimo di assistenza. I militari hanno anche il compito di sorvegliare e punire eventuali saccheggi. L’aeroporto locale è stato occupato da centinaia di persone, alla ricerca di un volo che le potesse trasportare in altre zone del paese.

Guiuan, nella provincia di Samar, è un’altra città quasi completamente distrutta dal tifone. Le autorità locali parlano di migliaia di persone disperse, non ancora comprese nei calcoli ufficiali del governo, e di centinaia di morti. Lo stesso avviene anche nella città di Basey, sempre nella provincia di Samar.

Navi della marina degli Stati Uniti e di quella del Regno Unito sono in viaggio verso le Filippine per portare aiuti e soccorsi. La portaerei statunitense George Washington, che ha base di appoggio in Giappone, sta raggiungendo il paese insieme con altre imbarcazioni, che dovrebbero arrivare nella zona entro i prossimi due giorni. Il cacciatorpediniere britannico Daring raggiungerà le Filippine da Singapore entro cinque giorni e darà aiuto per l’organizzazione dei soccorsi, trasporta tra le altre cose un elicottero Lynx, spesso utilizzato per operazioni di recupero.

Altre nazioni si sono impegnate a dare aiuti economici alle Filippine per gestire meglio l’emergenza. Il Giappone verserà 10 milioni di dollari, mentre l’Asutralia ha annunciato aiuti per 9 milioni di dollari. La Nuova Zelanda parteciperà con una donazione di un milione di dollari. Altre offerte di aiuto sono arrivate dalla Commissione europea che per ora ha stanziato 3 milioni di euro.

Nel frattempo, lunedì il tifone Haiyan si è indebolito a causa del suo passaggio sulla terraferma, divenendo tempesta tropicale. Ha proseguito il proprio viaggio verso est, raggiungendo il Vietnam, dove ha portato vento e piogge copiose. Sono morte 13 persone nel paese, ma a quanto pare durante i lavori di preparazione per l’arrivo della tempesta, e non durante le ore di brutto tempo. Haiyan si è poi spostato verso nord raggiungendo il confine con la Cina meridionale. Ha portato forti piogge nella regione autonoma del Guangxi, causando la morte di una persona.

foto: PHILIPPE LOPEZ/AFP/Getty Images