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  • mercoledì 23 Ottobre 2013

La NSA e il cellulare di Angela Merkel

La cancelliera tedesca ha accusato gli Stati Uniti di sorvegliare le sue telefonate: il governo americano ha negato, ma ci sono dei precedenti simili

Mercoledì 23 ottobre il portavoce del governo tedesco, Steffen Seibert, ha detto alla stampa che la cancelliera Angela Merkel è entrata in possesso di alcune informazioni che mostrano come gli Stati Uniti stiano sorvegliando il suo telefono cellulare. Merkel ha chiamato poco dopo il presidente americano Barack Obama per chiedere immediate spiegazioni, perché – ha aggiunto Seibert – il governo tedesco considera queste pratiche del tutto inaccettabili. Durante una conferenza stampa tenuta dopo la telefonata tra Merkel e Obama, il portavoce della Casa Bianca, Jay Carney, ha detto: «Gli Stati Uniti non stanno sorvegliando e non sorveglieranno in futuro le comunicazioni della cancelliera».

Il governo di Berlino non ha specificato la fonte delle informazioni ottenute sulla presunta sorveglianza al telefono di Merkel. Il giornale tedesco Der Spiegel, che all’inizio di quest’anno aveva pubblicato alcune inchieste a partire dai documenti ottenuti dall’ex consulente della National Security Agency (NSA, l’agenzia di sicurezza nazionale degli Stati Uniti) Edward Snowden, ha spiegato di esserne la fonte.

Il Guardian, il giornale britannico che ha seguito la maggior parte delle inchieste riguardanti i programmi di sorveglianza della NSA – ha sollevato dei dubbi sulle rassicurazioni fatte dal governo americano a quello tedesco. Un giornalista del Guardian ha chiesto alla portavoce del Consiglio per la Sicurezza Nazionale, Caitilin Hayden, se gli Stati Uniti avessero sorvegliato il telefono di Merkel “in passato”. Hayden ha risposto: «Gli Stati Uniti non stanno sorvegliando e non sorveglieranno in futuro le comunicazioni della cancelliera Merkel. Oltre a questo, non sono nella posizione di commentare pubblicamente ogni specifica accusa mossa all’attività di intelligence».

La dura reazione del governo tedesco è arrivata due giorni dopo l’inchiesta di Le Monde: lunedì il quotidiano francese ha scritto che la NSA ha sorvegliato circa 70 milioni di telefonate tra il 10 dicembre 2012 e l’8 gennaio 2013. L’inchiesta, come ha specificato lo stesso quotidiano, è stata realizzata in collaborazione con Gleen Greenwald, il giornalista del Guardian a cui Snowden ha consegnato i documenti sottratti alla NSA. Le rivelazioni di Le Monde hanno provocato reazioni molto dure da parte del governo francese, anche perché, secondo i documenti, la NSA non avrebbe sorvegliato solo dei sospetti terroristi (attività principale e riconosciuta dell’agenzia), ma anche politici, importanti imprenditori e funzionari dell’amministrazione francese. Alle accuse di Le Monde il direttore dell’intelligence statunitense, James Clapper, ha specificato che l’inchiesta conteneva diverse informazioni imprecise e fuorvianti.

Germania e Francia non sono comunque gli unici stati ad avere protestato di recente per le attività di sorveglianza della NSA. A inizio settembre la televisione brasiliana Globo aveva trasmesso un’inchiesta sulla sorveglianza della NSA in Brasile e Messico: secondo Globo, la NSA aveva messo sotto controllo anche le telefonate, le e-mail e gli sms della presidente brasiliana Dilma Rousseff e del presidente messicano Enrique Peña Nieto.