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  • venerdì 30 agosto 2013

La guerra in Congo arriva in Ruanda

Alcuni proiettili di artiglieria hanno colpito una città di confine, e avvicinano l'ipotesi di un intervento del Ruanda

Giovedì 29 agosto una decina di proiettili di artiglieria sparati dalla Repubblica Democratica del Congo (RDC) ha colpito una città e un villaggio del Ruanda occidentale, uccidendo almeno una persona. L’episodio peggiora la situazione diplomatica intorno al conflitto nella Repubblica Democratica del Congo e potrebbe contribuire a un intervento militare da parte del Ruanda.

Dalla metà di luglio sono ripresi i combattimenti nell’area di Goma, una città della Repubblica Democratica del Congo orientale, tra i ribelli dell’M23 e le forze armate congolesi. Queste hanno il sostegno delle Nazioni Unite, che è presente nell’area con un contingente militare, e l’ONU stessa accusa il Ruanda – che nega – di fornire uomini, armi ed equipaggiamento ai ribelli.

Sul bombardamento di ieri ci sono versioni contrastanti: il Ruanda dice che il suo territorio è stato colpito dall’esercito della RDC come “provocazione” da parte del Congo. Le Nazioni Unite invece hanno dichiarato che i proiettili sono partiti da “posizioni del M23”. Le zone colpite, in tre diversi momenti della mattina del 29 agosto, sono state un mercato nella città di Rubavu, a circa 3 chilometri dal confine con il Congo, e il vicino villaggio di Busasamana. Il ministro degli Esteri ruandese Louise Mushikiwabo ha detto che a Rubavu è stata uccisa una donna e sua figlia di due mesi è stata gravemente ferita.

Negli ultimi giorni i combattimenti nella RDC orientale sono stati particolarmente intensi. L’esercito della RDC e i soldati dell’ONU (forniti soprattutto da Tanzania e Sudafrica) sono passati all’offensiva contro le posizioni dei ribelli a nord di Goma, conquistata brevemente dai ribelli alla fine del 2012. In conseguenza di questo episodio, il Consiglio di sicurezza dell’ONU ha acconsentito a marzo del 2013 a creare un nuovo contingente con il mandato di attaccare i ribelli, che si aggiunge ai circa 17 mila soldati dell’ONU già presenti nell’area con funzioni di peacekeeping.

Il Movimento del 23 marzo è solo l’ultimo gruppo ribelle armato che cerca di conquistare terreno nella zona orientale della RDC, in cui da decenni si muovono diversi gruppi e milizie armate ostili al governo centrale, che non riesce a far valere la propria autorità nella regione. L’area è molto ricca di minerali e per questo motivo negli ultimi vent’anni è stata teatro di due guerre tra Ruanda e RDC.

Il gruppo M23 si è formato nella primavera del 2012 quando circa 300 soldati, ex membri del partito politico del Congresso Nazionale per la Difesa del Popolo (CNDP), si sono ribellati contro le forze armate della Repubblica del Congo (FARDC) per le condizioni precarie in cui erano costretti a vivere. La guerra ha causato negli ultimi mesi centinaia di migliaia di profughi, che spesso sono scappati dai campi in cui vivevano da anni a causa dei precedenti conflitti.

Foto: un carro armato dell’esercito governativo della RDC in una base a nord di Goma, 23 agosto 2013.
(AP Photo/Joseph Kay)

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