Xbox One, Microsoft ci ha ripensato

Nessun obbligo di collegarsi online e più libertà per passarsi i giochi usati, ha fatto sapere la società dopo aver ricevuto un sacco di critiche

A inizio giugno i principali produttori di console hanno presentato le loro novità nel corso dell’E3, la più importante fiera di videogiochi al mondo che si tiene dal 1995. Gli eventi più attesi sono stati quelli organizzati da Microsoft e da Sony, che hanno rispettivamente presentato più nel dettaglio le caratteristiche delle loro due nuove console, la Xbox One e la PlayStation 4. Dopo le presentazioni, era diventata opinione comune che Sony avesse pronta la migliore offerta, non solo per il prezzo più basso della sua console, ma anche per l’assenza di molte delle regole restrittive sui giochi annunciate da Microsoft. Regole che avevano fatto infuriare gli appassionati di Xbox, che sono poi quelli che materialmente spendono per comprare console, accessori e videogiochi.

A distanza di una settimana, Microsoft ha rivisto buona parte delle restrizioni che aveva deciso per la sua Xbox One, dimostrando da un lato di sapere ascoltare i propri clienti e, dall’altro, di avere qualche serio problema nell’organizzare il proprio marketing. All’E3 la società aveva confermato che sarebbe stato necessario collegarsi online almeno una volta al giorno con la console per poter giocare, altrimenti i videogiochi non sarebbero stati utilizzabili nemmeno in modalità offline. I suoi responsabili avevano anche dato qualche vaga notizia su un sistema per impedire agli utenti di scambiarsi i giochi, o di limitare il fenomeno con particolari sistemi di scambio di licenze.

Dopo le tantissime proteste di chi usa l’attuale Xbox 360, ed era interessato a passare a Xbox One, che sarà in commercio entro la fine dell’anno, Microsoft ci ha ripensato e ha cambiato buona parte delle regole. Per usare i videogiochi non sarà obbligatorio collegarsi a Internet con la console almeno una volta al giorno. La connessione sarà necessaria solo la prima volta che si installa il sistema, per farne l’attivazione e ricevere le credenziali di Xbox Live, l’ambiente online che Microsoft usa per vendere e distribuire giochi, musica e film.

I giochi usati potranno essere caricati senza limitazioni, come già avviene su Xbox 360. Sul blog della console, si legge che “scambiare, affittare e regalare i giochi su disco potrà essere fatto come si fa oggi. Non ci saranno limitazioni per condividere giochi, funzionerà come già funziona su Xbox 360”. Particolari limitazioni, come avviene del resto già ora, potranno essere comunque applicate sulla base delle richieste dei produttori dei singoli videogiochi.

Il cambiamento di strategia dovrebbe consentire a Microsoft di recuperare nei confronti di Sony, che all’E3 era stata da subito molto chiara sulle regole decise per la sua console: nessun obbligo di collegarsi a Internet, videogiochi da scambiare liberamente come già avviene oggi su PlayStation 3. Questo annuncio era stato accolto da un enorme applauso alla presentazione, a ulteriore dimostrazione di quanto non fosse gradita la strada presa da Microsoft.

Le due società da mesi si sfidano sul lancio delle loro nuove console: hanno iniziato a farlo ancora prima che queste esistessero e ora continuano, anche se Xbox One e PlayStation 4 saranno messe in vendita solo verso la fine dell’anno, in tempo per il periodo molto redditizio degli acquisti natalizi. Dopo il cambiamento delle regole, Sony conserva comunque un certo vantaggio rispetto a Microsoft: PlayStation costerà 399 dollari, cento in meno rispetto al prezzo annunciato per Xbox One. La seconda, però, sarà venduta con un maggior numero di accessori, compreso il sistema Kinect per giocare e usare l’interfaccia della console senza un controller. Sony ha qualcosa di analogo: si chiama PlayStation 4 Eye, ma sarà venduto separatamente a 59 dollari.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.