L’economia del mini-bar

Marco Belpoliti spiega la storia del frigo nelle camere d'albergo e il suo momento di crisi

Come gli albergatori stanno facendo i conti con “la crisi dei mini-bar”, che per loro sono piuttosto costosi, spiegato da Marco Belpoliti sulla Stampa.

«Preso qualcosa dal minibar?». Pagando il conto dell’hotel la domanda è di prammatica, soprattutto oggi che la crisi tocca anche i minibar, i piccoli frigoriferi che si trovano nelle camere. Secondo un sondaggio compiuto dalla associazione degli albergatori sono aumentatati i furti delle bottigliette d’acqua: i clienti bevono la minerale, poi riempiono i recipienti con acqua di rubinetto, e richiudono. Non solo in Italia, visto che il prezzo delle bottigliette d’acqua varia molto: da pochi centesimi nei Paesi del Centro Europa ai tre euro negli hotel italiani. Più difficile il furto di bibite o alcolici, ma c’è anche quello. Al momento del conto è perciò sempre meno la gente che dichiara la consumazione notturna.

Un’inchiesta giornalistica ha appurato che a Milano e Roma il prezzo di una lattina di birra nel minibar varia dai 5 ai 6 euro, mentre il vino può costare carissimo: sino a 20 euro per soli 33 centilitri. Non parliamo poi dello champagne: proibitivo. Perciò i consumi sono scesi ai minimi storici, e in vari alberghi si pensa di trasformare il servizio in frigo per clienti.

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