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  • venerdì 10 maggio 2013

La città riemersa in Argentina

La storia e le foto di Villa Epecuén, località turistica che è riemersa dopo 25 anni sotto le acque di un lago salato

Intorno al 1920, l’Argentina veniva da decenni di straordinaria crescita economica, spinta dalle esportazioni agricole, da grandi investimenti – in particolare britannici – e da una costante immigrazione dalla Spagna e dall’Italia. La ricchezza pro capite, nel 1913, era ai livelli della Francia e della Germania, arrivando ai primissimi posti nella classifica mondiale. In quegli anni cominciò anche la storia di Villa Epecuén, una cittadina che è rimasta per venticinque anni sommersa sotto le acque di un lago salato.

Negli anni Venti venne costruito un grande insediamento turistico sulle rive dell’Epecuén, un lago che si trova circa 600 chilometri a sudovest della capitale Buenos Aires. La cittadina aveva una stazione ferroviaria in cui arrivavano i treni usati per trasportare il grano, una delle grandi ricchezze del paese, riadattati per portare migliaia di turisti ogni estate: Villa Epecuén era rinomata per le sue acque curative, grazie alla vicinanza del lago salato. Per decenni, mentre in Argentina molte cose cambiavano e cominciava il periodo delle dittature militari, la località prosperò: la popolazione stabile raggiunse il massimo negli anni Settanta, con oltre cinquemila abitanti, che ogni stagione servivano oltre ventimila visitatori in oltre duecento attività commerciali.

La rovina di Villa Epecuén fu lenta. Nelle colline intorno al paese, le piogge furono molto più alte del consueto per diversi anni, causando un lento aumento del livello del lago. Il 10 novembre 1985, proprio all’inizio della stagione turistica, l’Epecuén ruppe gli argini di terra ai margini del paese e iniziò una lenta inondazione. Pochi mesi dopo, il paese era stato invaso da circa un metro d’acqua, che crebbe costantemente fino al picco di circa dieci metri nel 1993. Tutti gli abitanti lasciarono le loro case e Villa Epecuén divenne una città abbandonata.

Ma negli anni successivi il cambiamento delle condizioni climatiche ha causato una lenta diminuzione del livello dell’acqua e le costruzioni sono riemerse a partire dal 2009: creando uno straordinario set fotografico in un paesaggio di rovine, ma facendo tornare un solo ex residente, l’ottantenne Pablo Novak che oggi è il suo unico abitante.