• Mondo
  • Sabato 4 maggio 2013

La storia di Joanne Chesimard

È a prima donna a finire nella lista dei terroristi più ricercati dal FBI, a causa di un omicidio commesso 40 anni fa: da trent'anni vive a Cuba

Questa settimana, Joanne Chesimard è stata inserita nella lista dei terroristi più ricercati dell’FBI, l’agenzia governativa che serve da servizio di intelligence interno statunitense e che investiga su molti reati federali. Nel profilo dell’FBI, Chesimard viene descritta come armata e pericolosa, con un taglio di capelli qualsiasi, ma con indosso abiti tradizionali africani. L’FBI ha offerto un milione di dollari in ricompensa a chi dovesse fornire informazioni sufficienti alla sua cattura. I reati per cui Chesimard (nota anche come Assata Shakur) è stata condannata sono l’omicidio di un poliziotto e diverse rapine: risalgono a 40 anni fa e lei oggi di anni ne ha 65.

Nonostante la sua taglia sia superiore a quella di diversi ricercati legati al terrorismo, è piuttosto difficile che qualcuno si impegni per riscuoterla: il luogo dove si trova è noto. Chesimard vive a Cuba da più di trent’anni, da quando è scappata da una carcere americano dove si trovava per scontare la condanna per l’assassinio di un poliziotto avvenuta il 2 maggio del 1973. All’epoca Chesimard – che è anche la zia del rapper Tupac Shakur, ucciso a soli 25 anni nel 1996 – faceva parte del movimento terroristico Black Liberation Army (BLA).

La BLA fu attiva durante tutti gli anni ’70 ed è considerata l’organizzazione responsabile di una decina di assassini di poliziotti e di numerose rapine in banca. Il 2 maggio del 1973, Chesimard e altri membri dell’organizzazione furono fermati da una pattuglia a causa di una luce posteriore della loro macchina rotta. Ci fu una sparatoria e uno dei poliziotti venne ferito. Il secondo, Werner Foerster, venne ucciso da Chesimard con un colpo a bruciapelo – “un’esecuzione”, scrissero i giudici – con la sua stessa pistola di ordinanza.

Nel 1977 venne condannata al carcere a vita per omicidio e per diverse rapine a mano armata. Due anni dopo, insieme ad alcuni complici, riuscì a fuggire dal carcere e a scappare a Cuba. Intervistata nel 2001 da una troupe televisiva a Cuba, Chesimard disse che non osava nemmeno chiamare “processo” quello nel quale venne condannata: «Fu un linciaggio portato avanti da una giuria di soli bianchi».

Per questo reato, Chesimard si trova da tre giorni sulla lista dei terroristi più ricercati. La lista non è necessariamente un elenco degli individui che rappresentano la minaccia più imminente per gli Stati Uniti: riflette piuttosto l’intenzione di portare un caso all’attenzione dell’opinione pubblica da parte del FBI. In alcuni casi questo ha permesso di arrestare dei fuggitivi da molto tempo. Ad esempio Eric Toth, accusato di pedofilia ed entrato nella lista dopo l’assassinio di Osama bin Laden, è stato riconosciuto e arrestato in Nicaragua pochi mesi fa.

È difficile però pensare che l’FBI speri davvero che attirare l’attenzione sul caso di Chesimard possa essere d’aiuto nella sua cattura. Tra Cuba e gli Stati Uniti non esistono convenzioni sull’estradizione e si stima che ci siano diverse decine di persone condannate negli Stati Uniti che hanno trovato rifugio a Cuba. Nel clima di distensione tra i due paesi negli ultimi anni, alcuni di questi condannati sono stati consegnati agli Stati Uniti, ma è difficile che possa accadere in questo caso.

Nel 2005, l’allora presidente Fidel Castro fece di Chesimard un simbolo dichiarando: «Vogliono dipingerla come una terrorista: è un’ingiustizia, una brutalità e un’infame bugia». Il legame con Cuba è stato accentuato da un lato dal fatto che Chesimard ha sempre negato l’accusa di aver assassinato il poliziotto, sostenendo di essere una perseguitata per motivi razziali, e dall’altro perché la BLA di cui faceva parte era un’organizzazione di ispirazione marxista, così come il regime cubano.

L’FBI dice che tuttora Chesimard sostiene le argomentazioni «della rivoluzione e del terrorismo». Un dirigente dell’antiterrorismo del’FBI ha dichiarato: «Questo caso continua ad essere importante oggi come lo era 40 anni fa. Si tratta di un’indagine attiva che continuerà fino a quando Chesimard non sarà arrestata». Nonostante questo, è difficile trovare altri motivi per l’inserimento di Chesimard nella lista, oltre al fatto che due giorni fa era l’anniversario dell’omicidio per il quale venne condannata.