Gloria Swanson, un’altra era

Le foto più belle del mito del muto - e la Norma Desmond di Viale del Tramonto - che morì oggi trent'anni fa

Il 4 aprile 1983 morì a New York Gloria Swanson, pseudonimo di Gloria May Josephine Svensson, una delle più grandi attrici del cinema muto hollywoodiano, di un fascino che la rese un simbolo unico del divismo di un’epoca, lo sguardo misterioso e l’aria sofisticata ed altera. Era nata a Chicago il 27 marzo 1899 e aveva debuttato nel cinema nel 1915 in piccole parti comiche prima di conoscere il regista Cecil B. DeMille nel 1918, che le procurò un contratto con la Paramount, con cui girò moltissimi film che la resero una delle attrici più famose del mondo.

Con l’arrivo del sonoro all’inizio degli anni ’30 Swanson abbandonò il cinema per dedicarsi con grande successo al teatro e alla radio. Ma dopo quasi vent’anni Billy Wilder la scelse (dopo i rifiuti di Mae West, Pola Negri e Mary Pickford) per interpretare Norma Desmond, una diva del cinema muto caduta in disgrazia con l’avvento del sonoro e con l’ossessione di tornare sugli schermi, nel suo capolavoro Viale del Tramonto. Quella di Gloria Swanson fu un’interpretazione indimenticabile (storica la sua battuta “Io sono ancora grande, è il cinema che è diventato piccolo”) per cui ottenne una nomination all’Oscar, di un personaggio che aveva molte similitudini con lei stessa: nel film appaiono anche Cecil B. DeMille e Erich von Stroheim, i due grandi registi con cui Swanson aveva collaborato più spesso durante la sua carriera.