Che cosa succede ora?

Oggi pomeriggio Bersani incontrerà le parti sociali, da lunedì i partiti: le ipotesi di queste ore sui tentativi di formare una maggioranza

Al termine delle consultazioni con i partiti politici di ieri, il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha dato a Pier Luigi Bersani l'”incarico di verificare l’esistenza di un consenso parlamentare certo sul governo”. Si tratta di un «primo passo», ha chiarito Napolitano nella dichiarazione fatta dopo l’incontro con la delegazione del Partito Democratico. Il presidente della Repubblica, nel suo discorso, lo ha definito “incarico”, anche se forse si dovrebbe definire “pre-incarico”, dato che dalle consultazioni non è uscita una maggioranza in grado di ottenere la fiducia dalle camere e in particolare al Senato, dove il PD non ha la maggioranza assoluta.

Il segretario del PD verificherà a partire da oggi e nei prossimi giorni, tramite nuove consultazioni con i partiti e i sindacati, se ci potrà essere un sostegno parlamentare “certo”, che possa consentire la formazione del governo: «egli mi riferirà, sull’esito della verifica compiuta, appena possibile», ha detto Napolitano.

I tempi
Ieri, Bersani ha incontrato i nuovi presidenti delle camere, mentre il primo incontro di oggi, nel pomeriggio, sarà con i sindacati delle varie categorie: incontrerà alla Camera le principali sigle sindacali e i rappresentanti di Confindustria. Da lunedì, invece, inizieranno gli incontri con i partiti politici.

Non c’è ancora un calendario certo dell’ordine delle consultazioni che farà Bersani, ma è comunque molto probabile che incontrerà tutti i partiti entro la metà della prossima settimana, mercoledì secondo La Stampa.

Cosa dicono gli altri partiti
Scrive il Sole 24 Ore che la decisione di Bersani di incontrare per primi i sindacati non è casuale: vuole iniziare a discutere con loro gli aspetti più importanti degli otto punti del suo programma di governo “del cambiamento”.

È probabile, scrive Europa, che Bersani incontrerà anche i rappresentanti delle cooperative e quelli delle organizzazioni delle professioni e dei servizi. Nel 2011, durante le consultazioni fatte da Mario Monti, il presidente del Consiglio incaricato incontrò anche i rappresentanti del Forum nazionale dei giovani e la Consigliera nazionale di parità.

Sul Corriere della Sera di oggi sono riportate alcune delle opinioni espresse dagli altri partiti riguardo a Pier Luigi Bersani e a eventuali sostegni a un suo governo: Andrea Olivero, portavoce di Scelta Civica, ha spiegato che il suo partito ascolterà Bersani e «senza dare nulla per scontato, decideremo possibilità e modalità di un eventuale sostegno». Vito Crimi, capogruppo al Senato del Movimento 5 Stelle, ha detto invece che la posizione del M5S è di «nessuna fiducia a Bersani».

Silvio Berlusconi, che aveva già proposto a Napolitano, durante le consultazioni, la formula di un governo di grande coalizione, ha detto invece che gli otto punti del PD sono «in gran parte» simili alle proposte del PdL. Nei giorni scorsi, comunque, Pier Luigi Bersani ha sempre detto di non voler fare un governo di grande coalizione con il PdL: scrive il Sole 24 ore che si potrebbe immaginare, da parte di Bersani, la ricerca di un appoggio minimo, in grado di ottenere la maggioranza su alcuni provvedimenti, magari con l’appoggio parlamentare di una parte del centrodestra.

Un’ipotesi sostenuta anche dal Corriere della Sera, che oggi scrive della ricerca da parte di Bersani di un possibile appoggio della Lega Nord. Roberto Maroni, segretario della Lega Nord, ha scritto ieri sul proprio account Twitter: «Valuteremo le sue proposte d’intesa con gli alleati del PdL e poi decideremo una posizione comune». Va ricordato che al Senato la Lega Nord ha eletto 16 senatori: secondo l’ipotesi del Corriere, Bersani potrebbe arrivare alla maggioranza al Senato con i senatori leghisti aggiunti ai 21 senatori di Scelta Civica e ad alcuni senatori che compongono il gruppo misto e i gruppi delle autonomie. La soglia minima per ottenere una maggioranza assoluta è di 160 senatori e il PD ne ha eletti 106 (altri 6 sono di SEL).

L’elezione del presidente della Repubblica
L’altra scadenza da tenere presente in questo momento è l’elezione del presidente della Repubblica: il mandato di Giorgio Napolitano terminerà il 15 maggio. Dunque, il 15 aprile il Parlamento, insieme ai delegati rappresentanti delle Regioni, inizierà le votazioni in seduta comune. Se un nuovo governo ci sarà, è probabile che sia formato entro il 15 aprile e che dovrà ottenere la fiducia delle Camere entro il 20 aprile, per evitare che le procedure passino di mano al nuovo presidente della Repubblica.

Foto: Mauro Scrobogna/LaPresse

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