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  • martedì 5 febbraio 2013

I matrimoni gay nel Regno Unito

La Camera dei Comuni ha approvato la legge in seconda lettura, l'iter prosegue: Cameron è favorevole ma ha contro un pezzo del suo partito

Aggiornamento 20.16 – La Camera dei Comuni ha approvato in seconda lettura la legge sui matrimoni gay con 225 voti di maggioranza. La legge è stata approvata con 400 voti favorevoli e 175 voti contrari. Il partito conservatore si è diviso e pare che almeno metà dei parlamentari conservatori abbia votato contro, mentre il primo ministro David Cameron è notoriamente a favore della legge. Ora la legge passerà all’esame della commissione, poi alla Camera dei Lord.

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Il parlamento del Regno Unito inizierà oggi la discussione su una legge che, se approvata, renderà possibile il matrimonio tra persone omosessuali in Inghilterra e in Galles. La legge è stata presentata alla fine di gennaio e verrà oggi discussa e votata in seconda lettura – la prima lettura è solo un passaggio formale – dalla Camera dei Comuni: se approvata, passerà all’esame della commissione e poi tornerà in aula, prima di passare eventualmente all’esame della Camera dei Lord, la camera alta britannica.

La discussione si preannuncia particolarmente accesa soprattutto all’interno del partito conservatore del primo ministro David Cameron, che è stato uno dei più convinti sostenitore del progetto di legge. La proposta dovrebbe passare comunque grazie al sostegno dei liberaldemocratici e dei laburisti. Se approvata, la legge darà alle coppie omosessuali sposate gli stessi diritti di quelle eterosessuali e renderà possibile anche la celebrazione di matrimoni gay in Chiesa.

Secondo il Sunday Telegraph sarebbero circa 180 i parlamentari conservatori pronti a astenersi o votare contro la legge sostenuta da Cameron, mentre sarebbero 120 i favorevoli. Tra questi ci sarebbero sei whip, i membri più importanti del gruppo parlamentare, quelli che si assicurano che i suoi membri votino secondo le direttive del partito, e quattro membri del governo. Inoltre, il 3 febbraio venticinque dirigenti locali del partito conservatore hanno inviato una lettera al primo ministro chiedendo di far slittare la votazione alla prossima legislatura, anche considerando i problemi attuali dell’economia britannica e il futuro ancora incerto della posizione del Regno Unito nell’Unione Europea. Nella lettera si legge: “Siamo fortemente contrari alla decisione di portare la legge di fronte al Parlamento senza che sia stato fatto un adeguato dibattito con i membri del partito conservatore e, più ampio, nel paese”.

Tra i contrari alla legge c’è anche da Justin Welby, nuovo arcivescovo di Canterbury – l’autorità principale della Chiesa di Inghilterra e della confessione anglicana nel mondo – che è entrato ufficialmente in carica lunedì 4 febbraio succedendo a Rowan Williams. Welby è un ex manager del settore petrolifero e in passato si è mostrato aperto su alcune questioni dibattute all’interno della Chiesa, come la nomina delle donne a vescovo. Il nuovo arcivescovo è favorevole alle civil partenership, che sono già in vigore in Regno Unito, ma si è detto contrario alla proposta dei matrimoni gay, perché “il matrimonio è tra un uomo e una donna”.

Tra i favorevoli ci sono tre importanti membri del governo Cameron: George Osborne, il ministro delle Finanze, William Hague, il ministro degli Esteri, e Theresa May, il ministro degli Affari Interni. I tre hanno scritto una lettera pubblicata dal Daily Telegraph nella quale definiscono la nuova legislazione “la cosa giusta da fare al momento giusto”. Aggiungono: “L’istituzione del matrimonio si è evoluta nel corso del tempo. Noi crediamo che aprirla alle coppie dello stesso sesso la rafforzerà, invece che indebolirla”.

Il voto di oggi è il primo voto parlamentare su una legge che propone la legalizzazione dei matrimoni gay nel Regno Unito. La proposta era stata avanzata dai liberaldemocratici nell’ultima campagna elettorale e poi rilanciata da Cameron mercoledì 25 luglio scorso durante un ricevimento per i membri della comunità GLBT (gay, lesbiche, bisessuali e transessuali) nella sua residenza di Downing Street.

La riforma, se entrasse in vigore, modificherebbe la precedente legislazione delle civil partnership, approvate nel Regno Unito dal 2005. Il progetto di legge presentato dal governo Cameron lascerà alle diverse istituzioni religiose del paese la libertà di scegliere se celebrare o meno le unioni omosessuali, a eccezione della chiesa anglicana, per la quale i matrimoni gay resteranno illegali. I matrimoni gay celebrati in Chiesa avrebbero anche valore civile, così come i matrimoni tra eterosessuali. Il testo della proposta di legge permette anche a chi è sposato di cambiare sesso, senza l’obbligo di dover divorziare. Dal punto di vista del diritto di famiglia i matrimoni gay sono simbolici, perché alle coppie dello stesso sesso è già garantito il diritto di adozione.

Nonostante l’ampio sostegno su cui Cameron può fare affidamento nella votazione di questa sera alla Camera dei Comuni, la divisione dei conservatori potrebbe indebolire la sua posizione all’interno del partito. Alcuni credono che l’approvazione della legge potrebbe alienare al primo ministro una parte del voto tradizionale conservatore. I sostenitori dei matrimoni gay dicono invece che questa potrebbe essere una riforma in grado di portare a Cameron più consensi, soprattutto da ambienti esterni dal partito.

foto: Carl Court/AFP/Getty Images

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