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  • venerdì 1 febbraio 2013

Volgograd tornerà Stalingrado

Ma solo domani e per altri cinque giorni ogni anno: un altro uso controverso della memoria storica in Russia

Le autorità della città russa di Volgograd – oltre un milione di abitanti sulle rive del Volga, poche centinaia di chilometri a nord del Caucaso – hanno votato all’unanimità giovedì 31 gennaio per cambiare ufficialmente il nome della città per alcuni giorni ogni anno in Stalingrado, come era chiamata durante l’Unione Sovietica.

Il nome ufficiale sarà “città eroica di Stalingrado” e sarà usato nei documenti pubblici e nei discorsi che si terranno sabato 2 febbraio per commemorare la fine della celebre battaglia della Seconda guerra mondiale che si combatté nella zona. Sergei P. Zabednov, il politico locale che ha redatto la proposta con il sostegno delle associazioni dei veterani, ha detto al New York Times che le previsioni del tempo radiofoniche e televisive potranno usare il nome “Stalingrado” e che anche l’orario dei treni nella stazione ferroviaria potrebbe essere modificato.

Il 2 febbraio 2013 sarà il 70esimo anniversario della vittoria sull’esercito nazista da parte dei sovietici, che concluse sei mesi di violentissimi combattimenti attraverso l’inverno del 1942-1943, in cui morirono circa 2 milioni di persone. L’Armata Rossa riuscì ad accerchiare la Sesta Armata del generale Friedrich von Paulus, facendo circa 100 mila prigionieri. La battaglia è considerata uno dei punti di svolta della Seconda guerra mondiale. Oltre al 2 febbraio, Volgograd tornerà al suo vecchio nome in altre cinque date simboliche della vittoria dell’Unione Sovietica nella guerra, tra cui il 9 maggio (resa della Germania) e il 22 giugno (inizio dell’invasione nazista).

In origine Volgograd si chiamava Tsaritsyn e si chiamò così per centinaia di anni, sin dalla sua fondazione nel Cinquecento. Negli anni Venti la città venne però dedicata a Stalin, in onore del leader dell’Unione Sovietica che stava diventando tale proprio in quegli anni. Nel 1961, durante gli anni del rifiuto del culto della personalità stalinista, alla città venne cambiato di nuovo il nome in un più neutro “Volgograd”, “città del Volga”.

Il cambio temporaneo di nome di Volgograd-Stalingrado è solo l’ultimo esempio del patriottismo e della retorica nostalgica nei confronti dell’URSS della Russia di Putin. Mentre nel resto del mondo Stalin è ricordato soprattutto per i suoi crimini e per la sanguinosa repressione dei veri o presunti dissidenti degli anni Trenta, in Russia molti lo celebrano ancora oggi attribuendogli la vittoria della Seconda guerra mondiale e la trasformazione dell’URSS in una superpotenza industriale. La retorica nazionale promossa dall’ex ufficiale del KGB Vladimir Putin, pur senza suoi espliciti tentativi di riabilitazione di Stalin, ha come effetto che, secondo i sondaggi, il numero di russi che definisce “negativo” l’operato di Stalin sia in costante calo.

Negli ultimi anni ci sono state molte proteste da parte delle associazioni dei diritti umani e della debole opposizione politica russa nei confronti di iniziative come la revisione dei libri di testo scolastici, che mettono Stalin in una luce più positiva, oppure il restauro di una stazione della metropolitana di Mosca comprensivo della decorazione in cui i versi dell’inno nazionale sovietico lodavano l’ex dittatore.

Le autorità di Volgograd, così come quelle di San Pietroburgo e di Chita, in Siberia, hanno deciso che il 2 febbraio gli autobus delle loro città saranno decorate con grandi ritratti di Stalin, un’iniziativa molto controversa che è già stata presa alcune volte negli ultimi anni. Ad ogni modo, chi ha promosso il cambio del nome dice che non intende riabilitare il dittatore, ma dare “rispetto” ai veterani della Seconda guerra mondiale.

Foto: l’interno del memoriale per la Battaglia di Stalingrado durante la visita dell’allora presidente russo Medvedev a Volgograd, Russia, 25 marzo 2010.
(AP Photo/RIA Novosti, Mikhail Klimentyev, Presidential Press Service)

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