Napolitano ha sciolto le camere

Le prossime elezioni saranno il 24 e 25 febbraio: la cronaca della giornata

Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato oggi il decreto di scioglimento delle camere, dopo aver concluso le consultazioni con le delegazioni dei gruppi parlamentari e con i presidenti di Camera e Senato. Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che stabilisce la data delle prossime elezioni: si voterà il 24 e il 25 febbraio 2013. Mario Monti è andato poi al Quirinale per la controfirma del presidente della Repubblica dei decreti per la convocazione dei comizi elettorali e domani, alle 11, ci sarà la conferenza stampa in cui ci si attendono annunci su un suo eventuale futuro politico.

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18.16 – Il Consiglio dei ministri ha approvato il decreto che stabilisce la data per le prossime elezioni politiche: si voterà il 24 e 25 febbraio 2013.

18.04 – Si è concluso il Consiglio dei ministri e Mario Monti è andato al Quirinale per la controfirma da parte di Giorgio Napolitano dei decreti per la convocazione dei comizi elettorali.

17.45 – Il presidente della Repubblica Giorgio Napolitano ha firmato intorno alle 17 il decreto di scioglimento delle camere, dopo aver concluso le consultazioni con le delegazioni dei gruppi parlamentari e con i presidenti di Camera e Senato. Napolitano ha ribadito che «non esisteva nessuno spazio in sede parlamentare per altre prospettive» e che l’esito di oggi rappresenta la conclusione del percorso di crisi iniziato l’8 dicembre scorso quando Mario Monti ha annunciato di volersi dimettere dopo l’approvazione della legge di Stabilità. Intanto è in corso il Consiglio dei ministri che dovrebbe indire i comizi elettorali, cioè la data delle elezioni. I capigruppo del PdL, dopo l’incontro di questa mattina con Napolitano, hanno detto di sperare che nei prossimi mesi di campagna elettorale, sia il governo, sia Mario Monti, mantengano un atteggiamento al di sopra delle parti: Napolitano ha spiegato che riferirà questa preoccupazione allo stesso Monti. Domani, alle 11, ci sarà la conferenza stampa di Monti da cui ci si attendono annunci su un suo eventuale futuro politico.

17.07 – Napolitano ha spiegato che non esisteva nessuno spazio in sede parlamentare per altre prospettive: «Abbiamo evitato l’esercizio provvisorio e approvato la legge di Stabilità e chiuso la legislatura con leggero anticipo», ha detto.

17.04 – Napolitano ha detto di aver firmato il decreto di scioglimento delle camere.

17.01 – Il segretario generale della presidenza della Repubblica Donato Marra ha annunciato che tra poco Giorgio Napolitano riferirà sulle consultazioni.

16.52 – Si è concluso anche l’incontro con il presidente della Camera, Gianfranco Fini. Si chiudono così le consultazioni del presidente della Repubblica.

16.40 – È terminato l’incontro tra Schifani e Napolitano: il presidente del Senato ha lasciato il Quirinale senza rilasciare dichiarazioni. Intanto, è iniziato anche il Consiglio dei ministri, scrive Repubblica.

16 – Sono riprese le consultazioni: come previsto dal programma del Quirinale è iniziato l’incontro tra Napolitano e il presidente del Senato Renato Schifani.

15.45 – Le foto delle consultazioni questa mattina al Quirinale.

14.40 – Ora che la crisi di governo è iniziata, è bene ricapitolare tutti i passaggi che ci saranno da oggi fino alla data delle elezioni e fare un confronto su come si vota negli altri paesi. Un articolo in cui vengono chiarite le varie tappe istituzionali.

13.18 – Dopo l’incontro con il Gruppo Misto sono terminate le consultazioni del presidente della Repubblica con i gruppi parlamentari. Nel pomeriggio Napolitano incontrerà i presidenti di Camera e Senato, prima di firmare, probabilmente, il decreto di scioglimento delle camere.

12.55 – Dopo l’incontro con Napolitano, Ignazio La Russa, leader del nuovo gruppo parlamentare Fratelli d’Italia-Centrodestra nazionale formato da ex esponenti del PdL, ha detto che se Monti si candiderà «è opportuno che il capo dello Stato individui un’altra personalità che guidi l’esecutivo in questa delicata fase», cioè durante la campagna elettorale.

12.05 – Le dimissioni di Monti sono una buona notizia per tutti i cittadini e per Natale, hanno detto i capigruppo di Camera e Senato della Lega Nord.

11.35 – Sulla possibilità che Mario Monti decida di non candidarsi alle elezioni aveva già parlato ieri La Stampa con un articolo pubblicato soltanto sul proprio sito. Un’anticipazione su cui il giornale è tornato ampiamente oggi con un articolo di Fabio Martini in cui si sostiene che Monti avrebbe scelto di presentare soltanto una sorta di agenda sulle riforme che servono al paese, un “Memorandum” l’hanno chiamato, senza ricoprire il ruolo di premier, ma quello di “riserva della Repubblica”. La Stampa è il giornale che più degli altri ha messo in evidenza questa nuova ipotesi, dopo che sembrava data per certa una candidatura da parte di Monti. Tra l’altro ieri il presidente del Consiglio dimissionario ha incontrato i vertici della FIAT nello stabilimento di Melfi, che rappresentano, tra gli altri, gli editori della Stampa insieme a Luca Cordero di Montezemolo.

11.22 – È terminato l’incontro tra Napolitano e l’UdC: Gianluca Galletti, capogruppo alla Camera dell’UdC ha confermato la linea del partito per le prossime elezioni, cioè quella di continuare ad appoggiare le politiche di Mario Monti.

11.18 – Pier Ferdinando Casini, il leader dell’UdC, ha detto: «Rispetteremo le scelte di Monti qualsiasi esse siano», riguardo la scelta che farà Mario Monti sulla propria candidatura alle prossime elezioni, secondo quanto riportano le agenzie di stampa.

11.10 – Dice Sky Tg24 che il Consiglio dei Ministri è stato convocato per oggi pomeriggio alle 16, per indire, probabilmente, i comizi elettorali (cioè le elezioni).

10.50 – È terminato l’incontro tra Napolitano e il Partito Democratico: il capogruppo alla Camera Dario Franceschini ha detto che i partiti che hanno sostenuto il governo tecnico torneranno ad essere rivali, anche dopo le elezioni: in quest’ultimo anno, l’interesse per il paese è prevalso su quello del partito, ha spiegato Franceschini.

10.23 – È finito il primo incontro, tra Napolitano e i capigruppo del PdL: Fabrizio Cicchitto, capogruppo alla Camera, ha detto di aver preso atto delle dimissioni di Mario Monti, confermando che il partito non ha mai tolto la fiducia al governo, ma annunciato soltanto l’astensione nelle votazioni. Maurizio Gasparri, capogruppo al Senato, ha detto di sperare che nei prossimi mesi di campagna elettorale, il governo e Mario Monti mantengano un atteggiamento al di sopra delle parti, come fatto fino a oggi.

10.21 – Secondo quanto prevede la prassi costituzionale, le consultazioni si svolgono ogni volta che c’è una crisi di governo: il presidente della Repubblica cerca di sondare le possibilità per la formazione di un nuovo governo, guidato da un nuovo presidente del Consiglio, indicando una personalità che ha il compito di capire se c’è la possibilità di proseguire la legislatura con il cosiddetto “mandato esplorativo” (come è successo un anno fa, quando è stato dato l’incarico a Mario Monti). Se questa possibilità non c’è, come non c’è sicuramente in questo caso, il Presidente della Repubblica scioglie le camere con un decreto e indice nuove elezioni.

10.06 – Sono iniziate le consultazioni, questo l’ordine delle delegazioni dei gruppi parlamentari con i capigruppo di Camera e Senato:

10 – PdL

10,30 – Partito Democratico

11 – UdC, SVP e Autonomie (UnioneValdôtaine, MAIE, VersoNord, Movimento Repubblicani Europei, Partito Liberale Italiano, Partito Socialista Italiano)

11,20 – Terzo Polo (FLI, API, Centro Democratico)

11,40 – Lega Nord

12 – Coesione Nazionale (Grande Sud – Sì Sindaci – Popolari d’Italia Domani – Il Buongoverno – Fare Italia)

12,20 – Italia dei Valori

12,40 – Centrodestra Nazionale

13 – Gruppo Misto

10 – In attesa dello scioglimento delle camere ecco alcune foto della giornata di ieri, l'”ultimo giorno di scuola”: saluti e baci tra i ministri e l’ultimo discorso da parlamentare di Walter Veltroni.

09.55 – La Stampa di oggi scrive in prima pagina che Monti, per quanto riguarda una sua candidatura a presidente del Consiglio, «va verso il no». Inoltre, avrebbe deciso di non consentire alle liste di centro di inserire il suo nome sulle liste elettorali.

09.40 – Ieri il Consiglio dei ministri, che è durato circa quindici minuti, oltre a prendere atto delle dimissioni di Monti, ha approvato il testo unico della normativa in materia di incandidabilità, dopo aver acquisito il parere favorevole delle Commissioni parlamentari competenti.

Ieri Mario Monti ha rassegnato al presidente della Repubblica le dimissioni da presidente del Consiglio. Dopo l’approvazione definitiva della legge di Stabilità e un rapido Consiglio dei Ministri, Monti è andato al Quirinale, come aveva preannunciato l’8 dicembre scorso. Giorgio Napolitano ha preso atto delle dimissioni “irrevocabili” di Monti. Oggi, alle 10, inizieranno le consultazioni con i gruppi parlamentari convocate da Napolitano, che dovrebbero andare avanti fino alle 13. Si voterà, quasi certamente, il 24 febbraio 2013: fino ad allora il governo resterà in carica per gli «affari correnti» dell’ordinaria amministrazione, ha detto Napolitano.

Secondo quanto scrive il Corriere della Sera, in giornata potrebbe essere convocato un altro Consiglio dei Ministri, per l’indizione dei comizi elettorali (ovvero delle elezioni), ma questa decisione sarà presa una volta finite le consultazioni del presidente della Repubblica, che dovrà decidere se sciogliere in anticipo le due camere tramite decreto, dopo aver sentito nel pomeriggio i presidenti di Camera e Senato. Per domani alle 11 è stata invece annunciata la conferenza stampa di Mario Monti con i giornalisti italiani e stranieri, che inizialmente era prevista per ieri. È possibile, come ipotizzano da tempo diversi giornali, che faccia annunci riguardo un proprio futuro in politica.

Foto: Mario Monti (LaPresse)