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  • domenica 16 Settembre 2012

Ancora attacchi in Afghanistan

E l'ISAF ha risposto bombardando un convoglio di insorti, uccidendo almeno 5 civili: intanto, ci sono nuovi dettagli sull'attacco di ieri a Camp Bastion

Quattro soldati NATO sono stati uccisi questa mattina durante una sosta ad un posto di blocco nel sud dell’Afghanistan. L’ISAF, cioè il corpo di spedizione NATO in Afghanistan, ha dichiarato che sull’incidente si sta indagando, ma sembra certo che si sia trattato di quello che viene chiamato un inside attack (attacco dall’interno): cioè un attacco compiuto da talebeni travestiti da militari afghani o dagli stessi militari afghani (che in alcuni casi sono talebani che si arruolano proprio per avere l’opportunità di attaccare i militari NATO di sorpresa).

Questo tipo di attacchi stanno aumentando di frequenza negli ultimi mesi: 51 militari NATO sono morti dall’inizio dell’anno a causa di inside attack. A causa di questi attacchi, prima la Francia e da qualche mese anche gli Stati Uniti hanno interrotto l’addestramento delle reclute afghane.

Sempre questa mattina, l’ISAF ha lanciato un attacco aereo contro un gruppo di 45 insorti, una risposta all’attacco avvenuto ieri alla base di Camp Bastion (quella dove presta servizio il principe Harry). Nel bombardamento sono morte almeno cinque donne, ma i morti potrebbero essere anche otto, ha comunicato la stessa ISAF. Le autorità locali hanno parlato di otto o forse nove morti civili. Nonostante questo incidente, rispetto allo scorso anno i morti civili in Afghanistan stanno cominciando a calare per la prima volta da diversi anni.

Anche l’attacco di ieri a Camp Bastion è stato un inside attack. Oggi sono usciti nuovi dettagli sull’assalto, che secondo i giornali britannici ha messo in serio pericolo la vita di Harry. A quanto pare, 15 uomini armati sono riusciti ad introdursi nel campo indossando uniformi NATO. Erano armati di fucili d’assalto, lanciarazzi e corpetti imbottiti di esplosivo per farsi saltare in aria.

Il gruppo, ha detto un portavoce ISAF, era ben addestrato e motivato. Una volta entrati nel campo hanno raggiunto una delle piste di decollo e hanno cominciato a sparare. Prima di essere tutti uccisi (tranne uno di loro, che è stato preso prigioniero) gli insorti sono riusciti a distruggere sei aerei da combattimento Harrier a decollo verticale, a danneggiarne altri due, a distruggere sei stazioni di rifornimento e a danneggiare diversi hangar. Anche otto militari britannici e un contractor sono stati feriti.

Camp Bastion è la più grande base militare britannica in Afghanistan. Altamente fortificata, è circondata da larghi tratti di deserto completamente piatto, che rende molto difficile avvicinarsi senza essere notati (sempre che, come è accaduto ieri, non indossino divise NATO). I giornali britannici hanno scritto che Harry si trovava al campo durante l’attacco, notizia che il governo britannico ha confermato, e che era a poche centinaia di metri dalla sparatoria.

Questa seconda informazione è stata smentita dal governo. Secondo un portavoce Harry non si è mai trovato in pericolo. Camp Bastion ha una superficie di circa 35 chilometri quadrati e l’attacco è avvenuto nella zona degli hangar, dove oltre agli Harrier sono alloggiati anche gli elicotteri Apache che pilota Harry.