Terremoto, la scossa di Belluno

Secondo gli esperti quella di stanotte non è strettamente legata ai terremoti in Emilia: le altre notizie di oggi

Una nuova scossa di terremoto notevole c’è stata la scorsa notte nel nord Italia: secondo i dati dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), alle 4.04 un terremoto di magnitudo 4.5 ha avuto l’epicentro al confine tra le province di Pordenone e Belluno, a una profondità di 7,1 chilometri. Le località più colpite sono state Chies D’Alpago, Pieve d’Alpago, Tambre (tutte in provincia di Belluno), e Cimolais, Claut, Erto e Casso (Pordenone). Nonostante la grande paura e la gente scesa in strada, non ci sono stati danni né feriti.

Secondo gli esperti, tuttavia, questa scossa non è legata a quelle che ci sono state negli ultimi giorni in Emilia, che farebbero parte di un fenomeno diverso. Infatti, anche se entrambi riguardano il movimento della placca adriatica, che costituisce la punta più a nord della placca africana, tra le scosse in Emilia e quelle nelle Prealpi venete non ci sarebbe alcun “legame causa-effetto”, ha detto la sismologa dell’INGV Lucia Margheriti. L’area intorno alle Prealpi venete è comunque da sempre una zona a rischio sismico: nel 1873 ci fu un terremoto di magnitudo 8 sulla scala Richter nel bellunese e un altro di forte entità è avvenuto nell’ottobre 1936, di magnitudo 5,9, fra Treviso, Belluno e Pordenone.

Intanto sono continuate le scosse in Emilia, anche la scorsa notte. Da ieri sera ce ne sono state nove: la più forte, di magnitudo 3, è stata registrata alle 7.47, con epicentro nella zona di Finale Emilia (Modena) e a una profondità di 8,5 chilometri. Un’altra scossa di magnitudo 2,3, invece, si era verificata ieri sera, poco prima delle 23, ancora una volta a Mirandola (Modena), un comune molto colpito dai terremoti recenti. Anche in questo caso non sono stati segnalati feriti o danni.

Ieri la Commissione grandi rischi, in un documento inviato al Dipartimento della Protezione Civile, ha detto che, sebbene allo stato delle attuali conoscenze scientifiche non sia possibile prevedere quando e dove si verificheranno i terremoti in futuro, è possibile che nei prossimi giorni l’attività sismica, qualora questa dovesse riprendere, possa avvenire più ad est rispetto alle scorse settimane e dunque nella zona del ferrarese. “È significativa la probabilità che si attivi il segmento compreso tra Finale Emilia e Ferrara con eventi paragonabili ai maggiori eventi registrati nella sequenza”, si legge nel documento. Il presidente della Regione Emilia Romagna Vasco Errani ha risposto dicendo il terremoto “non si può prevedere, è solo un dato statistico”.

Terremoti e trivellazioni, di Filippo Zuliani

foto: AP/Consorzio Promovetro Murano