Cosa fa il governo sul terremoto

Saranno reperiti 2 miliardi e mezzo di euro entro il 2014: 500 milioni tramite l'aumento delle accise sulla benzina e il resto grazie alla "spending review"

Oggi il Consiglio dei Ministri ha adottato una serie di misure urgenti per affrontare la questione del terremoto in Emilia e nelle regioni vicine stabilendo una giornata di lutto nazionale per lunedì 4 giugno ed estendendo lo stato di emergenza alle province di Reggio Emilia e Rovigo, ma senza nominare alcun commissario straordinario. I compiti di commissario per la ricostruzione sono stati invece affidati al presidente della Regione mentre ai sindaci dei comuni colpiti dal sisma sono state date le funzioni di vice commissari.

Il governo ha inoltre approvato un decreto ministeriale per rinviare i versamenti fiscali e i contributi a settembre e un decreto legge per trovare risorse immediate per il soccorso e rendere più semplice la situazione delle popolazioni coinvolte dalle conseguenze del terremoto. Nel decreto si stabilisce:

– la concessione di contributi a fondo perduto per la ricostruzione e riparazione delle abitazioni danneggiate dal sisma, per la ricostruzione e la messa in funzione dei servizi pubblici (in particolare le scuole), per gli indennizzi alle imprese e per gli interventi su beni artistici e culturali;

– l’individuazione di misure per la ripresa dell’attività economica. In particolare sono previsti un credito agevolato su fondo di rotazione CDP e sul Fondo di garanzia del Ministero dello sviluppo economico;

– la delocalizzazione facilitata delle imprese produttive nei territori colpiti dal terremoto.

– la proroga del pagamento delle rate del mutuo e la sospensione degli adempimenti processuali e dei termini per i versamenti tributari e previdenziali, degli sfratti.

– la deroga del Patto di stabilità, entro un limite definito per i Comuni, delle spese per la ricostruzione.

A copertura di questi interventi il Consiglio dei Ministri ha deciso «l’aumento di 2 centesimi dell’accisa sui carburanti per autotrazione così come l’utilizzo di fondi resi disponibili dalla spending review». Questa sera, durante la puntata di Otto e mezzo su La7, il sottosegretario Antonio Catricalà ha spiegato che l’aumento scatterà a partire dalla pubblicazione del decreto legge sulla Gazzetta Ufficiale e sarà valido fino al 31 dicembre 2012. Questo intervento farà entrare nelle casse dello Stato 500 milioni di euro entro il 2012, mentre altri 2 miliardi di euro saranno reperiti nel 2013 e nel 2014 attraverso la cosiddetta “spending review”.

(Che cos’è la spending “review”)

Catricalà ha anche spiegato che «l’aumento della benzina alla pompa non è detto che ci sia» e che «l’ideale sarebbe poter riassobire quei 2 centesimi con una diminuzione del prezzo della benzina al consumo». Questa, ha concluso, «non è però un’operazione semplice».