• Mondo
  • venerdì 30 Marzo 2012

Il governo spagnolo vara nuovi tagli

Oggi Rajoy approverà nuove misure di austerità per ridurre il deficit di altri 40 miliardi di euro, dopo le critiche arrivate dall'Unione Europea

Il governo spagnolo annuncerà oggi nuove misure di austerità e tagli alla spesa pubblica, il giorno dopo lo sciopero generale indetto dai principali sindacati spagnoli contro la riforma del lavoro approvata all’inizio di febbraio.

Il Consiglio dei ministri deve approvare il progetto di legge sulla previsione di spesa dello stato per il 2012. L’obiettivo è ridurre il deficit pubblico di altri 35-40 miliardi di euro, dopo la manovra da oltre 15 miliardi di euro approvata a dicembre pochi giorni dopo l’insediamento e fatta di tagli alla spesa pubblica e aumento delle tasse (in particolare quella sui redditi da lavoro, l’IRPF, equivalente della nostra IRPEF). La Spagna proverà così ad abbassare il deficit pubblico al 5,3 per cento del prodotto interno lordo per il 2012 e ad accontentare il resto dell’Unione Europea, che aveva rifiutato il primo obiettivo del 5,8 per cento proposto dal governo spagnolo.

Il presidente del Consiglio spagnolo Mariano Rajoy ha annunciato che tra le misure ci sarà un taglio dei fondi ai ministeri di un ulteriore 15 per cento rispetto all’anno passato, che già aveva visto una riduzione dei fondi rispetto al 2010. I tagli dovrebbero essere minori nel settore della sanità, mentre si prevede un’altra riduzione molto netta per il ministero dello Sviluppo economico. Altre misure saranno l’aumento delle tasse, con l’aumento dell’IVA per alcuni beni e una riduzione degli sgravi fiscali per le imprese. Secondo molti economisti spagnoli, l’aumento delle tasse e la diminuzione della spesa pubblica in un periodo di grave recessione avrà effetti disastrosi sull’economia del paese.

Nonostante le annunciate misure di austerità, il partito conservatore di Rajoy era dato per favorito nelle elezioni di domenica scorsa nella regione meridionale dell’Andalusia, la più popolosa della Spagna, tradizionalmente governata dal partito socialista: un’elezione importante perché avrebbe dato al partito di governo ulteriore controllo sui governi locali (il partito di Rajoy ha già il controllo di 11 regioni su 17), che usando la loro larga autonomia hanno evitato di porre limiti alle loro spese e hanno contribuito alla grave crisi che sta affrontando la Spagna. Ma alle elezioni andaluse il Partito Popolare non è riuscito a conquistare la maggioranza nel parlamento regionale, per 5 seggi (su 109), anche se ha conquistato la maggioranza relativa dei voti con il 41 per cento.

Il ministro dell’economia spagnolo, Luis de Guindos, ha dichiarato che le previsioni di spesa che verranno approvate oggi saranno dure e concentrate sulla riduzione della spesa, ma anche di essere convinto che “la Spagna smetterà di essere un problema, specialmente per gli spagnoli ma anche per l’Unione”. De Guindos sta partecipando alla riunione dei ministri economici europei, in cui presenterà le misure spagnole.

Nei giorni scorsi, diversi politici europei hanno criticato i tentativi della Spagna di allentare la stretta sui conti pubblici, mentre sui mercati internazionali lo spread tra i titoli di stato spagnoli e quelli tedeschi è cresciuto di diverse decine di punti. Il commissario europeo per gli affari economici, Olli Rehn, ha criticato apertamente il governo spagnolo, motivando la crescita dei rendimenti con “la percezione che la Spagna stesse rilassando i suoi obiettivi fiscali per quest’anno.” Sabato scorso anche il presidente del Consiglio italiano Mario Monti aveva detto che la Spagna “ha certamente fatto una profonda riforma del mercato del lavoro, ma non ha prestato la stessa attenzione alle finanze pubbliche.”

foto: Pablo Blazquez Dominguez/Getty Images