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  • venerdì 30 Dicembre 2011

La manovra finanziaria spagnola

Il nuovo governo ha annunciato le prime misure: tagli alla spesa, tasse su redditi e case, stipendi pubblici congelati e pensioni aumentate (pochissimo)

Il nuovo governo spagnolo del conservatore Mariano Rajoy, che aveva giurato la scorsa settimana, ha presentato oggi le misure economiche con cui interverrà sui conti pubblici del paese.

Si tratta di una serie di misure di austerità piuttosto decise, composte da forti tagli alla spesa pubblica, di circa 8,9 miliardi di euro per il prossimo anno, e di un aumento delle tasse per circa 6,2 miliardi di euro. Rajoy aveva detto che avrebbe fatto tutto il possibile per raggiungere l’obbiettivo di riduzione del deficit pubblico al 4,4 per cento del PIL nel 2012, come promesso alla Commissione Europea. Il governo ha annunciato oggi di aver rivisto al rialzo le previsioni per il deficit pubblico di quest’anno, posto all’8 per cento del PIL, invece che al 6 per cento previsto dal precedente governo socialista.

La vicepresidente e portavoce del governo, Soraya Sáenz de Santamaría, presentando le misure insieme ad alcuni ministri, ha detto che “questo è l’inizio dell’inizio” e che il paese sta affrontando “una situazione straordinaria e inattesa, che ci costringerà a prendere misure straordinarie e inattese.” La Spagna sta affrontando un grave periodo di crisi finanziaria, a causa dell’improvviso dissesto del mercato immobiliare nel 2008, e attualmente ha il tasso di disoccupazione più alto d’Europa, al 21 per cento. I conservatori hanno vinto le elezioni promettendo di uscire dalla crisi, dopo che il governo socialista di Zapatero è stato molto criticato per la sua gestione della situazione economica.

Le misure
1. Aumento dell’imposta sul reddito delle persone fisiche
Il governo ha annunciato un “aumento di solidarietà” nella tassa sui redditi da lavoro, l’IRPF (l’equivalente della nostra IRPEF) e un aumento dell’IBI, l’imposta locale sui beni immobili, in primo luogo le abitazioni. L’aumento dell’IRPF per il 2012 e il 2013 sarà progressivo: l’aliquota sarà aumentata dallo 0,75 per cento al 7 per cento a seconda della fascia di reddito. L’aumento maggiore riguarderà i contribuenti che dichiarano più di 300.000 euro annui, quello minore i redditi tra i 5.050 e i 17.360 euro.

2. Aumento dell’imposta sugli immobili
Anche l’aumento dell’IBI durerà due anni, e riguarderà tutte le abitazioni con un valore catastale superiore alla media in ciascun municipio. Allo stesso tempo il governo ha prorogato le pesanti riduzioni dell’IVA (al 4 per cento) per l’acquisto di nuove abitazioni, per cercare di rilanciare il settore più colpito dalla crisi.

3. Tagli ai ministeri
Come spiega El País, i tagli ai bilanci ministeriali riguarderanno soprattutto il ministero dello Sviluppo (1,612 miliardi), il ministero dell’Industria (1,091), dell’Economia (1,083) e degli Affari Esteri (1,016). Anche gli enti pubblici subiranno un taglio dei trasferimenti di circa 1 miliardo di euro.

4. Aumento (ridotto) delle pensioni
Il Consiglio dei ministri ha approvato anche un aumento delle pensioni dell’1 per cento per il prossimo anno, una misura che costerà circa 1,2 miliardi di euro e che Rajoy aveva promesso nel suo discorso di insediamento di dieci giorni fa. Tuttavia l’aumento non arriverà probabilmente a coprire l’inflazione prevista per il prossimo anno nei paesi europei, che la BCE stima intorno al 2 per cento.

5. Altre misure
Le altre misure riguardano: l’aumento della settimana lavorativa dei dipendenti pubblici (a cui viene anche congelato lo stipendio) a 37,5 ore settimanali, la sostanziale eliminazione delle agevolazioni per il carburante nel settore dell’autotrasporto, il congelamento del salario minimo (fissato attualmente a 641,40 euro) e un lieve aumento del prezzo minimo fissato dallo Stato per le tariffe del gas. Tra i provvedimenti annunciati dal governo ci sono anche quelli che riguardano i celebri costi della politica: la riduzione del 18,9 per cento delle spese per i sottosegretari e i direttori generali, e la riduzione del 20 per cento ai finanziamenti pubblici ai partiti e ai sindacati. Il governo ha annunciato anche una proroga di sei mesi dei sussidi di disoccupazione (circa 400 euro ciascuno) in scadenza.

Le reazioni
Il ministro del tesoro Cristobal Montoro ha detto che gli aumenti delle imposte peseranno soprattutto sui più ricchi, ma un editoriale di El País (politicamente vicino al centrosinistra) parla di “colpo alle classi medie salariate” e dice che gran parte delle misure correttive del governo peseranno sui redditi dei lavoratori. Il quotidiano ha criticato anche la decisione di eliminare uno dei provvedimenti di cui il governo precedente era più fiero, il sostegno statale per l’affitto ai giovani, che era di circa 210 euro al mese e che è stato eliminato per tutti i nuovi richiedenti. Critiche alla manovra sono arrivate anche dai sindacati e dall’ex partito di governo, il partito socialista spagnolo (PSOE).

foto: J.J.GUILLEN/AFP/Getty Images