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  • mercoledì 29 febbraio 2012

Romney vince in Arizona e Michigan

E conquista così un altro po' di fiato in vista del Super tuesday, martedì prossimo

Mitt Romney ha vinto le primarie repubblicane in Arizona e Michigan. In Arizona Romney ha ottenuto il 47,8 per cento dei voti, distaccando il secondo classificato Santorum di oltre venti punti (26,7 per cento). Gingrich si è fermato al 16,3 per cento e Paul all’8,5 per cento. In Michigan la competizione è stata più equilibrata: Romney ha vinto con il 41 per cento dei voti, seguito da Santorum col 37,9 per cento. Terzo è arrivato Paul con l’11,6 per cento dei voti, ultimo Gingrich con il 6,5 per cento. I 29 delegati dell’Arizona vanno tutti a Romney, i 30 del Michigan saranno divisi in modo proporzionale e Romney e Santorum ne otterranno più o meno la stessa quantità.

«Sono pronto a guidare il nostro partito alla vittoria e la nostra nazione alla prosperità», ha detto Romney festeggiando la vittoria. Ma anche nel discorso di Santorum i toni sono vittoriosi e ottimisti: «Un mese fa non sapevano nemmeno chi fossimo. Ora lo sanno». Ron Paul non ha dedicato grandi sforzi a Michigan e Arizona, preferendo invece concentrarsi sulla Virginia: lì si vota con i caucus e gli unici candidati che hanno presentato in tempo firme e documenti sono lui e Romney. Paul ha detto che non si ritirerà. Anche per Gingrich è stata una serata deludente, e d’altra parte neanche lui ha fatto campagna attivamente in Michigan e in Arizona preferendo concentrarsi su Georgia e Tennessee.

(La guida del Post alle primarie repubblicane)

Le vittorie di stanotte mettono Romney in una buona posizione in vista del Super tuesday di martedì 6 marzo e confermano la conclusione a cui si è arrivati dopo questi due mesi di primarie: è il candidato favorito e meglio attrezzato, ma dovrà sudare parecchio. Se infatti in Arizona la vittoria di Romney non è mai stata in discussione, in Michigan la situazione è stata molto incerta fino all’ultimo giorno, nonostante per mesi Romney avesse dominato i sondaggi nello Stato e soprattutto nonostante a lungo la campagna di Romney avesse indicato il Michigan come uno Stato solidamente schierato con l’ex governatore del Massachusetts.

Secondo molti osservatori e analisti, infatti, una sconfitta in Michigan avrebbe pregiudicato la candidatura di Mitt Romney. Romney è nato in Michigan, suo padre ne è stato governatore. Nel 2008 Romney vinse le primarie in Michigan di nove punti percentuali. E poi c’è il problema del mercato automobilistico, che ha il suo centro nazionale proprio a Detroit. Romney all’inizio della crisi aveva detto che il governo avrebbe fatto bene a lasciar fallire le aziende automobilistiche in crisi, criticando Obama per il suo costoso piano di salvataggio. Oggi l’industria automobilistica è in gran ripresa e le aziende hanno ripagato quasi tutti i loro debiti con il governo federale, alcune anche prima di quanto inizialmente stabilito.

foto: Bill Pugliano/Getty Images

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