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  • martedì 21 Febbraio 2012

L’urlo di Munch è in vendita

Uno dei quattro, l'unico che appartiene a un privato: sarà battuto all'asta a New York a inizio maggio

“L’urlo” di Edvard Munch è in vendita: il 2 maggio sarà battuto all’asta da Sotheby’s, a New York. Secondo la casa d’aste inglese, potrebbe essere venduto per 80 milioni di dollari, o anche più.

Il quadro appartiene a Petter Olsen, un imprenditore norvegese erede di una nota dinastia di armatori. Suo padre, Thomas Olsen, dalla fine degli anni Venti fu amico, mecenate e protettore di Edvard Munch, il più illustre pittore norvegese di tutti i tempi, di cui “L’urlo” è l’opera più celebre. Petter Olsen ha detto di voler “offrire al resto del mondo la chance di godere di questo quadro meraviglioso”: con il ricavato della vendita costruirà un museo, un centro artistico e un hotel a Hvitsten, il paesino poco lontano da Oslo dove il padre e il pittore furono vicini di casa. Il quadro sarà esposto per la prima volta a Londra dal 13 aprile e a New York dal 27 aprile.

Un uomo urla, tenendosi il volto scavato tra le mani di fronte a un paesaggio che partecipa della sua disperazione: l’immagine venne ideata da Munch attorno al 1890, come elemento centrale della serie “Il fregio della vita”. L’immagine rivoluzionaria – che ha reso il quadro espressionista un’icona tra le più famose della storia dell’arte moderna – riprende il paesaggio come se fosse una cornice e una proiezione dell’esperienza psicologica del personaggio.

Edvard Munch ne dipinse quattro versioni. Quella che andrà all’asta tra poche settimane è l’unica ancora in mano a un privato: le altre sono proprietà di musei norvegesi. Il museo Munch di Oslo possiede la prima di due opere dipinte nel 1893 (che venne rubata due volte, nel 1994 e nel 2004) e la quarta versione, terminata probabilmente nel 1910. Il secondo urlo dipinto nel 1893, in tempera e matita su tavola, è oggi esposto alla Galleria nazionale norvegese, sempre a Oslo.

La versione dell’Urlo di proprietà della collezione Olsen (da più di 70 anni) è quella “più colorata e vibrante”, secondo Sotheby’s: l’unica delle quattro in cui una delle due figure sullo sfondo si volta a guardare il paesaggio, l’unica con la cornice originale decorata a mano dal pittore. Alcuni versi, tratti da uno scritto di Munch, raccontano l’artista “tremante d’ansia”, all’ascolto del “grande urlo della Natura”:

Camminavo lungo la strada con due amici – il sole tramontò – all’improvviso il cielo divenne rosso sangue – e mi sentii pervaso di malinconia. Mi fermai e mi appoggiai a un recinto, stanco morto – le nuvole parevano sangue e lingue di fuoco pendevano sopra il fiordo scuro e la città. I miei amici continuarono a camminare, io mi fermai, tremante d’ansia. Sentii un urlo potente, senza fine, erompere dalla natura

(nella foto, “L’urlo” di Edvard Munch del 1893, AP Photo/ Scanpix, Munch Museum, Sidsel de Jong)