La SIAE risponde all’inchiesta del Corriere

Le puntuali contestazioni alle accuse di vendita del patrimonio immobiliare sottocosto

Rispetto alle accuse di vendite del patrimonio immobiliare a prezzi distanti da quelli del mercato pubblicate oggi sul Corriere della Sera, la SIAE ha diffuso oggi i due comunicati che seguono.

Ho grande rispetto per la libertà di stampa e sarò in grado di dimostrare per  tabulas la correttezza dell’operato della Società e  mio personale.

Ho altresì sacrale rispetto per le prerogative dei parlamentari e soprattutto  della magistratura,  al cui vaglio non mi sono mai sottratto in passato e non mi sottrarrò in futuro.

Devo tuttavia stigmatizzare con durezza le gravi, non documentate e strumentali dichiarazioni del signor Silvano Conti.

Ho già dato mandato ai miei legali di valutare tali dichiarazioni,  che voglio sperare non siano finalizzate  ad  operare indebite pressioni nell’ambito di una delicata e complessa trattativa con le organizzazioni sindacali finalizzata alla stipula del contratto nazionale di lavoro per i dipendenti  SIAE.

Sono io che, da mesi, sto raccogliendo la documentazione per presentare (certamente)  un esposto alla magistratura  al fine  di  accertare eventuali  responsabilita’ di una passata gestione degli immobili del fondo pensioni, gestione  che presenta gravissime ombre ed ha comportato pesanti e costanti oneri a carico del bilancio SIAE.

Mi rendo conto che il lavoro che stiamo facendo in SIAE (revisione contratto dirigenti, dipendenti e mandatari, fondo pensioni, fondo di solidarieta’, revisione rete territoriale) ha scatenato la reazione di quanti (evidentemente esperti in disinformazione) temono di perdere “orticelli” , privilegi e “rendite di posizione”. Io stesso mi sono unilateralmente ridotto lo stipendio del 20%(e peraltro temo di essere l’unico dirigente generale dello Stato che nell’assumere un altro incarico si e’ dimesso invece di mettersi in aspettativa). Tuttavia  non mi faro’ ne’ intimidire ne’ ricattare. Vado avanti con la schiena diritta e la testa alta, nell’interesse della societa’, dei suoi dipendenti e dei suoi associati.

Gaetano Blandini , Direttore Generale SIAE

Con riferimento alle notizie apparse in data odierna sul quotidiano Corriere della Sera nell’articolo a firma di Fiorenza Sarzanini “Palazzi SIAE venduti in perdita. Nuovo Caso legato a Balducci”, la Società Italiana degli Autori ed Editori (“S.I.A.E.”) ritiene doverose le seguenti precisazioni.

  1. Va premesso che con D.p.r. 9 marzo 2011, la S.I.A.E. è stata assoggettata a commissariamento. Il primo compito affidato al commissario straordinario, all’uopo affiancato da due sub commissari, è quello di  “assicurare il risanamento finanziario e l’equilibrio economico gestionale della Società”.
  2. Gli atti eseguiti dalla gestione commissariale – al pari di quelli delegati al direttore generale dott. Gaetano Blandini – sono tutti improntati al rispetto rigoroso della legalità e della trasparenza, nonché al raggiungimento del suddetto obiettivo di equilibrio economico finanziario.
  3. Tanto premesso, l’articolo ruota attorno ad una notizia obiettivamente errata e offre una ricostruzione distorta degli eventi riguardanti la S.I.A.E.. Nessuno dei dati indicati risponde al vero.
  4. La S.I.A.E. non ha eseguito alcuna operazione di vendita o dismissione del proprio patrimonio immobiliare. Né operazioni di simile natura sono avvenute con riguardo al patrimonio del Fondo Pensioni per il Personale di Ruolo della Società Italiana degli Autori ed Editori (“Fondo Pensioni”).
  5. La S.I.A.E., infatti, ha provveduto ad apportare parte del proprio patrimonio in un fondo immobiliare di cui S.I.A.E. stessa detiene e deterrà in futuro il 100% delle quote.
  6. Non vi è, pertanto, alcuna fuoriuscita, né dispersione, di patrimonio o di risorse economiche verso l’esterno, né si è procurata, ad evidenza, alcuna perdita in capo alla S.I.A.E..
  7. La costituzione del fondo immobiliare è volta esclusivamente a consentire una gestione efficiente del patrimonio immobiliare di S.I.A.E., anche nell’ottica di una sua valorizzazione, affidandola ad un operatore professionalmente deputato a tale attività e soggetto alla vigilanza della Banca d’Italia.
  8. La costituzione del fondo immobiliare consente, inoltre, di far emergere i valori reali del patrimonio di S.I.A.E., superiori a quelli riportati nei bilanci passati, con la realizzazione di plusvalenze rilevanti e con rafforzamento delle riserve di patrimonio netto della Società. A tale proposito è sufficiente segnalare che rispetto ad un valore riportato nel bilancio S.I.A.E. al 31.12.2010 di circa 105 milioni di euro, i valori di apporto raggiungeranno complessivamente circa 182 milioni di euro con un differenziale positivo per S.I.A.E. di circa 77 milioni di euro.
  9. Tutti i predetti valori risultano oggetto di perizie, obbligatorie per legge, eseguite da uno dei più importanti advisor indipendenti del settore immobiliare a livello internazionale (CB Richard Ellis S.p.A.). La società di gestione è stata scelta trasparentemente e in ragione di stretti requisiti di professionalità (Sorgente Group S.p.A. risulta invero la migliore S.G.R. del mercato italiano per “Management Quality” rating appositamente rilasciato da Moody’s).
  10. I canoni di locazione che SIAE provvederà a corrispondere in futuro per gli immobili strumentali (e da essa, quindi, effettivamente utilizzati) saranno stabiliti a valori di mercato, con effetti positivi sulla trasparenza del bilancio S.I.A.E.. Si segnala peraltro che, essendo S.I.A.E. titolare del 100% del fondo immobiliare, i relativi rendimenti (anche derivanti dai predetti canoni di locazione) resteranno a beneficio esclusivo di S.I.A.E..
  11. Un identico efficientamento è stato perseguito con riguardo al Fondo Pensioni. Anche il Fondo Pensioni, infatti, ha provveduto ad apportare parte del proprio patrimonio in un fondo immobiliare di cui detiene il 100% delle quote.
  12. Il valore di apporto è in linea con il valore, di euro 82 milioni, registrato nell’ultimo bilancio del Fondo Pensioni, pertanto senza alcun aggravio per il Fondo Pensioni stesso.
  13. A tale proposito, deve essere altresì evidenziato che proprio con riguardo al Fondo Pensioni la citata operazione risultava tecnicamente obbligatoria sotto plurimo profilo.
  14. Innanzitutto, il bilancio attuariale al 31.12.2010 del Fondo Pensioni evidenziava un disavanzo di oltre 4 milioni di euro. Il patrimonio del Fondo Pensioni, dunque, non era in grado di far fronte autonomamente al totale delle obbligazioni pensionistiche su di esso gravanti.
  15. Inoltre, il patrimonio del Fondo Pensioni non garantiva flussi di cassa annuali sufficienti per il pagamento delle singole prestazioni pensionistiche. Il saldo tra rendimenti e costi del patrimonio immobiliare del Fondo Pensioni, risultava, anzi, costantemente negativo.
  16. In ragione delle suddette carenze patrimoniali e finanziarie, S.I.A.E. ha dovuto costantemente erogare al Fondo Pensioni ingenti somme. A tutt’oggi, S.I.A.E. risulta aver versato in favore del Fondo Pensioni un ammontare (ad importi non rivalutati) di circa 130 milioni di euro, con effetti gravemente depressivi sul proprio patrimonio.
  17. Infine, il patrimonio del Fondo Pensioni – giacché investito integralmente in immobili – contrastava tanto con le previsioni dello statuto del Fondo Pensioni stesso (art. 44) quanto, e soprattutto, con i vincoli imposti dalla legge (art. 5, comma 2, del D.M. 10 maggio 2007, n. 62) e dalle istruzioni della Autorità di Vigilanza (nota Covip del 2 aprile 2010, prot. 1662). Il Fondo Pensioni, dunque, risultava comunque obbligato a modificare la composizione del proprio patrimonio entro il maggio 2012.
  18. L’operazione nel suo complesso, oltre a garantire come detto una migliore gestione del patrimonio S.I.A.E., consentirà di assicurare al Fondo Pensione le risorse finanziarie necessarie al puntuale assolvimento degli obblighi posti a suo carico (i.e. il pagamento delle pensioni) senza ulteriormente gravare sul bilancio di S.I.A.E. stessa.
  19. L’operazione, inoltre, ha consentito di interrompere gli effetti di atti di gestione intervenuti in passato (relativamente al patrimonio del Fondo Pensioni) che hanno aggravato la condizione del Fondo Pensioni stesso e sui quali S.I.A.E. sta ultimando le verifiche necessarie ad avviare azioni di responsabilità. In proposito, è sufficiente rammentare che prima dell’intervento della gestione commissariale e del direttore generale dott. Gaetano Blandini, il Fondo Pensioni aveva avviato la cessione di propri beni immobili con rateizzazione del prezzo di vendita (senza garanzie) in 40 anni.
  20. E’ destituita di qualsiasi fondamento l’affermazione e l’illazione circa una presunta “privatizzazione” della S.I.A.E. giacché l’Ente opera, in forza della legge n. 2 del 2008, in regime privatistico. Inoltre, è necessario sottolineare con forza come la S.I.A.E. non si avvalga né direttamente né indirettamente di alcun trasferimento, sovvenzione, finanziamento o particolare vantaggio a carico del bilancio dello Stato.
  21. Infine, risulta evidentemente falsa qualsiasi congettura volta a porre in relazione l’operazione descritta con il pagamento degli stipendi, delle pensioni o del trattamento di fine rapporto dei dipendenti della S.I.A.E.

 

Nel rinviare ad una più dettagliata relazione che verrà pubblicata sul sito della S.I.A.E. quanto prima, e nel segnalare che gli atti della gestione commissariale sono costantemente inviati alle Autorità di Vigilanza per doverosa trasparenza ed informazione, si deve confermare la correttezza dell’operato della S.I.A.E. e per essa del direttore generale dott. Gaetano Blandini, così come si devono segnalare i risultati complessivamente positivi sino ad oggi ottenuti a valle della relativa nomina quale dirigente apicale della Società.

 

 

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