10 consigli sulla comunicazione al nuovo governo

Filippo Sensi su Europa invita a puntare su Internet e radio, a evitare i talk show e a fare il contrario di Tremonti

Filippo Sensi, il celebre autore del blog Nomfup, scrive oggi su Europa dieci consigli di comunicazione politica a Mario Monti e i suoi ministri, tra cui andare tanto alla radio e poco ai talk show, prendere voli low cost e i mezzi pubblici e puntare tanto su internet.

Sulla carta almeno, governo tecnico e comunicazione non vanno molto d’accordo. Quando sono i prof a scendere in campo vuol dire che la situazione si è messa davvero male, un po’ come mister Wolf di Pulp Fiction. E che non c’è molto tempo per la fuffa, tanto più se il famigerato spread non rallenta e la situazione economica è da allarme rosso.

Sbaglierebbe di grosso, però, l’esecutivo guidato da Mario Monti se pensasse di poter separare la polpa dei provvedimenti e delle competenze dalla necessità di comunicarli in maniera corretta ed efficace ai cittadini.

Governi tecnici ce ne sono stati diversi nella storia repubblicana, ma per il rilievo delle misure che prenderà la squadra appena arrivata a Palazzo Chigi dai prof ci si attende un di più di attenzione. La mission, tanto, dal punto di vista comunicativo è chiarissima: restituire credibilità. Un compito che, a giudicare anche solo dalle immagini del giuramento, pare assai bene impostato.

Azzardiamo, perciò, dieci consigli non richiesti sulle cose da fare e non fare per cercare di tenere la barra durante una navigazione che si preannuncia assai tumultuosa.

1) Siate professori, ma non professorali. Spiegare, far capire in modo semplice e chiaro, senza l’arietta ex cathedra dell’accademico. Avete presente Giulio Tremonti? Ecco, il contrario.

2) Fuggire il politichese. La tentazione viene, il Transatlantico, il Palazzo. Ma non tira proprio aria, tanto più se un pezzo forte del nuovo corso potrebbero essere provvedimenti di riduzione di sprechi e privilegi e tagli al personale politico. Almeno per qualche mese, tecnico è bello.

(Continua a leggere su Europa.it)

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.