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Il capitalismo reale

Adriano Sofri sulla crisi di governo, Mario Monti, la sinistra e la destra

Adriano Sofri ha scritto per Repubblica, martedì, una riflessione sul contesto in cui nasce il governo guidato da Mario Monti e su quello che se ne dice e pensa, a destra e a sinistra.

Sbagliano i commentatori stranieri secondo cui solo l´euro ha avuto ragione di Berlusconi. Berlusconi era finito da tempo, e mancava la sanzione elettorale, finché gli restavano, sia pure a un tanto al chilo, i voti in Parlamento. La sanzione elettorale era stata anticipata dalle amministrative e i referendum. E´ vero che a spingerlo fuori dalla trincea cui sarebbe rimasto attaccato allo stremo è stato l´assedio dello spread.
Un destino parallelo (pacifico grazie al cielo e quasi comico) a quello di Gheddafi, spinto nel tubo fatale da un bombardamento della Nato. Questo itinerario ha effetti ingenti. Per esempio, il referendum sottraeva l´acqua, e per analogia altri beni essenziali, alla privatizzazione, mentre la Bce detta la privatizzazione (più pudicamente: liberalizzazione) dei servizi municipali. Si capisce dunque che la festa per il commiato di Berlusconi e della sua corte sia turbata da una sensazione di espropriazione delle speranze e delle ragioni dei movimenti che hanno rianimato il paesaggio sociale e civile italiano.
Penso che occorra guardare lontano. Rovesciando il motto di Keynes, nel breve periodo siamo tutti morti. Il breve periodo, salvo che si auspichi, per demagogia o irresponsabilità, l´uscita dall´euro, è condizionato da un´emergenza in cui si rincorrono realtà e percezione, e al condizionamento non toglie nulla la denuncia delle responsabilità ultime e prossime. Cioè, di una macchina rotolante che bisognerebbe chiamare capitalismo reale, a somiglianza di quel socialismo reale di un tempo, che serviva a illudere della sopravvivenza di un socialismo ideale

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