Chi erano i violenti di sabato

Lo racconta sul Corriere Marco Imarisio, che di giornate come questa ne ha frequentate molte

Tra i cronisti che raccontano stamattina gli scontri di Roma di sabato c’è Marco Imarisio del Corriere della Sera, che segue da molti anni le proteste no global, le aggressività “antagoniste”, le tensioni con la polizia, e ha raccontato in un libro le violenze di Genova.

Accanto al negozio Super Elite, che pagherà a caro prezzo la propria ragione sociale, c’è un piccolo slargo. Alle 14.35, dieci minuti dopo la partenza del corteo, finisce il tempo della finzione. I ragazzi sono giovani e saranno una cinquantina almeno. Depongono gli zaini e ne estraggono maschere antigas, felpe e passamontagna neri. Sfilano i caschi dalla cintura e se li mettono in testa. Fino a quel momento erano in abiti «civili», persi dietro al camion che apriva lo spezzone di San Precario, il secondo a partire. Uno di loro comincia a scuotere il cartello del divieto di sosta, lo strappa dall’asfalto e punta verso le vetrine. Le intenzioni sono chiare.

(continua a leggere sul sito del Corriere della Sera)

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