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  • martedì 27 Settembre 2011

Pan Am, la serie tv

È iniziata domenica, è ambientata negli anni Sessanta e racconta il successo di quella che per decenni è stata la compagnia aerea più importante del mondo

La Pan-American Airlines non è mai stata la compagnia di bandiera degli Stati Uniti ma negli anni della sua esistenza, tra il 1930 e il 1991, di sicuro è stata a lungo percepita come tale. La Pan Am era, almeno fino agli anni Settanta, la più ricca, la più sofisticata, la più moderna compagnia aerea al mondo: copriva tutto il pianeta meno che l’Antartide ed era rinomata per la professionalità e l’esperienza del suo personale, che parlava più lingue e vantava una formazione infermieristica.

Ispirata da quello che è stato uno dei simboli del potere economico statunitense, la ABC, network televisivo che ha trasmesso, tra le altre, serie di successo come Lost, Grey’s Anatomy e Desperate Housewives, domenica ha mandato in onda il primo episodio di Pan Am, serie tv focalizzata sulle storie del personale di bordo, tra hostess e piloti, mescolate a qualche complotto internazionale.

Lo sfondo è quello degli anni Sessanta, della Guerra Fredda e dell’apice del successo della compagnia aerea, e nel cast c’è Christina Ricci, la piccola Mercoledì della Famiglia Addams. Le hostess (e, in alcuni casi, spie internazionali) rappresentano un abbozzo del nascente movimento femminista. Il loro impiego richiedeva, oltre a un’ottima istruzione e alla conoscenza delle lingue, un’età minore di 32 anni e di non essere sposate: le quattro protagoniste di Pan Am sono giovani, indipendenti, bellissime, non desiderano un marito ma sono in cerca di romanticismo, avventura, libertà.

Se Mad Men sfruttava lo sguardo sul passato per analizzare ciò che siamo diventati, Pan Am indugia molto sui fasti di un mondo che non esiste più e che, con quelle caratteristiche, non è mai esistito, indugiando sulla descrizione di una specie di età dell’oro immaginaria. La recensione del New York Times insiste molto su questo aspetto.

La differenza è che Pan Am idealizza il passato, mentre Mad Men sembra compiacersi nel prendere sottilmente in giro costumi antiquati. […] Mad Men evoca una nostalgia per uno stile di vita con meno attenzioni, meno restrizioni, galleggiando in una scia di permissivismo per quanto riguarda sesso, alcol e fumo, ma non smette mai di evidenziare l’ingenuità e i pregiudizi retrogradi di quei tempi.

Pan Am è un inno a un’era più prospera e fiduciosa; persino il terminal di un aeroporto sembra una visione da film del paradiso degli anni Sessanta.

La fortuna della Pan Am cominciò a esaurirsi intorno agli anni Settanta, quando la compagnia, che aveva costi operativi altissimi, fu duramente colpita dalla crisi energetica del 1973. Gli investimenti in una nuova flotta di Boeing 747 non risultarono in un aumento degli introiti, e le politiche federali americane, che tassavano fortemente la Pan Am, danneggiarono ulteriormente la solidità commerciale dell’azienda. La società continuò ad accumulare debiti e divenne inoltre bersaglio del terrorismo internazionale, guadagnandosi così la fama di compagnia aerea poco sicura. La Pan Am ha chiuso nel 1991: l’ultimo volo di linea ha collegato Bridgetown, nelle Barbados, a Miami.