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  • sabato 2 Luglio 2011

La presidenza polacca dell’UE

La Polonia è uscita indenne dalla crisi economica, cresce come nessun altro paese europeo e vede il semestre di presidenza, iniziato ieri, come una grande opportunità

Ieri è iniziato il semestre di presidenza polacca del Consiglio dei ministri europeo. La Polonia fa parte dell’Unione Europea dal 2004, ma è la prima volta che il sistema di rotazione semestrale le assegna la presidenza. Il governo polacco considera questo semestre una grande occasione per aumentare la propria influenza politica in Europa, per migliorare la propria immagine all’estero e per consolidare il sentimento di adesione all’Unione in patria.

Qual è il ruolo della presidenza
Dal primo luglio il primo ministro polacco Donald Tusk ha assunto la presidenza del Consiglio dei ministri dell’Unione Europea, che manterrà fino al prossimo 1 gennaio, quando lo cederà al primo ministro danese. Il Consiglio dei ministri ha potere legislativo, insieme al Parlamento europeo, e ne fanno parte i ministri e i capi del governo dei 27 stati attualmente membri. La precisa composizione varia a seconda dell’argomento trattato: se si discute di trasporti, ne faranno parte i ventisette ministri dei trasporti dei paesi membri, e così via. Solitamente i procedimenti che decide di adottare devono passare per il Parlamento europeo, e può legiferare direttamente solo in ambiti molto ristretti.

Alla presidenza spetta organizzare le riunioni e fissarne l’agenda. Nel primo discorso da presidente del Consiglio dei ministri europeo, Tusk è stato molto energico e ha espresso entusiasmo per l’Unione Europea, definendola “il posto migliore dove nascere e dove vivere la propria vita”. Non ha risparmiato critiche ai leader politici di Germania, Francia, Italia e Regno Unito sulla gestione della crisi economica greca, dicendo che hanno tenuto un comportamento incerto che promuove uno strisciante euroscetticismo per avere un tornaconto elettorale in patria. Il discorso di Tusk rende evidente la distanza tra l’attuale governo polacco e il precedente governo Kaczynski, molto diffidente nei confronti dell’Unione Europea.

I temi che dovrà affrontare la Polonia, che succede all’Ungheria, sono soprattutto economici. La prima priorità, ha detto il ministro degli esteri polacco Radoslaw Sikorski, è quella di rilanciare la crescita europea. A partire da questa, ha poi aggiunto, potranno seguire una maggiore “solidarietà, generosità e disponibilità all’allargamento”. Nei prossimi mesi infatti l’Unione Europea dovrebbe concludere e firmare il trattato di adesione della Croazia. Alcuni problemi potranno venire alla Polonia dal fatto che il paese non ha ancora adottato la moneta unica: questo potrebbe impedirle di partecipare alle riunioni dell’Eurozona e sulla questione ci sarebbero stati già i primi attriti. Al momento si prevede che la Polonia adotti la moneta unica nel 2014, ma la sua inflazione continua a rimanere piuttosto alta rispetto agli obiettivi necessari all’adesione.

Chi è al governo in Polonia
Donald Tusk è il primo ministro della Polonia dal novembre 2007, quando sconfisse il premier uscente Jarosław Kaczynski. Nel 2001 è stato tra i fondatori di Platforma Obywatelska (“Piattaforma Civica”), attualmente il maggior partito politico nel parlamento polacco: un partito di centrodestra, liberista nelle politiche economiche e favorevole all’Unione Europea. Governa in coalizione con il Partito Popolare Polacco, un partito agrario e centrista. Tusk è molto popolare in patria, ed è favorito alle prossime elezioni politiche di ottobre: sarebbe il primo premier polacco a essere rieletto per un secondo mandato da quando la Polonia è democratica.

La Polonia è stata poco colpita dalla crisi economica recente ed è attualmente l’economia con la maggior crescita in Europa, con un aumento del PIL vicino al 4% nel 2010. Il paese ha 38 milioni di abitanti, il sesto più popoloso dell’Unione, e l’Unione Europea ha un tasso di popolarità superiore all’80%, complice il fatto che il paese è il primo beneficiario dei fondi europei con circa 10 miliardi di euro l’anno, principalmente investiti nella costruzione di infrastrutture e in aiuti all’agricoltura.

Il premier polacco Donald Tusk.
foto: WOJTEK RADWANSKI/AFP/Getty Images