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  • giovedì 16 Giugno 2011

Cosa sappiamo del caso Bisignani

Si comincia a capire qualcosa in più nell'inchiesta che ieri ha portato all'arresto di un personaggio misterioso e alla richiesta di arresto di un deputato PdL

I giornali di oggi, descrivendo e raccontando con maggiori spazi e informazioni la vicenda dell’arresto di Luigi Bisignani, aiutano a comprendere meglio la storia di cui parliamo, che sul Post avevamo accennato già all’inizio dello scorso marzo. Il punto di partenza è spiegare di nuovo chi è Bisignani ed è significativo che i quotidiani usino oggi molte definizioni: il Corriere della Sera dice “consulente”, Repubblica dice “faccendiere”, la Stampa dice “imprenditore”, il Giornale dice “lobbista”, l’Unità dice “potentissimo ex piduista”, il Tempo dice “negoziatore grande amico dei potenti”.

Le accuse
I pm di Napoli Henry John Woodcock e Francesco Curcio con il procuratore aggiunto Francesco Greco sostengono che Luigi Bisignani fosse al centro di “un’associazione mantenuta in vita allo scopo di commettere un numero indeterminato di reati contro la pubblica amministrazione e contro l’amministrazione della giustizia”. La procura aveva ipotizzato anche il reato di associazione segreta ma il giudice per le indagini preliminari ha ritenuto non ci fossero sufficienti indizi per questa imputazione. Le accuse di reato relative a questa storia sono però molte e frastagliate.

Luigi Bisignani è stato messo agli arresti domiciliari in relazione a tre presunti episodi di favoreggiamento, in occasione dei quali avrebbe ricevuto informazioni riguardo indagini giudiziarie da Alfonso Papa, deputato del PdL la cui richiesta di arresto è stata presentata dai pm alla Camera. I tre episodi riguarderebbero la commercialista Stefania Tucci, l’imprenditore Alessandro Bondanini e il manager Finmeccanica Lorenzo Borgogni. Alfonso Papa è accusato di concussione. Insieme a lui è accusato di concussione anche il sottufficiale dei carabinieri Enrico La Monica, che è sfuggito all’arresto perché in Senegal da mesi, dove si sono perse le sue tracce. Tra gli indagati ci sarebbero vari alti ufficiali della Guardia di Finanza, dai quali Papa avrebbe appreso informazioni e notizie. E c’è Walter Lavitola, direttore dell’Avanti, quello di cui si era parlato ai tempi della casa di Montecarlo e dei documenti che arrivavano dall’isola di Santa Lucia.

A Papa e Bisignani è contestato anche il reato di violazione del segreto d’ufficio, relativamente a informazioni riguardanti altre indagini: una che coinvolgeva l’imprenditore Angelo Chiorazzo e Gianni Letta, sottosegretario alla presidenza del Consiglio; una che coinvolgeva il coordinatore del PdL Denis Verdini; una che coinvolgeva l’ex direttore generale della RAI Mauro Masi.

I verbali
Sia Repubblica che il Corriere della Sera oggi pubblicano – benché non potrebbero, a norma di legge – interi stralci degli interrogatori dello stesso Bisignani, che è stato sentito più volte dai pm dallo scorso marzo a oggi. Luigi Bisignani dice di aver conosciuto Papa quando questo era direttore generale al ministero della Giustizia e di averne ottenuto indicazioni “spesso infondate”. Queste informazioni, insieme alle altre che riceveva, Bisignani le comunicava a Gianni Letta: soprattutto quelle che avevano a che fare con vicende “che potevano riguardarlo direttamente o indirettamente”. Come le vicende giudiziarie di Verdini o quelle riguardo lui stesso.

Gianni Letta
Gianni Letta ha commentato così, ieri: “Cado dalle nuvole, non so cosa Papa possa aver acquisito su di me. Non ho mai parlato con lui di presunte inchieste a mio carico, non sapevo nemmeno che esistessero e non so neppure se davvero esistano”. Durante l’interrogatorio dello scorso 23 febbraio Letta avrebbe detto di aver conosciuto Papa quando questo lavorava al ministero della Giustizia e di avere saputo da Bisignani delle sue “aspirazioni politiche”.

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