La folla con bandiere e una grande immagine di Vojislav Seselj, leader del Partito Radicale Serbo (ANDREJ ISAKOVIC/AFP/Getty Images)
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  • lunedì 30 Maggio 2011

I serbi che difendono Mladic

Migliaia di persone in piazza a Belgrado e scontri con la polizia

La folla con bandiere e una grande immagine di Vojislav Seselj, leader del Partito Radicale Serbo (ANDREJ ISAKOVIC/AFP/Getty Images)

La polizia serba ha arrestato più di cento persone, soprattutto giovani (e 34 minorenni) durante gli scontri con i manifestanti nazionalisti che ieri hanno protestato a Belgrado contro l’arresto del criminale di guerra Ratko Mladic, sotto accusa al tribunale dell’Aja per gli eccidi compiuti durante la guerra nella ex Jugoslavia.

La manifestazione – a cui si dice abbiano partecipato diverse migliaia di persone – era stata organizzata dal Partito Radicale Serbo, e aveva tra i suoi oratori il figlio di Mladic, Darko, e la famiglia di Vojislav Seselj, il presidente del partito anche lui sotto processo all’Aja per crimini di guerra. I manifestanti mostravano fotografie di Mladic, Radovan Karadzic e Slobodan Milosevic. “Mio padre ha combattutto per i serbi e non ha ucciso civili, non dobbiamo permettere che l’Occidente antiserbo e il tribunale dell’Aja riscrivano la storia”, ha etto Darko Mladic dal palco. Gli scontri sono iniziati alla fine della manifestazione, mentre il sole tramontava, dopo ripetuti lanci di pietre e bottiglie contro la polizia e hanno provocato 36 feriti, tra cui 26 poliziotti.

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