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La Lega è altrove

Gad Lerner analizza su Repubblica l'atteggiamento defilato della Lega Nord nella campagna elettorale per il ballottaggio a MIlano

Con un articolo pubblicato su Repubblica, Gad Lerner analizza il comportamento molto defilato della Lega Nord nella campagna elettorale per il ballottaggio a Milano tra Giuliano Pisapisa e Letizia Moratti.

La notizia, a Milano, è che la Lega non sta facendo la campagna elettorale per il ballottaggio. Deve essere altrove, ma dove? I big si danno appuntamento nel fortino di via Bellerio, raggiungibile da Varese e Bergamo con la tangenziale nord, senza metter piede nella metropoli contesa dove nessuno di loro peraltro ha casa. Zero comparsate televisive. Zero comizi programmati. Solo cinque giorni dopo la breccia di Pisapia, il Carroccio fa atto di presenza appiccicando in giro dei manifesti-spauracchio su un’inverosimile Zingaropoli. Già gli appuntamenti centrali del 29 aprile e del 13 maggio scorsi, con un Bossi in tono minore e una Moratti in camicetta verde seta, avevano richiamato un pubblico inequivocabilmente scarso; confermando l’impressione che la reconquista di Palazzo Marino non fosse in cima alle aspirazioni del capo leghista. Come spiegare altrimenti la testa di lista rinunciataria affidata a un giovane come Matteo Salvini, certo popolare fra gli ascoltatori di “Radio Padania” per le sue sparate contro i rom “peggio dei topi”, ma ben lontano da un profilo amministrativo, di governo?

Vero è che dai tempi lontani di Marco Formentini (sindaco) e di Giancarlo Pagliarini (ministro del Bilancio) Milano non ha più avuto un dirigente leghista di rilievo nazionale. Proprio quest’ultimo, il vecchio Paglia, quando ha capito che Bossi accodava la Lega alla Moratti, gli ha fatto il dispetto di candidarsi sindaco con una lista autonoma. E ora, dopo aver goduto del voto disgiunto di almeno un migliaio di elettori leghisti, per il ballottaggio dice di aver già deciso: “La Moratti non è mica adatta a fare il sindaco”.

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