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  • venerdì 13 Maggio 2011

Come si vota alle amministrative

Le cose da sapere in vista del weekend elettorale: per esempio che a questo giro ci sono le preferenze

Domenica e lunedì moltissimi italiani saranno chiamati a votare per il governo del loro comune o della loro provincia. Al comune e alla provincia si vota con sistemi elettorali, che sono a loro volta diversi da quelli con cui si eleggono il Parlamento italiano e quello europeo. Quindi è bene fare un ripassino generale.

Dove si vota, intanto
Per la provincia, si vota a Vercelli, Mantova, Pavia, Treviso, Gorizia, Trieste, Ravenna, Lucca, Macerata, Campobasso e Reggio Calabria. Per il comune, si vota a Novara, Torino, Milano, Varese, Rovigo, Pordenone, Trieste, Savona, Bologna, Ravenna, Rimini, Grosseto, Siena, Fermo, Latina, Benevento, Caserta, Napoli, Salerno, Barletta, Catanzaro, Cosenza, Crotone, Reggio Calabria, Ragusa, Cagliari, Carbonia, Iglesias e Olbia. Abbiamo raccontato le elezioni più interessanti qui e qui.

Come si vota per il Comune
Il sistema elettorale per i comuni con più di 15.000 abitanti è un proporzionale a doppio turno. Si può votare una lista di candidati al consiglio comunale, esprimendo una preferenza. Si può votare un candidato a sindaco, anche se non è sostenuto dalla lista che si è scelto (si può fare il voto disgiunto, insomma). Nelle città più grandi si può votare, anche esprimendo la preferenza, pure per i consigli di quartiere o di zona. Se nessun candidato a sindaco ottiene più della metà più uno dei voti, si va al ballottaggio: il sindaco eletto ottiene un premio di maggioranza per le liste che lo sostengono, tale da garantirgli la maggioranza in consiglio comunale.

Come si vota per la Provincia
Il sistema elettorale per le provinciali è invece una specie di maggioritario, anzi: un uninominale corretto. Il territorio è diviso in collegi. In ogni collegio ogni lista presenta un solo candidato, che può collegarsi con altri candidati della sua lista o della sua coalizione in altri collegi. Ogni collegio elegge uno o più candidati, tra i più votati (c’è un complesso sistema di ripartizione dei resti). Quello che bisogna sapere è che non c’è preferenza da esprimere perché il voto sulla lista si estende automaticamente all’unico candidato sostenuto da ogni lista. Non si puà esprimere il voto disgiunto. Anche alle elezioni provinciali si va al ballottaggio se nessun candidato presidente ottiene la metà più uno dei voti al primo turno. Il presidente eletto ottiene un premio di maggioranza per le liste che lo sostengono, tale da garantirgli la maggioranza in consiglio provinciale.

foto: Mauro Scrobogna / LaPresse