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  • Mercoledì 27 maggio 2026

A Firenze vogliono limitare gli affitti brevi anche fuori dal centro storico

Nelle zone interessate, che sono nove, ci sono quasi 70mila case

Turisti guardano il centro di Firenze da piazzale Michelangelo, 1 settembre 2024 (Ivan Romano/Getty Images)
Turisti guardano il centro di Firenze da piazzale Michelangelo, 1 settembre 2024 (Ivan Romano/Getty Images)
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La giunta comunale di Firenze ha approvato una delibera per estendere le limitazioni per gli affitti brevi anche a nove zone fuori dal centro storico, dove sono già in vigore. Tra le varie cose, non sarà più possibile aprire nuove locazioni turistiche per affitti brevi in quelle zone. Il provvedimento dovrebbe essere approvato dal consiglio comunale il 4 giugno, ed entrerà in vigore dopo due settimane.

È una novità di cui si parla da tempo e che la sindaca di centrosinistra Sara Funaro, eletta nel 2024, aveva confermato a metà maggio, dopo che il Tribunale amministrativo regionale (TAR) della Toscana aveva respinto i ricorsi di operatori del settore, associazioni di categoria e cittadini che volevano opporsi al regolamento approvato dal comune un anno fa. Quel regolamento aveva introdotto diversi obblighi per i proprietari e il divieto di nuove locazioni turistiche nel centro storico: la delibera approvata martedì lo integra, ampliando sostanzialmente il perimetro in cui valgono divieti e regole per gli affitti brevi.

La legge regionale sul turismo, in vigore dal 2025, aveva però previsto una moratoria di tre anni, quindi gli affittuari di strutture che vengono già usate per gli affitti brevi hanno tempo fino al 2028 per adeguarsi alle misure richieste.

Da alcuni anni Firenze è la città italiana che si sta muovendo di più per regolamentare e limitare gli affitti brevi. Funaro ha reso il contrasto al turismo di massa uno dei punti più importanti del suo mandato. Con la nuova delibera l’idea della sindaca è di «proseguire l’impegno per tutelare la residenzialità e garantire un equilibrio sostenibile tra turismo e vita quotidiana dei cittadini», in una città in cui gli affitti turistici brevi sono diventati in poco tempo moltissimi.

La delibera riguarda le zone di Campo di Marte, San Jacopino, Gavinana, Pignoncino e Paolo Uccello, Statuto e Rifredi, Libertà, Oberdan e Savonarola, Bronzino e Pier Vettori, Fonderia e Petrarca. Complessivamente in quest’area ci sono 67.780 case distribuite su più di 500 strade, quasi il doppio rispetto alle 35.593 del centro storico.

In queste zone, inoltre, le locazioni turistiche avranno tutta una serie di obblighi. Sono quelli a cui si possono adeguare entro il 2028, e che riguardano gli standard qualitativi degli alloggi, le autorizzazioni da ottenere per affittare un appartamento, le sanzioni e i controlli. Tra le varie cose i proprietari degli alloggi dovranno essere necessariamente iscritti al registro comunale delle locazioni turistiche per poter affittare gli appartamenti, e dovranno ottenere un’autorizzazione valida cinque anni per ogni unità immobiliare da affittare.

Gli appartamenti dovranno inoltre essere grandi almeno 28 metri quadrati. Le camere singole dovranno essere ampie almeno 9 metri quadrati, quelle matrimoniali o doppie 14, la cucina abitabile almeno 9 e i bagni 2,5. Oltre a essere conformi alle regole previste per l’edilizia, l’impiantistica, l’antincendio, l’acustica e a quelle igienico-sanitarie, tutti gli alloggi dovranno obbligatoriamente possedere ed esporre il CIN, il codice identificativo nazionale per gli affitti brevi introdotto nel 2024 in tutta Italia.

– Leggi anche: Come Firenze sta provando a regolare e limitare gli affitti brevi

Il consiglio comunale potrà comunque modificare le modalità con cui ora concede le autorizzazioni e anche le zone interessate dai divieti in base ai dati di un monitoraggio avviato un anno fa. Funaro ha poi detto che quando sarà possibile rilasciare nuove autorizzazioni per altre locazioni turistiche per affitti brevi il comune darà la precedenza ai piccoli proprietari rispetto agli imprenditori.

I gruppi dei partiti di destra in consiglio comunale hanno criticato la sindaca, dicendo che non ha permesso il confronto con gli operatori del settore e la cittadinanza. Funaro, dal canto suo, ha spiegato che «non stiamo facendo una “guerra” contro qualcuno, stiamo invece lavorando per tutelare la nostra città e continueremo a farlo. Le sentenze del TAR hanno affermato con chiarezza un principio fondamentale: l’interesse collettivo della città e il diritto all’abitare vengono prima di ogni altro interesse».

La decisione di estendere i limiti previsti dal regolamento alle altre zone fuori dal centro si è basata su un monitoraggio dell’università La Sapienza di Roma e dell’ufficio Statistica del comune di Firenze, che hanno esaminato il rapporto tra case affittate agli abitanti e quelle per i turisti, la crescita del numero dei posti letto turistici e quella degli annunci. Secondo il monitoraggio, nell’area immediatamente attorno al centro le case e gli appartamenti per gli affitti brevi rappresentano dal 20 al 44 per cento delle abitazioni, e c’è il rischio che aumentino.

Intervistata dal quotidiano La Nazione, Funaro ha detto di non temere che il blocco degli affitti brevi possa fare aumentare il costo degli affitti e i prezzi delle case. Ha citato come esempio Barcellona, che da anni ha iniziato a introdurre varie misure per limitare il cosiddetto iperturismo: lì, ha detto Funaro dopo aver parlato con il sindaco di Barcellona Jaume Collboni, gli affitti e i prezzi di vendita sono poi diminuiti.

A Firenze vivono più di 360mila persone. Secondo i dati pubblicati dal comune, nel 2025 nelle strutture turistiche della città gli arrivi sono stati più di 4,7 milioni (il 10 per cento in più rispetto al 2024) e i turisti hanno pernottato in media per oltre 2 notti. A Firenze le locazioni turistiche sono 16.906, il 56 per cento dei posti letto complessivi, in crescita rispetto all’anno precedente, soprattutto per quanto riguarda gli affitti brevi.