• Italia
  • lunedì 9 maggio 2011

Le ingarbugliate elezioni di Olbia e Cosenza

Due città da tenere d'occhio in vista delle elezioni amministrative di sabato e domenica

In una si sperimenta una mega-alleanza antiberlusconiana, nell'altra il centrosinistra è sbriciolato

Sabato e domenica in Italia ci sono le elezioni amministrative. Si vota per le elezioni comunali in molti importanti capoluoghi, come Milano, Torino, Napoli e Bologna, e per le elezioni provinciali a Mantova, Treviso, Reggio Calabria, Trieste e altre province. Abbiamo descritto, qualche settimana fa, le elezioni più rilevanti di questo giro, soffermandoci soprattutto sulle grandi città. Ci sono altre due tornate elettorali che meritano però qualche attenzione, per via dell’inedita conformazione dello scenario politico. Sono le elezioni comunali di Olbia, in Sardegna, e di Cosenza, in Calabria: la prima è rilevante per le implicazioni nazionali che potrebbe avere il modello di scontro in corso; la seconda è rilevante per il livello di ingarbugliamento generale raggiunto dalle coalizioni, o da quel che ne rimane.

A Olbia c’è un sindaco uscente che si chiama Gianni Giovannelli: iscritto al PdL, eletto insieme a una giunta di centrodestra con il 67 per cento dei voti, Giovannelli è costretto alle dimissioni a febbraio di quest’anno, quando dentro il PdL si litiga molto e alla fine venti consiglieri comunali danno le dimissioni, costringendo il sindaco e la giunta a fare lo stesso. Si formano allora due schieramenti. Da una parte il centrodestra, che candida il deputato del PdL Settimo Nizzi, già sindaco della città dal 1997 al 2007, sostenuto dal PdL, dai Riformatori sardi, dal Partito sardo d’Azione, dalla Destra e da un pezzo dell’UdC. Dall’altra parte c’è invece una specie di megacentrosinistrallargato, oppure, usando la formulazione preferita dalla stampa italiana in questi mesi, una “Santa alleanza”. Una coalizione formata da Partito Democratico, Italia dei Valori, Sinistra e Libertà, Alleanza per l’Italia, Futuro e Libertà e un pezzo di UdC. Il bello deve ancora arrivare: il candidato sindaco di questa frastagliata coalizione, infatti, è Gianni Giovannelli. Il sindaco uscente, lo stesso al quale i partiti che formano questa coalizione avevano fatto opposizione in consiglio comunale.

Ci sono altri quattro candidati, a Olbia: l’ex dirigente del PD Cristina Dessole, sostenuta da Rossomori e Federazione della sinistra; Lisa Corimbi sostenuta dalla lista “Indipendentisti uniti”, Gianmaria Bellu sostenuto dalla lista “Progress” e Giovanni Puggioni sostenuto dalla lista “Lega Nord Sardinia”. I sondaggi danno Giovannelli e Nizzi vicinissimi. Dovesse vincere il primo, sarebbe un bello spot per chi sostiene che un simile modello vada replicato su scala nazionale (magari con un candidato diverso).

Veniamo a Cosenza. Il sindaco uscente è di centrosinistra, si chiama Salvatore Perugini e prima di fare il sindaco aveva fatto il vicepresidente del Cosenza Calcio. A gennaio il PD lo molla e annuncia che non lo sosterrà, poi qualche tempo dopo fa marcia indietro e decide di appoggiare la sua candidatura per la rielezione. Il centrosinistra, però, è sbrindellato. Perugini è sostenuto, oltre che dal Partito Democratico, anche da Alleanza per l’Italia, dal PSI e dal PRI. Poi c’è Enzo Paolini, avvocato, presidente nazionale dell’associazione che riunisce gli imprenditori della sanità privata, consigliere comunale e già protagonista della politica di Cosenza quando il sindaco era Giacomo Mancini, leone socialista della Prima repubblica. Paolini è sostenuto da Verdi, Sinistra e Libertà, Italia dei Valori e altri movimenti minori (ma l’anno scorso si discuteva di una sua possibile candidatura col centrodestra). Nonché da un bel pezzo della base del PD, anche perché a un certo punto sembrava potesse sostenerlo tutto il partito. La Federazione della sinistra sostiene invece Alessandra La Valle, il Movimento 5 Stelle candida Ivan Pastore.

Il Terzo polo non se la passa meglio. Alleanza per l’Italia, come abbiamo detto, sostiene il sindaco uscente. L’UdC sostiene il principale candidato di centrodestra, Mario Occhiuto, architetto e uomo più di centro che di destra. Futuro e Libertà sostiene invece Sergio Nucci che si ritrova a essere una specie di candidato terzopolista senza Terzo polo. Lo stesso Nucci ne ha passate tante: prima nella Democrazia Cristiana, poi nella Rosa nel Pugno, poi nei Socialisti, poi nell’UdC, oggi alla guida di un movimento civico che si chiama Buongiorno Cosenza. Se vi siete persi qualcosa, vi capiamo. Se invece ci siamo persi qualcosa noi, siate solidali e segnalatecela nei commenti. Grazie.

foto: Luca Fenderico/LaPresse

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