«Siamo diventati tutti berlusconiani, tutti»

L'influenza della camorra nella politica e la storia dell'ex "sindaco più giovane d'Italia"

La terza parte del reportage di Roberto Saviano su Repubblica

Oggi su Repubblica la terza e ultima parte del reportage di Roberto Saviano sulla camorra, basato sui suoi colloqui con Maurizio Prestieri, ex boss di Secondigliano, oggi pentito. In questo articolo si parla di politica. La prima parte si può leggere qui, la seconda qui.

“La camorra gestisce migliaia e migliaia di voti. Più la gente si allontana dalla politica, più sente che sono tutti uguali e tutti incapaci più noi riusciamo a comprare voti. E noi puntavamo sul rinnovamento degli amministratori locali. Abbiamo fatto eleggere quello che all´epoca fu il più giovane sindaco italiano: Alfredo Cicala sindaco di Melito. Uscirono mille articoli su di lui, il giovane sindaco della Margherita, dicevano. Ma era un uomo nostro”. È l’ultimo colloquio con Maurizio Prestieri, il boss di Secondigliano che ha deciso di collaborare con la giustizia e da allora vive sotto protezione. E la storia che racconta, quella del sindaco di Melito, è una storia tragicamente comune in Campania. Cicala, dopo il trionfo e qualche anno in carica, finisce in carcere, arrestato per associazione a delinquere di stampo camorristico: gli vengono sequestrati beni per 90 milioni di euro. Una somma enorme per un sindaco di un paeso, impensabile poter guadagnare in breve tempo una cifra così grande e impensabile poter essere proprietario di interi agglomerati condominiali del suo territorio senza che dietro ci fossero i capitali dei clan.

In questo caso sono i soldi del narcotraffico dei Di Lauro-Prestieri. Ma Cicala non è uno qualunque: prima dell’arresto fa due carriere parallele, in politica e nel clan. Diventa membro del direttivo provinciale della Margherita e secondo le indagini riesce ad influenzare anche l´elezione successiva della giunta Di Gennaro, poi sciolta per infiltrazione mafiosa. Chiamato dai camorristi “o´ sindaco” è l´unico politico a poter presenziare alle riunioni dei boss. Naturalmente partecipa a diverse manifestazioni per la legalità contro la camorra e i camorristi (soprattutto contro le famiglie nemiche del suo clan). Insomma: la personalità perfetta per coprire affari e governare un territorio.

(continua a leggere sulla rassegna stampa della Camera)