Chiamparino con Marchionne: «Merita un tappeto rosso»

Nuova intervista del sindaco di Torino dalla parte dell'ad di Fiat e dell'accordo, oggi sul Riformista

Già ne aveva parlato ieri al Manifesto: oggi il sindaco di Torino Sergio Chiamparino è protagonista di una nuova intervista, al Riformista, a proposito di Fiat e del referendum di Mirafiori, in cui rafforza le sue opinioni a favore dell’accordo e delle iniziative di Sergio Marchionne, con espressioni assai più forti e solidali di quelle che nel Partito Democratico erano costate molte critiche al sindaco di Firenze Matteo Renzi (di cui Chiamparino dice “è uno su cui puntare per il futuro”). E aggiunge parole molto severe sul PD e sulla sinistra in generale.

Come ha ben spiegato Marchionne, le auto che vanno vendute sulla “piazza” internazionale hanno bisogno di essere prodotte con modalità e tempi coerenti con la domanda dei mercati.

La città sa che Marchionne è stato l’uomo che ha salvato il Gruppo Fiat e che, insieme agli enti locali, ha impedito la chiusura di Mirafiori.

Marchionne, rimane l’uomo che ha preso quella macchina ingrippata che era diventata la Fiat e l’ha salvata.

Io sono esterrefatto per tutte le polemiche su Marchionne. L’ad della Fiat sta solo proponendo un nuovo modo di lavorare. Nel settore del tessile e dell’alimentaristica lavorano così da vent’anni. Ma soprattutto sono senza parole perché, in qualsiasi altra parte del mondo, uno che mette sul tavolo un miliardo di investimenti sarebbe stato accolto col tappeto rosso.

Abbonati al

Dal 2010 gli articoli del Post sono sempre stati gratuiti e accessibili a tutti, e lo resteranno: perché ogni lettore in più è una persona che sa delle cose in più, e migliora il mondo.

E dal 2010 il Post ha fatto molte cose ma vuole farne ancora, e di nuove.
Puoi darci una mano abbonandoti ai servizi tutti per te del Post. Per cominciare: la famosa newsletter quotidiana, il sito senza banner pubblicitari, la libertà di commentare gli articoli.

È un modo per aiutare, è un modo per avere ancora di più dal Post. È un modo per esserci, quando ci si conta.