• Italia
  • martedì 28 Dicembre 2010

Nel frattempo, a Napoli

La situazione "sfiora la tragedia", dice l'assessore per l'igiene pubblica del comune

Migliaia di tonnellate di rifiuti per le strade, attacchi ai camion e timore di incenti per Capodanno

La situazione a Napoli è “molto grave” e “sfiora la tragedia”, ha detto ieri l’assessore all’igiene urbana Paolo Giacomelli. Le ultime notizie dicono che in città ci sono ancora oltre 1500 tonnellate di rifiuti, 14000 nell’intera provincia. Le strade sono invase dai sacchetti: la richiesta del Comune di limitarsi a gettare l’umido e tenere a casa scatole, pacchi e pacchetti natalizi non sembra avuto grande effetto sulle abitudini dei napoletani.

Quella di ieri, secondo Giacomelli, è stata “la giornata più nera”. Le cose non migliorano, insomma, anzi. Di mattina i camion carichi di rifiuti sono rimasti fermi, non riuscendo a scaricare da nessuna parte. “L’Ufficio flussi della Regione ci aveva garantito il conferimento di 400 tonnellate nell’impianto di Santa Maria Capua Vetere, ma la provincia di Caserta ci ha mandato via. Siamo quindi andati in fila a Caivano”. Lì le file dei camion sono durate oltre sette ore. In tutto sono state smaltite poche centinaia di tonnellate di rifiuti. La notte, poi, 150 persone, incappucciate e armate di spranghe, hanno bloccato nove autocompattatori in fila a Chiaiano. Ne hanno distrutti cinque, hanno messo in fuga gli autisti. Secondo l’amministratore delegato dell’Asìa, la società che si occupa della raccolta e dello smaltimento dei rifiuti, “non si tratta di cittadini” ma sarebbe invece “un raid organizzato” opera di “poteri forti” e “presenze che fanno avvertire la loro capacità di condizionamento”. La camorra non si nomina, ma il riferimento è chiaro. I comitati antidiscarica invece rivendicano l’azione e parlano di “protesta spontanea”.

Intanto si avvicina Capodanno, e questo provoca ulteriori allerte. Non bastassero infatti le negligenze e le colpe della pubblica amministrazione, alcuni comportamenti cittadini rischiano di far degenerare la situazione a causa di un’abitudine a cui parte della cittadinanza non sembra voler rinunciare: il lancio dei botti e dei fuochi d’artificio nella notte tra il 31 dicembre e il primo gennaio. Le strade di Napoli sono colme di rifiuti e qualora questi dovessero prendere fuoco, il fumo pregno di diossina avrebbe effetti devastanti sulla vivibilità dell’ambiente. Per questa ragione i vigili del fuoco si preparano a una notte di lavoro straordinario, il Comune ha annunciato che bagnerà le pile di immondizia per strada.

Tre cose, per chiudere. Le dichiarazioni del procuratore capo di Napoli, Giovandomenico Lepore, secondo il quale “purtroppo il guaio maggiore è che i napoletani si stanno abituando alla monnezza”. L’accordo raggiunto con una società spagnola per il costoso smaltimento all’estero di 30000 tonnellate di rifiuti: non è una soluzione, ma permetterà alla provincia di Napoli di tirare il fiato. I dati forniti dal consorzio che si occupa del turismo nella provincia di Napoli: le presenze sono scese del 30 per cento rispetto al 2009.

Natale a Napoli
Su Napoli Berlusconi ha mentito