• Mondo
  • venerdì 17 Dicembre 2010

Le proteste in Germania contro il treno delle scorie nucleari

Il convoglio è stato rallentato da un gruppo di ambientalisti, che si sono seduti sui binari nel mezzo di una tormenta di neve

di Francesco Maria Cirillo

Le temperature polari non hanno scoraggiato gli ambientalisti tedeschi. Ieri pomeriggio alcune decine di attivisti hanno bloccato per alcune ore l’ennesimo treno carico di scorie radioattive partito dalla Francia e diretto verso il Nord del Paese in un sito di stoccaggio.

Il blocco, avvenuto durante una intensa tormenta di neve nei pressi del paesino di Lubmin (nel Land Maclemburgo-Pomerania) dove sono stati registrati anche -10 gradi centigradi, è stato realizzato dagli attivisti di “Robin Wood”, una organizzazione tedesca non profit che si batte per la tutela dell’ambiente. Dopo aver superato lo schieramento delle forze dell’ordine, gli ambientalisti sono riusciti a “occupare” i binari e a rallentare il convoglio proveniente dalla Francia meridionale, dove le scorie nucleari vengono solitamente sottoposte a processo di vetrificazione.

Due degli attivisti si sono incatenati ai binari, rimanendo per diverse ore al gelo, ma comunque protetti da alcune coperte termiche. Alcuni manifestanti hanno anche compiuto azioni dimostrative a Rostock e Stralsund, sempre nel Nord della Germania.

L’azione delle scorse ore giunge a circa un mese dalle vibranti proteste avvenute in tutto il Paese e in particolar modo nei pressi della cittadina di Gorleben, comune della Bassa Sassonia, dove circa 40mila persone hanno manifestato per giorni il proprio dissenso alle politiche nucleari. Il convoglio “Castor” che transitò, partendo sempre dalla Francia, all’inizio di novembre era stato definito dagli ambientalisti come il treno «più radioattivo della storia», perché nei quattordici vagoni in moto vi erano contenute circa 123 tonnellate di rifiuti nucleari, diretti proprio verso il sito di stoccaggio della Bassa Sassonia.

In quell’occasione anche i vertici della polizia tedesca manifestarono, tramite un articolo pubblico, i timori espressi dai funzionari della Bundespolizei relativi sia al trasporto di tale materiale radioattivo che soprattutto in merito all’allungamento dell’operatività dei reattori tedeschi più datati.