Altri tre dirigenti FIFA accusati di corruzione

I fatti stavolta si riferiscono agli anni Novanta: intanto dopodomani si assegnano i mondiali del 2018 e del 2022

Pochi mesi fa altri tre dirigenti FIFA erano stati accusati di corruzione, sospesi e poi espulsi

Un documentario della BBC andato in onda ieri accusa di corruzione tre dirigenti della FIFA, membri del comitato esecutivo, a due giorni dalla scelta dei paesi organizzatori dei mondiali di calcio del 2018 e del 2022. I tre membri del comitato esecutivo sono il brasiliano Ricardo Texeira, il capo della federazione calcistica africana Issa Hayatou e il capo della federazione calcistica sudamericana Nicolas Leoz. Sono tutti e tre membri dell’organo che deciderà a chi assegnare i mondiali, e sono tutti e tre accusati di aver ricevuto segretamente del denaro da una società di marketing sportivo. Un quarto membro del comitato, l’americano Jack Warner, è accusato di aver venduto sul mercato nero alcuni biglietti delle partite degli ultimi mondiali.

La BBC ha detto di avere ottenuto un documento confidenziale dalla International Sport and Leisure (ISL), una società di marketing sportivo. I documenti parlano di 175 trasferimenti di denaro occorsi dal 1989 al 1999, per un totale di cento milioni di dollari: i soldi venivano versati ad alcune società di facciata con sede in Liechtenstein, da lì venivano prelevati e poi girati in contanti ai dirigenti della FIFA. La società ISL, che a lungo ha gestito in esclusiva i diritti per il marketing dei mondiali di calcio, è fallita nel 2001. Il Guardian racconta dettagliatamente chi sono i personaggi coinvolti e di cosa sono accusati. A parte Warner, le accuse di corruzione sui tre dirigenti si riferiscono a dieci anni fa: fino a questo momento, quindi, non sembrano avere a che fare con la scelta per i mondiali del 2018 e del 2022.

Il comitato promotore dei mondiali di calcio del 2018 in Inghilterra ha accusato la BBC di “non essere patriottica”, perché mandare in onda il documentario con l’inchiesta a due giorni dalla scelta ufficiale della FIFA potrebbe danneggiare la candidatura inglese. Uno dei dirigenti coinvolti, Jack Warner, è tra l’altro uno dei principali sponsor dell’Inghilterra nell’esecutivo della FIFA. “Se loro avessero davvero mandato in onda l’inchiesta per ragioni giornalistiche, avrebbero potuto farlo in qualsiasi momento negli ultimi due anni” ha detto il presidente del comitato organizzatore inglese. “Farlo una settimana prima del voto vuol dire una cosa sola: sensazionalismo. Non penso sia utile e non penso sia patriottico”. La BBC ha risposto che mandare in onda il programma è “nell’interesse del pubblico”, perché “mostra che alcuni dirigenti della FIFA coinvolti nella decisione per i mondiali 2018 hanno dei precedenti con corruzione e tangenti, e la FIFA non è intervenuta”. Il presidente della FIFA, Sepp Blatter, si è rifiutato di commentare.

Per la FIFA questa non è che l’ultima delle grane. A ottobre alcuni giornalisti del Sunday Times avevano contattato Amos Adamu, nigeriano, componente dell’esecutivo della FIFA, presentandosi come imprenditori statunitensi interessati a portare negli Stati Uniti i mondiali di calcio. Adamu – che oltre a essere membro dell’esecutivo della FIFA è anche presidente della CAF, la Confederazione calcistica dell’Africa Occidentale – ha promesso che avrebbe votato per gli Stati Uniti in cambio di 800 mila dollari, necessari alla costruzione di quattro campi da calcio con prato artificiale in Nigeria. La stessa cosa era successa quando i giornalisti avevano presentato l’offerta a Reynald Temarii, membro dell’esecutivo FIFA e presidente della OFC, la Confederazione calcistica dell’Oceania. Anche Michel Zen-Ruffinen, ex segretario generale della FIFA – prima pupillo poi rivale di Blatter – è stato filmato da alcuni giornalisti in incognito mentre si offriva come mediatore al prezzo di 200 mila sterline. Nel video Zen-Ruffinen spiegava ai suoi interlocutori che i membri dell’esecutivo possono essere influenzati e convinti in vari modi, chi dal denaro, chi dalle donne.

La FIFA aveva sospeso e poi espulso i due membri accusati di corruzione a ottobre, mentre non dovrebbe prendere alcun provvedimento nei confronti degli altri tre. In ogni caso le rivelazioni mettono ulteriore pressione su Sepp Blatter, il criticato presidente della FIFA che all’età di 74 anni si appresta a ricandidarsi alla presidenza, fino a questo momento senza avversari. Gli scandali sulla corruzione non sono gli unici punti oscuri nell’assegnazione dei prossimi mondiali di calcio. Molti osservatori infatti sostengono che assegnare due competizioni in una volta solo faciliti il voto di scambio e i favori tra le nazioni, e molti guardano soprattutto al rapporto alleanza e vicinanza tra l’accoppiata Spagna-Portogallo, candidata a organizzare i mondiali del 2018, il Qatar, candidato a organizzare i mondiali del 2022. Il tutto sarà risolto da un voto, quello del prossimo 2 dicembre, che si terrà a porte chiuse e del quale verrà reso noto soltanto l’esito finale: non proprio il massimo della trasparenza.

Le nazioni candidate a ospitare i mondiali nel 2018 sono Inghilterra, Russia, Belgio e Olanda, Spagna e Portogallo. Le nazioni candidate a ospitare i mondiali nel 2022 sono Stati Uniti, Australia, Giappone, Corea del Sud e Qatar. La corsa per i mondiali del 2018 sembrerebbe vedere favorita proprio l’Inghilterra, mentre secondo i bookmakers i mondiali del 2022 dovrebbe aggiudicarseli l’Australia.

(FABRICE COFFRINI/AFP/Getty Images)