Non partono ancora i treni di Arenaways

La storia travagliata di Arenaways, che da mesi cerca di far partire i suoi treni sulla trafficata tratta tra Torino e Milano

La società ferroviaria Arenaways cerca da settimane di avere tutte le carte in regola per iniziare il suo servizio di trasporto ferroviario tra Torino e Milano, ma a causa delle lungaggini burocratiche e di alcune iniziative legali, i treni rischiano di rimanere fermi anche il prossimo lunedì 15 novembre, giorno in cui è previsto l’avvio dei primi viaggi tra le due città. L’Ufficio per la regolazione dei servizi ferroviari (Ursf) ha bocciato il piano di Arenaways, stabilendo che la società potrà far viaggiare i treni sulla tratta tra Torino e Milano, ma a patto di non compiere alcuna fermata intermedia.

Arenaways è stata fondata a Torino nel 2006, è a capitale interamente privato e fa parte dell’Unione Internazionale delle Compagnie Ferroviarie. Sul territorio italiano, la società fa viaggiare già alcuni treni a lunga percorrenza provenienti da Amburgo, Hannover, Francoforte, Dusseldorf e diretti ad Alessandria in collaborazione con le ferrovie tedesche. Arenaways gestisce da alcuni mesi anche un collegamento da Amsterdam verso Alessandria e Livorno. Il suo fondatore, Giuseppe Arena, ha una lunga esperienza in campo ferroviario prima da dipendente delle Ferrovie dello Stato, poi da consulente e da promotore di iniziative turistiche sempre legate ai trasporti su rotaia in Italia. Nel 2003 partecipò alla fondazione della azienda ferroviaria per il trasporto merci Strade Ferrate del Mediterraneo, successivamente venduta alla Deutsche Bahn e poi diventata Railion Italia. La società si fuse poi con le ferrovie Nord Milano e Arena decise di dedicarsi al nuovo progetto di Arenaways.

I trasporti regionali su rotaia in Italia sono regolati così, semplificando un poco: le regioni stipulano periodicamente con Trenitalia un contratto di servizio, stabilendo un certo numero di corse regionali sussidiate, ovvero pagate in parte dalle stesse regioni per coprire le tratte meno redditizie e cercare di mantenere a bada i prezzi dei biglietti. Alle corse sussidiate si affiancano poi le corse non sussidiate, ovvero quelle che non effettuano un alto numero di fermate intermedie da città a città. Nel caso della linea tra Torino e Milano accade, per esempio, con gli Intercity e gli Eurostar

Le corse sussidiate pongono dei limiti alla concorrenza, perché Trenitalia accetta contratti che prevedono un regime che si avvicina molto al monopolio. Un concorrente in teoria può offrire un servizio alternativo, ma i prezzi dei biglietti non devono interferire con l’equilibrio finanziario delle corse sussidiate decise tra regioni e Trenitalia. E la Regione Piemonte guidata dal leghista Roberto Cota è molto attenta su questo punto, affrontato in parte anche dalla precedente amministrazione di centrosinistra di Mercedes Bresso, che aveva dato il via libera alla concorrenza sulla tratta ferroviaria tra Torino e Milano, una delle più redditizie tra quelle dei servizi regionali.

Lo scorso 15 ottobre, la Regione Piemonte ha inviato una lettera all’Ursf, invitando l’ente a valutare con attenzione i rilievi mossi in precedenza da Trenitalia. Ad agosto, infatti, la società aveva denunciato una violazione degli equilibri finanziari per le corse sussidiate, affermando che i treni di Arenaways avrebbero interferito con le corse gestite da Trenitalia, arrecando anche un danno economico. E per questo motivo la società aveva minacciato di tagliare i propri servizi ferroviari arrecando un danno al sistema dei trasporti regionali del Piemonte. Per questo motivo a ottobre la Regione ha inviato l’appello all’Ursf, chiedendo di fare chiarezza «in un contesto già fortemente condizionato dalla manovra finanziaria nazionale che prevede forti diminuzioni per le risorse a disposizione delle regioni per l’acquisto di servizi di trasporto».

L’Ursf si è infine espresso, come riferisce oggi La Stampa:

«Lo svolgimento del servizio di trasporto passeggeri richiesto da Arenaway ha carattere “regionale” e compromette l’equilibrio economico del contratto di servizio pubblico in termini di redditività dell’impresa ferroviaria Trenitalia, titolare dei contratti con le Regioni Piemonte e Lombardia. Si dispone quanto sopra affinché il servizio richiesto da Arenaways non abbia carattere “regionale” ma sia un servizio cosiddetto “a media e lunga percorrenza”, senza interferenza alcuna con i servizi per i quali è previsto un contributo pubblico.»

Le società interessate, conclude il documento, potranno comunque presentare ricorso. Per l’amministratore delegato di Arenaways, Giuseppe Arena, la decisione dell’Ursf «è folle, assurda e rappresenta un grave danno per tutto il sistema Piemonte. È un’opportunità di scelta negata. Noi comunque dal 15 partiremo lo stesso». I primi convogli viaggeranno solo tra Torino e Milano e non potranno effettuare le fermate intermedie di Chivasso, Santhià, Vercelli e Novara.