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  • venerdì 8 Ottobre 2010

La storia del Giornale e di Emma Marcegaglia

Un guaio in cui persino le abituali fazioni si trovano spaesate

di Francesco Costa

Come raccontano oggi tutti i quotidiani italiani, ieri mattina venti carabinieri del Nucleo operativo ecologico – sì, è strano, ci arriveremo – hanno perquisito le redazioni di Milano e Roma del Giornale, nonché le abitazioni private del condirettore del Giornale, Alessandro Sallusti, e del vicedirettore Nicola Porro. I due risultano sotto indagine per “concorso in violenza privata” ai danni di Emma Marcegaglia, presidente di Confindustria, e gli inquirenti hanno sequestrato gli hard disk dei loro computer. La storia ha varie sfaccettature, ve la raccontiamo dall’inizio.

Chi è chi
Cominciamo da una guida ai protagonisti della vicenda: alcuni sono piuttosto noti, altri lo sono molto meno. Vittorio Feltri è il direttore editoriale del Giornale, Alessandro Sallusti ne è il direttore responsabile, Nicola Porro il vicedirettore. Emma Marcegaglia è la presidente di Confindustria. Fin qui ci siamo. Gli altri protagonisti di questa storia sono Rinaldo Arpisella, portavoce e segretario particolare di Emma Marcegaglia, Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, e Mauro Crippa, responsabile comunicazione di Mediaset. I magistrati di Napoli che dirigono l’inchiesta sono Vincenzo Piscitelli e Henry John Woodcock. Giandomenico Lepore è il procuratore capo di Napoli.

Una lunga storia
Nicola Porro ha 41 anni, per il Giornale scrive molto di economia, e si occupa spesso di Confindustria. I suoi editoriali sono spesso molto critici nei confronti degli industriali e della loro presidente, Emma Marcegaglia, che a sua volta da diversi mesi non perde occasione per criticare le politiche economiche del governo e implicitamente il Giornale stesso. Il 15 settembre Marcegaglia fa riferimento alla «politica brutta che parla di cognati, amanti, appartamenti che non interessano a nessuno», e al governo «che forse non ha più una maggioranza». La presidente di Confindustria rincara la dose il 24 settembre, a Viareggio: «Dalla crisi non usciremo meglio degli altri. Anzi».

Il Giornale continua a criticare Emma Marcegaglia e il 27 settembre sul suo blog lo stesso Nicola Porro racconta che “un portavoce” di Marcegaglia si lamenta dei suoi attacchi. Lui gli aveva chiesto di intervistare Marcegaglia e quello aveva risposto che “non possiamo, perché altrimenti la Signora apparirebbe ancora più berlusconiana di quanto lo sia. Se parlasse con il Giornale il gioco diventerebbe scoperto”. Oggi sappiamo che il portavoce a cui fa riferimento Porro è Rinaldo Arpisella, che lo stesso Porro dice di “sentire regolarmente” da oltre dieci anni e col quale dice di avere sempre avuto “un rapporto amicale”. Il resto ce lo raccontano le intercettazioni delle loro comunicazioni, perché c’è di mezzo un’inchiesta che non riguarda direttamente loro.

L’inchiesta
Spiega oggi Giovanni Bianconi sul Corriere della Sera che i telefoni del Giornale non sarebbero mai stati sotto controllo (nei giorni scorsi Sallusti aveva scritto un editoriale protestando che il Giornale era sorvegliato da due procure). L’intercettato era Rinaldo Arpisella, il portavoce di Emma Marcegaglia, nell’ambito di un’indagine sul traffico di rifiuti: per questo ieri è intervenuta la procura di Napoli anche se i presunti reati sarebbero stati compiuti a Roma e Milano, per questo (i rifiuti) la perquisizione viene effettuata dai carabinieri del Nucleo operativo ecologico. Sul cellulare di Arpisella, quindi, gli inquirenti leggono gli sms di Porro. È il 16 settembre, uno di questi recita:

“Ciao Rinaldo domani super pezzo giudiziario sugli affaire della family Marcegaglia”

Dopo un’ora Arpisella telefona a Porro, che gli dice: “Spostati i segugi da Montecarlo a Mantova” (Mantova è la città di Emma Marcegaglia). Secondo i verbali delle intercettazioni Arpisella si mette a ridere. Poi Porro dice che “Adesso ci divertiamo, per venti giorni romperemo il cazzo alla Marcegaglia come pochi al mondo”. A quel punto Porro fa un’altra battuta, il cui tono si può decifrare solo ascoltando l’audio delle conversazioni. Ricorderete che Arpisella aveva detto a Porro che Marcegaglia non poteva farsi intervistare dal Giornale, per non “sembrare troppo berlusconiana”. Allora Porro dice che il Giornale sta per pubblicare il “super pezzo giudiziario” per farle “un favore”, “come dicevi tu”, così “non sembra berlusconiana”. Per quel che riguarda l’inchiesta in corso, la conversazione si chiude lì (c’è un altro passo su Riotta e i suoi rapporti col governo che non ha niente a che vedere con le indagini né con la storia, ma tutti i giornali lo pubblicano senza farsi troppi problemi).

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