La responsabilità delle testate online

L'analisi di Guido Scorza della discussa sentenza della Cassazione della settimana passata

Guido Scorza, avvocato e uno dei maggiori esperti italiani di norme giuridiche applicate a internet, ha commentato su Punto Informatico la discussa sentenza della Cassazione sulle responsabilità dei direttori delle testate online.

La Sentenza con la quale lo scorso 16 luglio la Suprema Corte di Cassazione ha ritenuto non responsabile ex art. 57 del Codice Penale, il direttore di una testata telematica ha dato vita ad un vivace dibattito tra addetti ai lavori, giornalisti ed editori online. Si tratta, d’altra parte, di una decisione che difficilmente sarebbe potuta passare inosservata: la Corte di Cassazione ha, infatti, ritenuto non responsabile il direttore responsabile di una testata telematica, in un Paese nel quale, talvolta, si è ritenuto responsabile di omesso controllo sui contenuti immessi online dagli utenti persino l’intermediario della comunicazione che la disciplina europea vorrebbe, invece, non responsabile.
I giudizi positivi sulla decisione sono stati, sin qui, di gran lunga superiori a quelli negativi, come probabilmente è normale che sia.
Nella sostanza, peraltro, a leggere i contorni della vicenda che ha dato origine alla decisione, quest’ultima sembra tutto sommato condivisibile: nel corso del giudizio sembrerebbe, infatti, non essersi raggiunta la prova neppure dell’avvenuta pubblicazione del contenuto ritenuto diffamatorio e, in ogni caso, tale contenuto non era rappresentato dall’articolo di un giornalista ma, piuttosto, da una lettera inviata da un lettore.
Si tratta, tuttavia, di una brutta Sentenza, scritta male, da una penna evidentemente a digiuno di questioni della Rete e costruita su una serie di apodittici teoremi che rischiano di produrre più confusione di quanta già non ce ne sia nella disciplina dell’informazione online.
Cominciamo dal principio.

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