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  • domenica 12 settembre 2010

I 15 gangster movie preferiti da Scorsese

Li ha elencati per Daily Beast: contano solo i film fino agli anni Settanta, quelli che lo hanno influenzato

C'è anche "Mafioso", con Alberto Sordi

Il 19 settembre andrà in onda l’attesissima prima puntata di Boardwalk Empire (di cui abbiamo già parlato nella nostra guida alle nuove serie tv americane), la serie televisiva ambientata negli Stati Uniti durante gli anni del proibizionismo scritta da Terence Winter, l’autore dei Soprano, e girata nientemeno che da Martin Scorsese, uno dei più grandi narratori dell’America violenta e sporca: non servirebbe citarli ma, per rimanere sui classici, come curriculum dovrebbero bastare Taxi driver, Toro scatenato, Quei bravi ragazzi e Casinò.

Come antipasto a Boardwalk Empire, Scorsese ha elencato per Daily Beast i suoi quindici gangster movie preferiti (corredandoli con una breve frase di descrizione), considerando quelli fino agli anni Settanta, ovvero i film che lo hanno maggiormente influenzato. Non sembra esserci occasione migliore per scoprire o riscoprire grandi film del genere.

Questi film mi hanno emozionato, provocato, e in un modo o nell’altro avevano in mano la verità. Mi sono fermato agli anni Settanta perché qui stiamo parlando di film che mi hanno influenzato, in un periodo in cui, iniziando a girare i miei primi lavori, guardavo i film in un modo diverso. Ci sono molti gangster movie che ammiro degli ultimi quarant’anni — Sadismo, la saga del Padrino, C’era una volta in America di Sergio Leone, Quel lungo venerdì santo, Sexy beast, i film di Hong Kong di John Woo. Questi film li ho visti quando ero giovane, aperto, impressionabile.

Nemico Pubblico (1931)

Brutalità dura e scioccante; l’energia di Cagney nel suo primo film da protagonista; l’uso vincente della musica pop (la canzone I’m forever blowing bubbles) — questo film ha indicato la strada a tutti noi.

Scarface (1932)

Questo film di [Howard] Hawks è così fluido, veloce, così divertente e così meravigliosamente espressionista. La sua audacia è impressionante. È stato finito nel 1930, ma era così violento che è stato bloccato dalla censura.

Blood Money (1933)

Rowland Brown, una figura spesso dimenticata, nei primi anni Trenta ha fatto tre film duri e satirici, ognuno in grado di raccontare la politica, la corruzione e i legami tra polizia e criminali. Questo è il mio preferito. Il finale è indimenticabile.

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