L’Europa si allarga sottobanco

Il prossimo allargamento ufficiale dell’Unione europea potrebbe essere preceduto da un allargamento ufficioso, visto che Ungheria, Romania e Bulgaria stanno per approvare delle leggi che apriranno le porte dell’Unione a cittadini oggi di nazionalità extracomunitaria. Lo racconta Le Figaro, tradotto in italiano da Presseurop.

Di fronte a una pressione migratoria incessante e a opinioni pubbliche ossessionate dalla sindrome dell’invasione, l’Unione europea avrebbe fatto volentieri a meno delle iniziative di tre dei suoi nuovi membri. Incaricate da Bruxelles di rendere sicure le frontiere orientali dell’Ue, Ungheria, Romania e Bulgaria sono andate ben oltre il loro mandato, decidendo di aprire le porte della fortezza europea.

Così cinque milioni tra moldavi, macedoni, serbi, ucraini e turchi hanno o avranno la possibilità di ottenere un passaporto europeo. La storia e le sue ingiustizie hanno permesso a questi paesi di prendere strade alternative. Un regalo insperato, che i dirigenti ungheresi, romeni e bulgari sperano di capitalizzare in immagine politica. Anche se tutto ciò rischia di provocare non poca irritazione nelle capitali della vecchia Europa.

Il testo adottato il 26 maggio scorso dal parlamento ungherese su richiesta del primo ministro conservatore Viktor Orban e con il sostegno dell’estrema destra, suona come una rivincita, o come una provocazione. L’Ungheria infatti non si è mai veramente rimessa dal trauma inflitto dal trattato di Trianon del 1920, che l’ha amputata di due terzi del suo territorio e di metà della sua popolazione.

La legge sulla doppia nazionalità riguarda 3 milioni e mezzo di persone ed entrerà in vigore nel prossimo gennaio. Questo dispositivo consegnerà le chiavi dell’eldorado comunitario ai circa 300mila serbi di origine ungherese presenti nella provincia autonoma della Vojvodina e ai 150mila ucraini appartenenti alla minoranza ungherese; contribuirà inoltre a rendere ancora più difficili le relazioni con due altri paesi membri dell’Ue, poiché 1,4 milioni di ungheresi vivono in Romania e 520mila in Slovacchia (il 10 per cento della sua popolazione). Le autorità slovacche non sembrano aver apprezzato l’iniziativa ungherese, e in rappresaglia il parlamento di Bratislava ha adottato una legge secondo cui chi sceglierà la nazionalità ungherese perderà automaticamente quella slovacca.

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