“Chi, io?”

Le intercettazioni che riguardano Formigoni chiedono ogni giorno nuove spiegazioni, ma il governatore nega l'evidenza

Le sospettissime conversazioni su passeggiate e mozzarelle

Ieri Roberto Formigoni, governatore della Lombardia da poco rieletto, si è lasciato intervistare da una condiscendente giornalista del Giornale per eludere ogni contestazione sui suoi rapporti con Arcangelo Martino e Pasquale Lombardi della presunta ghenga Carboni. Poteva essere l’occasione per dare delle spiegazioni, Formigoni l’ha usata per dire in sostanza “non rompetemi le scatole” e disegnare arrogantemente un clima da colpo di stato alla vigilia delle ultime elezioni regionali che lo costringeva a ogni tipo di soluzione. Ma nel merito delle sue conversazioni registrate, niente.

La sua tesi che però si trattasse di conversazioni “normali” è ogni giorno meno convincente. Ieri sera il sito di Repubblica Milano ha pubblicato questa criptica e stranissima comunicazione tra il governatore e Martino.

MARTINO
FORMIGONI Sono molto contento di averti visto oggi.
MARTINO Bene.
FORMIGONI Faremo grandi passeggiate, per le passeggiate tutto ok.
MARTINO Benissimo, com’è andata, tutto bene allora?
FORMIGONI Bene, bene anche oggi abbiam fatto una grande passeggiata, bene positivo, positivo, belle cose
MARTINO molto bene io…
FORMIGONI: C’è l’impegno a continuare a camminare e a passeggiare, c’è l’impegno a continuare a camminare a passeggiare che adesso arriva la primavera e quindi l’impegno c’è perché bisogna tutti un po’ dimagrire
MARTINO Anch’io lunedì penso di fare la passeggiata
FORMIGONI E ti fa bene, ti fa bene, io domani corro la stramilano quindi come vedi siamo tutti impegnati nello sport, bisogna impegnarsi insomma.

Come si legge, non c’è niente di penalmente rilevante e niente di chiaro. Ma è proprio per l’oscurità della conversazione che un governatore forse dovrebbe qualche spiegazione in più: se si parla davvero solo di reali passeggiate – come appare sinceramente implausibile anche ai carabinieri che raccolgono le intercettazioni – allora cade la pretesa di Formigoni che quelle telefonate fossero isolate, legate alle molte comunicazioni e iniziative di quei giorni, e la sua elusività nell’intervista sulle domande che riguardano Martino diventa molto sospetta. Tra i due c’è qualcosa di più che un rapporto occasionale e insignificante, se si attardano a parlare con questa insistenza dei loro passatempo personali. E Formigoni dovrebbe parlarne, e fare marcia indietro sulla linea “è come dico io”, considerato che gli interessi di Martino non sembrano limpidissimi.  Ma se, come invece è impossibile non pensare, in quella conversazione c’è molto non detto, la cosa è ancora più oscura e le spiegazioni sono dovute, se spiegazioni limpide ci sono. E se non ci sono, il governatore non è in una posizione accettabile.

Oggi Repubblica dedica una pagina alla ricostruzione giornalistica dei rapporti di Formigoni con la ghenga (è impossibile non notare invece una cautela del maggiore quotidiano milanese sulla questione, in mezzo alle tante pagine sulla “P3”). Il tentativo di influenzare il giudizio sulla riammissione alle elezioni della sua lista sarebbe stato seguito e incentivato dal governatore, Martino e Lombardi avrebbero messo in moto Marra (presidente della Corte d’Appello di Milano grazie ai buoni auspici della ghenga), ma il progetto trovava ostacoli in altri giudici meno compiacenti e in una qualche “ostilità” a Roma. Riferiscono i carabinieri:

Formigoni a questo punto «incarica il Martino di effettuare le opportune indagini sul punto “eh, credo anch´io – dice Formigoni -, sarebbe interessante verificare da dove nasce, di chi è questa ostilità … a questo punto, a questo punto a me sembra che è chiaro che la cosa non si fa . .. mi fai sapere per causa di chi e quali sono i motivi, chi è il colpevole? Chi è il mandante e quali sono i motivi?». Martino, ancora una volta, esegue: «Sono già a Roma, mi informo e ti dico».

Roberto Formigoni è stato da rieletto lo scorso marzo al suo quarto mandato come governatore della Lombardia, tra forti sospetti di illegittimità e palese violazione della legge sul limite dei due mandati. La maggioranza con cui governa in regione è attualmente scossa dalle accuse di connivenza con la ‘ndrangheta per alcuni dei suoi amministratori. Per soprammercato, ieri il Tar ha accolto la discussione del ricorso contro la formazione della giunta in violazione dello statuto regionale che tutela la parità di genere (ora in giunta ci sono 15 assessori maschi e una donna). “È come dico io”, comincia a diventare fragile come risposta pubblica.

Ieri, a fronte anche della conversazione altrettanto sospetta in cui parla con Martino di “mozzarelle“, Formigoni ha mantenuto la linea “nego tutto anche l’evidenza”:

«Le passeggiate erano passeggiate e le mozzarelle erano mozzarelle»

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