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  • lunedì 19 luglio 2010

I cinque peggiori disastri ambientali in corso

Foreign Policy individua cinque catastrofi che stanno avvenendo nel mondo, qualcuna da oltre cinquant'anni

La deforestazione di Haiti, gli incendi nelle miniere di carbone in Cina, il petrolio disperso nel Niger, il prosciugamento del lago d'Aral e l'isola di immondizia nel Pacifico

Mentre la BP e il governo statunitense discutono se sia necessario o meno riaprire le valvole di sfogo della nuova cupola, e quindi non si sa ancora se la sciagura petrolifera del Golfo del Messico possa dichiararsi conclusa o meno, nel mondo sono diversi i disastri ambientali attualmente in corso, qualcuno da decenni, di cui si parla e scrive poco o nulla. Foreign Policy ne elenca cinque.

Nigeria
Perdita di petrolio, in corso dal 1966

Ne avevamo già scritto. Tutti i riflettori dei media sono puntati sul Golfo del Messico e quasi nessuno racconta della perdita di petrolio nel delta del Niger, che va avanti da quasi cinquant’anni e fa impallidire in gravità il disastro della BP. I dati, poco precisi a causa delle scarse rilevazioni effettuate, parlano di 2000 diverse perdite e 546 milioni di galloni di petrolio dispersi dall’inizio del progetto, equivalenti a un disastro Exxon Valdez — era la perdita di petrolio più gravi nella storia degli Stati Uniti prima del 2010 — ogni anno.

Le compagnie petrolifere, Shell in primis, incolpano ladri e sabotatori. Le associazioni ambientaliste rispondono accusando le stesse compagnie, secondo loro colpevoli di lavorare a bassissimi livelli di sicurezza. E il problema non è solo ambientale: solo nel 2008, scrive Al Jazeera, sono morti più di cento lavoratori a causa delle esplosioni degli oleodotti.

Cina
Incendi nelle miniere di carbone, in corso dal 1962

La Cina è la prima nazione al mondo in quanto a emissioni di gas serra. Buona parte della sua crescita economica è dovuta al carbone, che garantisce per il 70% dell’energia nazionale. Gli effetti collaterali sono principalmente due: le morti dei minatori, circa 13 al giorno, e gli incendi nelle miniere di carbone.

La Mongolia Interna è la regione più colpita dagli incendi. In questa area quasi completamente deserta e larga 5000 chilometri negli ultimi cinquant’anni ci sono stati 62 grossi incendi, che hanno distrutto circa 20 milioni di tonnellate di carbone ogni anno — più di tutta la produzione annuale della Germania. Secondo le stime, questi incendi da soli contribuirebbero al 2/3 per cento dell’emissione di carbonio mondiale. E si tratta solo di una parte, per quanto ingente, degli incendi che avvengono in Cina.

L’amministrazione della Mongolia Interna, a statuto indipendente, ha in programma di dimezzare gli incendi entro il 2012.

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