Il Post
Non ci sono più i radicali
— Politica

Non ci sono più i radicali

Col voto di oggi hanno fatto il contrario di ciò per cui sono stati eletti, e squalificato le grandi battaglie eccetera

14 ottobre 2011

Al Post avevamo avuto posizioni diverse sulla scelta delle opposizioni di non partecipare alla seduta di ieri alla Camera e non ascoltare l’intervento di Berlusconi. Ad alcuni, come Stefano Menichini, era sembrata una scelta giusta di dissenso estremo, ad altri – lo avevamo scritto già ad aprile – le pretese di “Aventino” erano parse un’ultima inconsistente trovata di un fronte senza più idee migliori, e una sanzione dell’incapacità di condurre un regolare confronto parlamentare.

Ma ieri era ieri, chiacchiere e distintivo. La partita si giocava oggi, col voto di fiducia in aula, i numeri, le cose che restano, e il governo messo in discussione e a rischio di sconfitta. E crisi di governo.
Non sarebbe successo, sappiamo ora, nemmeno se cinque deputati radicali avessero aderito alla scelta delle opposizioni – stavolta concreta, strategica e a conti fatti sicuramente vincente – di far mancare il numero legale. Il governo non avrebbe ottenuto la fiducia, ma nemmeno la “sfiducia”. Però il guaio politico parlamentare in cui si era messo martedì con la sconfitta sul rendiconto finanziario si sarebbe aggravato, e se questa opposizione ha dovuto rinunciare da tempo alle “spallate”, fa bene invece a investire nel logoramento progressivo della maggioranza politica, a forza di nuovi colpi ben assestati.

Per questo, se era formalmente accettabile la posizione dei radicali ieri – quando avevano sostenuto di non aderire a un’iniziativa di facciata e sterile che suonava sottrazione di responsabilità – la loro dissidenza dalla strategia delle opposizioni di oggi non può essere letta come un modo legittimo e indipendente di fare opposizione: è stato senza possibilità di dubbio un modo di diventare maggioranza. I deputati radicali si sono sottratti al mandato dei loro elettori e alla loro responsabilità prima: battere il governo, far sì che la loro compagine e i suoi principi e progetti possano tornare a governare.
Hanno lavorato per il governo, e il governo non può che essergliene grato: nei risultati il loro voto non è giudicabile diversamente da quelli di Scilipoti, Calearo, eccetera. Che sia stato frutto di pensieri più alti e meno bassamente monetizzabili a questo punto è difficile sostenerlo, o irrilevante: non si vede perché un partito debba perseguire l’opposto delle proprie intenzioni dichiarate. A meno di non pensare che le intenzioni dichiarate siano diverse da quelle effettivamente perseguite. Oppure, di andare dietro alle più credibili e deprimenti considerazioni sulla meschina ricerca di visibilità dei coinvolti e di chi li ispira nel loro partito. La cui convinzione di essere gli unici depositari delle legalità istituzionali ha evidentemente dato alla testa.

Ci sono, nel partito Radicale, ancora molte persone stimabili e integre: sarebbe il caso che lo dimostrassero con un giudizio chiaro sulla giornata dei loro compagni alla Camera. Oppure sarà difficile continuare a dire credibilmente tutte quelle solenni cose sulle grandi battaglie radicali.

TAG:    
  • Ryoga

    Mah, un tantino esagerato come commento.
    Sta cosa del non presentarsi mi ricorda tanto il non andare a votare per far fallire i referendum.
    Tatticismi da due soldi.

  • http://mrmontag.wordpress.com Mr Montag

    Bene Ryoga. Peraltro, pare proprio che i Radicali non siano stati decisivi.
    Comunque, qua c’è gente che chiacchiera tutti i giorni di Costituzione e poi non si vuole rassegnare al fatto che la democrazia parlamentare regolata in Costituzione prevede che per far cadere un governo è necessario che questo non abbia i voti necessari per stare in piedi. E invece li ha. E’ triste e frustrante, ma la strategia del numero legale la dice lunga sull’opposizione. Falliti. E se la prendono con cinque deputati che hanno fatto esattamente quello per cui sono stati votati – cari amici del Post, avete preso un abbaglio, a essere buoni – e cioè votare contro la fiducia al governo.

  • dagda

    Pannella & C. sono sempre gli stessi e fanno le stesse cose da sempre. La favoletta dei Radicali che “a quel tempo allora si che erano buoni” e’ diventata stucchevole. Per i radicali c’e’ sempre un “prima si’ che…”
    Ci sarebbe da chiedere a voi del Post che cosa siete diventati ( o forse lo eravate da subito e io non me n’ero accorto. Mea culpa).

  • thebigfood

    Da elettore radicale dico che i radicali non si sono sottratti al “mio” mandato. Hanno semplicemente preferito agire senza giochini, trucchi, escamotage – chiamateli come volete. La maggioranza era in maggioranza e ha vinto. La minoranza era in minoranza e ha perso. Amen, mi sembra la cosa più naturale del Mondo.

    Addendum: Ma poi siamo sicuri che il non raggiungimento del numero minimo avrebbe rappresentato la spallata definitiva per far cadere il governo? Questo governo?

  • http://mrmontag.wordpress.com Mr Montag

    BigFood coglie un punto fondamentale. A giudicare i Radicali son sempre gli altri. E giù a palesare delusione e “non ci sono più i radicali” e “stronzi” a seconda del grado di finezza. Anch’io voto radicale e mi pare che abbiano fatto la scelta più coerente.
    Anche il Pd peraltro è stato coerente, sostituitendo un giochino tattico alla politica che è incapace di fare.

  • propositionjoe

    Son sempre stati qsto i radicali cmq

  • doors87

    beh il non raggiungimento avrebbe testimoniato la paralisi odierna(più volte sottolineata dagli stessi radicali) ed era esattamente quello che volevano le opposizioni.
    Come elettore dei radicali(dalla prossima tornata ex elettore) dico che così facendo hanno offerto una sponda ad un governo che, come nessuno prima, nega i principi e le battaglie che sono proprie dei radicali(e anche mie).Questo è la parte che più fà schifo…

  • http://nononoeno.splinder.com/ akiro

    giuste osservazioni, saranno stati anche fedeli alla propria linea guida, ma non sono stati eletti con il PD? non dovrebbero seguire cio che la maggioranza del PD fa?

  • http://mrmontag.wordpress.com Mr Montag

    ma da quando nel Pd esistono vincoli di maggioranza?
    non scherziamo

  • http://coglionistan.blogspot.com/ Philip Michael Santore

    1. “Il governo non avrebbe ottenuto la fiducia, ma nemmeno la “sfiducia”.”

    Sbagliato: se non vi è la sfiducia, vi è automaticamente la fiducia (quella ottenuta in precedenza).

    2. “se questa opposizione ha dovuto rinunciare da tempo alle “spallate”, fa bene invece a investire nel logoramento progressivo della maggioranza politica, a forza di nuovi colpi ben assestati.”

    Vi rendete conto che questa è una dichiarazione esplicita di sfascismo?

    Un plauso ai Radicali che hanno costretto il PD a fare in futuro un’opposizione costruttiva invece delle menfrine tipo questa settimana.

    3. “I deputati radicali si sono sottratti al mandato dei loro elettori e alla loro responsabilità prima: battere il governo”

    Falso: vedi punto 1. I Radicali hanno votato la sfiducia. La vostra accusa avrebbe avuto senso se avessero votato la fiducia.

    4. “far sì che la loro compagine e i suoi principi e progetti possano tornare a governare.”

    L’assenza dall’aula del PD, i numeri lo dimostrano, non ha aiutato in nulla le finalità di cui sopra.

    5. “Hanno lavorato per il governo”

    Intendiamoci: se un’opposizione non fa ostruzionismo parlamentare (perché in soldoni di quello si è trattato in questi giorni) 365 giorni all’anno non la si può accusare di agevolare il governo. È un’accusa inaccettabile. Chi la sostiene vuole delegittimare il parlamento e le regole della democrazia rappresentativa.

    Siete in confusione mentale. Davvero: calmatevi, dormiteci sopra, e magari domani a mente fredda avrete la lucidità e l’onestà di ritirare le vostre accuse.

  • fulvio

    perfettamente d’accordo con doors87: che senso ha dare un aiuto, per quanto indiretto, a un governo che con la tua storia c’entra nulla? va bene essere fedeli a se stessi e ai propri ideali, ma ogni tanto la flessibilità è un segno di intelligenza.

  • mattiaq

    Non sarò radicale, ma questi radicali sono stati eletti con i miei voti e quindi mi arrogo il diritto di giudicare le loro azioni parlamentari. Ne terrò conto quando vorranno il mio appoggio per le loro sacrosante battaglie.

  • jackzz

    ah gli editoriali da repubblica dei piccoli.. sarei curioso di sapere se si tratta di uno sforzo collettivo alla wuming o sono solo due ditini a compitare siffatte frasette puntute e moraleggianti.

  • gian80

    Con tutto l’affetto per il Post, e per il suo stile unico, mi permetto di fare una proposta: quando scrivete opinioni-articolo come questo, mettete sopra un qualcosa tipo “editoriale”, “commento”, “secondo noi”, o roba del genere.
    Se io leggo “non ci sono più i radicali” nell’ordine penso a:
    -Pannella ha veramente digiunato, e non essendo abituato ci ha lasciato le penne
    -Bagnasco ci ha dato dentro con il rosario, Lassù lo hanno ascoltato, e un fulmine è caduto
    -La Costituzione ha una nuova norma transitoria che proibisce l’esistenza del partito radicale.

    Invece si tratta di un’opinione sul comportamento del partito, e una valutazione sull’opportunità.

  • albertoc

    L’editoriale del Post mi sembra francamente eccessivo. I Radicali non hanno votato la fiducia e non sono stati decisivi per il raggiungimento del numero legale. Dipingerli alla stregua della pattuglia di trasformisti arruolata da B. è fuorviante e – mi pare – dettato dall’emotività di chi vuol trovare un capro espiatorio per il fatto che anche questa volta l’azione politica dell’opposizione sia stata inefficace.
    E concordo pienamente sul fatto che questa storia dei Radicali prima e del dopo sia ormai stucchevole. Da attento follower del mondo radicale la sento da almeno 15 anni. Di questo passo il vero prima sarà la preistoria, o il Big Bang direttamente.
    Tuttavia, va detto, il giudizio nel merito politico di questo caso dipende dalla risposta a questa domanda: “perchè, indipendentemente dall’essere decisivi o meno avete deciso di votare alla prima chiama?”
    Vorrei capire la posizione dei Radicali – che non ho vista citata nel pezzo – prima di esprimere un giudizio.

  • fabiokurtz

    Perdonami ma non comprendiamo dove sarebbe il tradimento del voto da parte dei Radicali e di cosa stiamo parlando… far mancare il numero legale oggi era una buffonata come è stata una buffonata l’Aventino di ieri…
    Un Governo lo si fa cadere con proposte alternative le proposte alternative dell’opposizione le abbiamo pesate tutte oggi e ieri… aventini e numeri illegali… auguri per tutti noi che con questi Governi e queste Opposizioni davvero penosi entreambi non si va lontani…

  • http://www.puta.it Maurizio Cecconi

    I radicali devono essere ben disciplinati, mentre i catto-fondamentalisti-PD possono far sempre come gli pare sui diritti civili.

  • jackzz

    ahh e a proposito di elezioni, ricordatevi sempre bene la faccenda di di pietro, dell’apparentamento e degli accordi solenni pre elettorali per confluire nel gruppo unico eccetera eccetera. un partito ridicolo (il pd) che si permette di moraleggiare (e voi con lui) per aver fatto una sceneggiata aventiniana (termine tra l’altro che sarebbe meglio non svilire in questo modo)? per essere usciti dall’aula ed aver ascoltato lo stesso il discorso di b. da qualche schermo piatto, mentre con l’altra mano si tweeta o si commenta con l’ipad? facessero l’aventino quando si tratta di votare qualche extra rimborso elettorale o regalie varie…

  • marlowe

    Mi dichiaro subito: sono un elettore radicale.
    So che può dare veramente fastidio e suscitare antipatie e odio il comportamento (questo o altri) dei radicali ma mi sembra che non ci sia da scandalizzarsi se loro non sono d’accordo con questi sterili e velleitari tatticismi che l’opposizione ha messo in atto tra ieri e oggi.
    Può piacere o dispiacere, possiamo dare tutti i giudizi politici, morali, etici su questo Governo e sui mezzi leciti e illeciti (magari potessero essere dimostrati!) usati per farlo sopravvivere ma questi hanno ancora la maggioranza. Purtroppo.
    Credo ancora per poco.

  • http://coglionistan.blogspot.com/ Philip Michael Santore

    E aggiungo: invece che intitolare “Non ci sono più i radicali” mi parrebbe più corretto dire che “Non c’è più il resto dell’opposizione”, dato che hanno scelto di non andare in parlamento.

    Pare che questa sinistra sfascista stia cercando di favorire un nuovo successo di Berlusconi alle elezioni.

  • zenlento

    A questa grande strategia politica dei Radicali è d’obbligo un grande e ponderato commento politico: Radicali in parlamento, siete dei Pirla !
    Vabbe’, l’ho detto.

  • Luca Sofri

    Per una più proficua prosecuzione del dibattito, segnalo che non è definibile “sterile” un’iniziativa che avrebbe portato al non raggiungimento della fiducia da parte del governo. Si chiama “proficua”, ed è contrario di “sterile”. La scelta di non esserci ieri, era “sterile”. Quella di far mancare il numero legale sarebbe stata “proficua” (“fertile”, anche, se volete). La “maggioranza” bisogna dimostrarla con il voto, non esiste per definizione: se non si ottiene un voto di fiducia, non c’è più la maggioranza. Sono le basi delle regole istituzionali che i radicali dicono di voler fare rispettare. E non è una questione disciplina – ma li leggete, gli articoli? questo legittima l’indisciplina di ieri – ma di intelligenza. Oggi permet ditere al governo di ottenere la fiducia, è stato poco intelligente. Ma non riscriverò cose che sono state già scritte nel pezzo. Leggetelo. Sennò stiamo a perdere tempo tra odiatori dei radicali e difensori dei radicali, avulsi dagli argomenti e dai contesti.

  • matteot

    Domanda1: ma oggi, quando i radicali sono entrati a votare, lo sapevano se sarebbero stati o no “decisivi”?

    Domanda2: visto che la tattica del resto dell’opposizione è sterile e inutile, cosa hanno ottenuto invece i radicali oggi, se non permettere a B. di far spostare l’attenzione da un governo in agonia, pur con la fiducia, ad un’opposizione “divisa”?

    Fortunatamente, nella prossima legislatura non dovremo più parlare dei radicali (spero).

  • http://nononoeno.splinder.com/ akiro

    Qui di sfascista c’è solo berlusconi che sta portando l’Italia nella fossa con lui.
    Il fatto che non ci sia alternativa a me sembra il solito slogan ripetuto ad oltranza dai soliti…

  • Mounier

    Far emergere il fatto che i deputati pronti a votare la fiducia al governo oggi alla Camera NON rappresenta la maggioranza assoluta avrebbe avuto un significato politico chiaro e rilevante. In particolare per le ragioni che hanno portato a questo voto di fiducia, per la richiesta che il Capo dello Stato ha fatto. In particolare nel caso di un governo già in molte occasioni finito è in minoranza, già in molte occasioni è stato contestato in sede elettorale e giudiziaria, già in molte occasioni è stato criticato duramente a livello internazionale per la sua scarsa solidità e autorevolezza normativa. Questo era il senso del modo in cui si sono mosse le opposizioni oggi.
    Se poi invece per qualcuno dei commentatori qui sopra tutto ciò che non rientra nell’entrare in aula e dire sì o no risulta troppo complicato o esprime solo un bizantinismo o una manfrina, beh, lasciatevelo dire, è un problema vostro. Evitate però almeno di fare i saccenti che spiegano agli altri che sono in “confusione mentale”. Magari potreste invece voi a provare a pensare che forse (dico forse) la realtà della democrazia rappresentativa è un po’ più complessa e si può e deve esprimere in molti più modi che non il mero far di conto fra chi preme un pulsante e chi preme l’altro. C’è tanta letteratura sul tema, dateci un’occhiata. Magari già stasera, così poi ci “dormite sopra”: può darsi ne abbiate più bisogno di quelli del Post a cui, con esagerata iattanza, lo consigliate.

  • counterclockwise

    Ci metto i miei due centesimi (nel mio piccolo, giacché non sono una fine analista politica – tant’è vero che non ho nulla contro gli “editoriali da Repubblica dei piccoli” che lettori più smaliziati evidentemente giudicano naif).
    Indipendentemente dalla rilevanza matematica del comportamento dei radicali, mi pare che il dato più significativo sia che di fronte ad un’opposizione, per una volta, unita (o per lo meno decisa ad agire di concerto), i radicali abbiano fatto una scelta solitaria – isolazionista, va’ – le cui ragioni non mi sembra che siano state chiarite. Se dietro ci sia una politica di scambio (spero di no, visto che una certa stima per i radicali ce l’avevo) o semplicemente (cito un deputato PD) “la sindrome morettiana del ‘mi si nota di più se…’” non lo so; in entrambi i casi l’esito è stato di fatto appoggiare la maggioranza – e dubito che i radicali siano stati così ingenui da non aver fatto dei calcoli sulle conseguenze della loro partecipazione al voto. E’ un fatto: i radicali oggi hanno sostenuto un governo rispetto al quale dovrebbero stare all’opposizione. (E il fatto che siano stati eletti col PD è uno schiaffo ulteriore.)

  • atlantropa

    Perchè spesso qui sul Post gli articoli d’opinione non sono firmati?
    Chi si assume la responsabilità di ciò che è scritto nell’articolo qui sopra?
    L’editoriale anonimo non mi pare un gran bel modo di fare giornalismo.

  • http://nononoeno.splinder.com/ akiro

    @RYOGA
    paragonare una votazione in parlamento con un referendum sa di arrampicata a mani nude sugli specchi.
    Si sa che in Italia una bella fetta di persone non ha un idea precisa su cosa votare nei referendum o non è interessata all’argomento.
    Qui, invece, ci sono persone pagate per svolgere un lavoro: che include anche il non votare di proposito convinti possa servire alla causa.

  • counterclockwise

    @Matteot: il primo radicale che ha votato era più o meno il numero 300, quindi ben prima del raggiungimento del numero legale. Non potevano non saperlo, visto che il resto dell’opposizione era fuori dall’aula e la tattica era palese

  • bjol

    Radicali hanno cercato la loro visibilità…come Paolini(disturbatore della diretta tv) con il preservativo in mano… minimo senso dell’opportunità.

  • anita81

    Oddio, sembra che negli ultimi minuti i simpatizzanti radicali abbiano invaso la bacheca del Post ma, giuro, non si tratta di trolls. Sono lettrice assidua del Post, anche se commentatrice pigra.

    Fatta questa doverosa premessa, non posso che essere d’accordo con i commenti qua sopra (da AlbertoC a Marlowe, per intenderci).

    Il PD è quel partito che si mette d’accordo su questioni tattiche come far mancare il numero legale oggi o disertare Montecitorio ieri, ma che non ha una linea politica che sia una, chiara e nota a tutti i potenziali elettori. Soprattutto, non è chiaro quali siano i criteri per starne dentro o fuori. I disobbedienti radicali sembrano ormai fuori (ma erano già autosospesi da un annetto). Ma il PD non ha mai cacciato la Binetti, ad esempio, ha aspettato che andasse via da sola. Ed è tanto democratico da cancellare un fatto storico, il fatto che Villari fosse tra i suoi membri fondatori.

    I Radicali, dal canto loro, sappiamo tutti come sono fatti e che metodi adottano (erano gli unici a restare in aula già durante gli interventi di Almirante, fanno scioperi della fame da decenni), ma soprattutto sappiamo cosa pensano, per esempio, in materia di diritti civili, eutanasia, carceri e sì, anche di droghe leggere – tema ricorrente tra i loro critici. Sei d’accordo con le loro propste? Li voti. Non sei d’accordo? Voti un altro partito. Semplice e trasparente.

    Votando il PD invece non sai mai se passerà la linea di quelli che approvano l’eutanasia o di quelli che aumenteranno i finanziamenti alla scuola cattolica. Ma hai sempre come un vago sospetto di sapere quale sia la risposta.

  • doors87

    logica che più semplice non si può:

    -i radicali combattono la partitocrazia, tutta la partitocrazia.

    se non si fosse raggiunto il minimo legale:

    -la maggioranza sarebbe apparsa bloccata come è da mesi senza + la capacità di condurre un paese = vittoria per i radicali

    -l’opposizione senza idee perchè non ha creato un’alternativa politica che sfiduciasse con i “no” il governo = vittoria dei radicali.

    si è raggiunto il minimo legale:

    - un governo bloccato dai particolarismi continua a governare(o meglio non governare) un’Italia che nelle secche ha bisogno di un bel cambio di passo = sconfitta per il paese e per i Radicali.

    complimenti allo stratega quindi

  • matteot

    @CounterClockwise: sì, le mie domande erano diciamo “retoriche”, comunque grazie del dato, magari sembrava così solo a me, a leggere qualche messaggio sopra :D

  • http://bakuizm.wordpress.com/ Stefano Bakara

    Oh, finalmente il PD scarica i Radicali che alla prossima tornata elettorale dovranno apparentarsi per forza con il PDL per non fare la fine di Ferrero e Diliberto.
    Che non siano stati determinanti nel raggiungimento del numero legale è un puro fatto incidentale. Sono entrati – alla chetichella – quando la maggioranza non aveva ancora completato la chiama e non aveva ancora raggiunto con le proprie forze il numero necessario per la validità della seduta. Dato che le opposizioni avevano già annunciato che sarebbero entrate in aula se la maggioranza avesse avuto il numero legale, cosa impediva ai radicali di aspettare anche loro la seconda chiama?
    Non è così che si sta in una coalizione.

  • counterclockwise

    Matteot: ops :D

  • http://it.wikipedia.org/wiki/Trusted_Platform_Module fritzthechip

    A me pare un articolo condivisibile.
    Pare, anche, che il ragionamento che va per la maggiore nei commenti sia una cosa del tipo che siccome l’opposizione non è capace di fare un’opposizione efficace allora tanto vale tenersi sto governo. Bella maniera di fare opposizione!

  • albertoc

    Ma cambiando prospettiva, davvero gli strateghi del PD sono convinti che questa tattica parlamentare volta a sabotare il governo venga percepita dall’opinione pubblica come efficace e costruttiva? Insomma non c’è il rischio che B! abbia gioco facile a dire “lo vedete che l’opposizione è fatta da irresponsabili?” E che l’opinione pubblica poco altro percepisca? E inoltre, perchè non rispettare un dissenso di metodo dicendo “sono indipendenti, ma condividono con noi una visione del paese”, invece che sputare veleno e insulti? Ma la Bindi – santificata quando entra in una barzelletta di B! – può con lo stesso stile definire degli “str…” i colleghi che manifestano una diversa linea politica? E’ questa la gestione del dissenso politico che passa come propria del PD? Come viene percepita dagli elettori? Come l’ennesima purga staliniana? Che tristezza…

  • nicolapoletti

    qualità dei commenti davvero pietosa, ha ragione luca. ognuno a fanfaronare più dell’altro per fare il grosso, madre mia…
    i radicali hanno fatto una mossa indegna di gente che dice di ispirarsi a battaglie sociali epocali – e BON – nella speranza che uno dei pinocchi al governo rispetti qualche accordo verbale.
    Auguroni, ma che tristezza.

  • ulrike laperla

    Vorrei fare una domanda a chi sostiene la posizione del 5 deputati radicali.
    Premettendo che secondo me il fatto di entrare per votare no alla prima chiamata é una cosa giusta che rispecchia il rispetto delle istituzioni che i radicali hanno sempre mostrato di avere, chi mi sa dire perché siano entrati alle ore 13.37 quando il numero dei votanti era 315?
    Io credo che se si fosse trattato di una presa di posizione ideologica sarebbero dovuti entrare alle 12.30 all’apertura della seduta. Perché hanno aspettato più di un ora?

  • http://www.chiello.net angeloch

    Qualcuno ha scritto che i radicali alla prossima legislatura non ci saranno: ERRATO.
    Ecco perché oggi hanno votato! Visto che con il PD hanno rotto non avevano più nessuno con cui apparentarsi e B se li è comprati.

  • ulrike laperla

    E poi vorrei ricordare a chi esalta la libertà e l’indipendenza dei radicali che il nostro sistema elettorale non é un proporzionale puro e che quindi, quelle 5 persone sono in parlamento perché si sono presentate alle elezioni schierate con una coalizione.

  • corradom

    Sulla decisività dei numeri dei radicali riguardo al raggiungimento del numero legale rimando a Sarubbi che ha contato i voti su Twitter. Sul voto alla prima chiama segnalo solo che, di fronte ai “sospettosi” articoli dei quotidiani di oggi, i radicali ci avevano tenuto a precisare:

    “Mentre è chiaro, anche nelle dichiarazioni di ieri, che I RADICALI VOTERANNO LA SFIDUCIA al Governo Berlusconi (come sempre in tutta la legislatura) oltre a non essersi presentati alla prima chiama, come il resto dell’opposizione”

    http://www.facebook.com/radicali/posts/291521744209338

    E invece hanno fatto una cosa diversa. A me sembra un problema, e lo dico da simpatizzante e talvolta elettore dei radicali.

  • Ryoga

    La questione dei deputati in missione qualcuno la spiega? Non e’ che per caso limite era molto piu’ basso di 315?

    E cmq non cambierebbe una virgola della mia opinione sulla faccenda. Ho votato il PD perche’ c’erano i radicali e posso dire che il mio mandato non l’hanno tradito.

    E un editoriale del genere non firmato (e che dovrebbe essere una presa di posizione della testata) non andrebbe scritto a caldo e con sparate tipo “nei risultati il loro voto non è giudicabile diversamente da quelli di Scilipoti, Calearo, eccetera”.

  • silverfish

    @ATLANTROPA
    “Perchè spesso qui sul Post gli articoli d’opinione non sono firmati?
    Chi si assume la responsabilità di ciò che è scritto nell’articolo qui sopra?
    L’editoriale anonimo non mi pare un gran bel modo di fare giornalismo”.

    Di solito si definisce editoriale proprio l’articolo di fondo non firmato che esprime la posizione di un giornale su un determinato argomento. Non vedo proprio cosa ci sia di scorretto.

  • seispeed

    Ora abbiamo anche i “radical shit”.

  • spago

    Da elettore radicale mi aspettavo che i radicali facessero esattamente quanto hanno fatto. L’articolo del Post mi ha stupito in negativo, mi sembra una cialtronata. Per chiunque li conosca i radicali sono stati assolutamente coerenti, quindi non è cambiato nulla rispetto a ieri, a chi piacevano possono cntinuare a piacere e agli altri possono continuare a non piacere. La loro autonomia nel gruppo del Pd c’è sempre stata ed è sempre stata conclamata alla luce del sole. Quindi non ha senso almentare che abbiano disubbidito. Prima della fedeltà al PD (???) viene la fedeltà del partito radicale a sè stesso. Quando srivete che i radicali sono diventati maggioranza (I RADICALI? MAGGIORANZA?) a me sembra, sinceramente, da ammiratore del Post, che diciate una scemenza sesquipedale. I radicali hanno sempre incontrato tutti e parlato con tutti, non perchè sono delle puttane (quanto tempo sono stati fuori dal parlamento? quanti modi più facili avrebbero per avere dei posti?), ma perchè fa parte della loro impostazione culturale e politica. Ricordate le polemiche quando Pannella incontrò Berlusconi? e quando la delegazione radicale incontrò Alfano? e quando incontrarono Nitto Palma? Io sì, ogni volta le stesse. I radicali sono quelli che andavano ai congressi dell’MSI, quelli che restavano in aula se parlava Almirante. Pannella era quello che firmava come direttore di Lotta Continua. Radio radicale organizzava le tribune elettorali ancora per le ultime regionali e ci potevi sentire candidati Udc che dicevano “Ringrazio Radio radicale per lo spazio, invito tutti gli ascoltatori a non votare radicale”. Il vostro articolo non fa altro che ripetere quei luoghi comuni sui radicali che si sentono in ogni dove, senza che mai ci sia qualcuno che provi a spiegare quale sia la logica politica secondo cui i radicali si muovono, quasi a voler supporre che non vi sia una logica e al massimo qualche convenienza. Mi deludete. Fatevi un giro fra le “sedi del partito radicale”, cantine, scantinati e sgarrupate stanze cadenti di periferia, ma davevro i radicali si muovono per convenienza? Alla logica dei Radicali si potrà controbattere, ma bisogna riconoscerne dignità e coerenza, negarne l’esistenza è assurdo.

  • clem131

    Mr Montag, fa piacere che lei abbia i mezzi per sopravvivere indipendentemente dal governo in carica.
    Per molti di noi, invece, la situazione è pericolosa e disperata.
    La conseguenza pratica del raggiungimento del numero legale è che Berlusconi resta al timone in mezzo alla tempesta. Si fa per dire, perché sappiamo tutti che non sta al timone, ma sta sottocoperta, con e senza giochi di parole annessi.
    Solo questo conta. Tralasciando cosa sarebbe successo al NON raggiungimento del numero globale, chi sta fallendo ha bisogno di un governo che governi, e la conseguenza pratica del raggiungimento del numero legale è che questo governo che non governa è quel che avremo.

  • ulrike laperla

    I radicali alle elezioni del 2008 hanno accettato di presentare i propri candidati nelle liste del PD per evitare l’ostacolo dello sbarramento che invece ha messo fuori dal parlamento Rifondazione Comunista, Il Partito dei Comunisti Italiani, I Verdi, Sinistra Democratica che avevano cercato di presentarsi uniti con la coalizione Sinistra Arcobaleno ma che non ce l’hanno fatta. Questi 5 sono in parlamento con i voti del PD. Chi si ritiene “elettore radicale” sappia che alle elezioni 2008 sulla scheda non c’era una lista radicale. Pero’ ai tempi le strategie e i giochetti piacevano molto agli elettori radicali vero? Si credevamo piu’ intelligenti degli altri poveri stronzi che erano rimasti fuori. Erano riusciti a piazzarsi in parlamento aggirando l’ostacolo. Ora invece a quanto pare si sono svegliati integri e indipendenti, non si fanno mettere i piedi in testa da nessuno e addirittura dovrebbero essere considerati un esempio.

  • spago

    @corradom Non capisco.. hanno detto che avrebbero votato la sfiducia, e per votare devi ovviamente essere presente..

  • miche2000

    Dato che, preso dalla foga, ho usato un po’ di parole grosse, riposto il mio commento
    Io ho votato e, molto piu’ importante, mi sono adoperato per far votare radicale. Bene, non lo faro’ mai piu’.
    Io non so che cosa siano i tatticismi, lo sfascismo, etc., ma non si puo’ essere cosi’ naive come sono stati i Radicali. Il punto che mi fa letteralmente andare in bestia e’ che il modo con cui si sono comportati ha vanificato quello che hanno fatto ieri. Ieri, infatti, avevano ragione ad esserci e a far notare quanto male agisce questo governo con i carcerati. Pazienza se nessuno li ha capiti, e’ normale per i Radicali. Ma oggi… che senso ha non partecipare alle dichiarazioni di voto, ed invece votare contro la fiducia? In questo modo non fai presente le tue ragioni e contribuisci a far rimanere su questo governo. Perche’, e questo importante, Napolitano non potrebbe non aver tenuto conto che la “maggioranza” non aveva i numeri alla Camera nemmeno per ottenere il numero legale. Siete sicuri, poi, che quando i Radicali son entrati, ci fosse il numero legale? A quanto pare no, visto che dopo di loro sono entrati i due “Responsabili” che mancavano per raggiungere quota 315. Ma anche se fosse, questa mossa e’ il sistema migliore perche’ i Radicali vengano per sempre coinsiderati dei voltagabbana. E sarebbe stato meglio se fosse stato cosi’, magari avendo un’amnistia in cambio di questo, e invece, sono pronto a scommetterci un caffe’, sono stati cosi’ ingenui da farlo gratis.
    Bene, anzi male. Io non ho ragione a votare delle persone dall’intelligenza cosi’ limitata al parlamento, quindi alle prossime elezioni votero’ come consigliavano i Radicali nel 1983, ovvero scheda nulla. E ci vorra’ molto per farmi cambiare idea.
    P.S Di chi e’ questo articolo-commento? Non e’ bello che si chieda che i commentatori dei siti diano il loro nome, e gli articoli, invece, non sono firmati.

  • http://trentasei.tumblr.com/ trentasei

    “I deputati radicali si sono sottratti al mandato dei loro elettori e alla loro responsabilità prima: battere il governo, far sì che la loro compagine e i suoi principi e progetti possano tornare a governare.” mah, questo è lo scopo di uno che gioca a calcio, non di uno che governa -anche in opposizione- per il bene del Paese, che quindi vota i provvedimenti in base a ciò che ritiene meglio per il suo Paese, ed è molto diverso ancora da quella che considero un’ opposizione responsabile. Che poi in questo caso le due azioni coincidessero è un’altra cosa, ma non mi piaceva leggerlo a mo’ di regola di buon partito.

  • cesarelam

    fermo restando il giudizio politico sul comportamento dei radicali (e il mio è negativo, con sofferenza), mi sorge un dubbio leggendo questa dichiarazione di Maurizio Turco, uno degli ormai famigerati 5:

    http://tinyurl.com/5vv3mm5

    Dai ragionamenti che sento in giro, anche qui, si ha l’impressione che il conteggio per la verifica del numero legale venga effettuato al termine della prima chiama. Turco sostiene invece che la verifica del numero legale si fa al termine della votazione e non della prima chiama. Lo scenario sarebbe diverso. Quanto meno sarebbero inutili i discorsi del tipo ‘sono entrati quando erano a 299 o 300 o 301′. In pratica, se anche i radicali non fossero entrati in aula, come i due dell’SVP, e come tutte le opposizioni, anche dopo la seconda chiama, alla fine della votazione il numero legale ci sarebbe stato, come testimonia il 316 dell’esito finale.

  • spago

    @ulrike laperla tu ignori volutamente o meno che i radicali sono entrati da subito con una loro autonomia, prevista negli accordi col pd stesso. Quindi il tuo ragionamento è fasullo. Il comportamento dei radicali è coerente con la loro visione e proposta politica, nonchè con la loro storia. Io voto i radicali proprio perchè i radicali sono questo. Senza i radicali non avrei votato Pd, quindi anche il pd ci ha guadagnato. Trattasi di patto fra soggetti adulti e consenzienti. Chi l’ha siglato ha evidentemente ritenuto conveniente in quel momento farlo. Se gli elettori Pd hanno ingoiato noi, noi abbiamo ingoiato loro. Due bocconi amari, ma nessuno ha obbligato nessuno.

  • wasabi

    ANSA: I radicali sono stati determinanti per la tenuta del numero legale durante il voto di fiducia al governo creando una sorta di ”effetto traino’ per quota 315. Il primo deputato radicale che ha votato e’ stato Marco Beltrandi, per 298/o. Dopo di lui ci sono stati gli altri voti radicali e 14 della maggioranza.

  • asmart

    Non vorrei che quello che i radicali sono i massimi custodi del rispetto istituzionale delle regole e dei commi sia un altro (vuoto) luogo comune su di loro. Nel caso in oggetto fatico a trovare quale rispetto e verso cosa abbiano esercitato entrando a votare prima degli altri e prima di sapere se una strategia di tutta l’opposizione aveva raggiunto un obiettivo (minimo, ma uno!).
    Ovviamente proverò ad ascoltare le frasi sconclusionate e infinite di Pannella su Radio radicale per capire quale recondito scopo sia stato raggiunto con questo mirabile atto, ma vi assicuro che un partito che ospiti candidati radicali non avrà il mio voto alle prossime elezioni.

  • brainmover

    Urlike, evidentemente ti sfugge tutta la famosa storia del 2008 e su come i Radicali siano finiti in quella lista. Calmiamoci. I radicali sono stati obbligati a confluire in quella lista perché gli si negò l’apparentamento al simbolo della Rosa Nel Pugno (osteggiato dal Vaticano, per farla breve), cosa che invece fu concessa a Di Pietro. L’idea e gli accordi per quella tornata erano che si sarebbe tutti confluiti (Di Pietro incluso) nel gruppo parlamentare PD. Cosa che poi non è assolutamente successa, ma questa è un’altra storia. Accusare i Radicali di “autoconservazione”, al di là del voto di oggi, è una troiata colossale. Sono stati sempre fuori da ogni spartizione di posti e denaro. Da SEMPRE. Non prendono una lira di denaro pubblico e hanno più volte proposto di abolire il finanziamento. Da SEMPRE. Lo dicono in continuazione. Pur essendo un partitino, hanno sempre lottato per l’Uninominale modello anglosassone. Da SEMPRE. Saranno rompicazzo e fuori dalle righe, ma venduti proprio.. Oggi hanno deciso di votare rispettando le regole del Parlamento, sottraendosi ad una strategia per cui non erano stati interpellati dal resto dell’opposizione. Per me hanno sbagliato, nonostante tutto. Ma rimangono molto meglio di buona parte di quelli che erano fuori dall’aula.

  • sascha

    In queste ore i ‘militanti radicali’ (quelle persone che conosciamo benissimo e cerchiamo in tutti i modi di evitare nella vita quotidiana) stanno spaccando il capello in quattro per difendersi da chi li accusa di aver salvato il governo. Chissà, potrebbero aver ragione, dal punto di vista tecnico. Ma in tutta la Rete (che un tempo amavano tanto, pur preferendogli la televisione) si stanno scaricando su di loro enormi vagonate di letame che aumenteranno nelle prossime ore, quando arriveranno gli elogi di Fede, Minzolini, Feltri, Sallusti e Belpietro. Potrebbero aver ragione ma dubito usciranno presto da sotto quella montagna di letame. A volte ci sono persone talmente furbe da fare come niente la figura degli imbecilli…

  • ulrike laperla

    @spago. Io infatti credo che abbiano agito bene, nel senso che la loro strategia ha avuto successo. E io non ho niente contro le strategie purché chi le mette in atto abbia il coraggio di ammettere che di strategie si tratta e non di spinte ideologiche. Quello di cui sono sicura é che anche questa volta, la scelta di entrare a votare alle ore 13.37 (a 2 minuti dalla fine della prima chiamata) sia stata determinata da una strategia ben precisa e non da una scelta ideologica di rispetto delle istituzioni. Quello che non mi va é che questi 5 deputati passino per integri e coerenti mentre il resto dell’opposizione passi per incocludente e stratega.

  • anita81

    @Ulrike la perla: Nel 2008, i radicali avrebbero voluto presentarsi come lista indipendente apparentata con la coalizione di centrosinistra. Veltroni non volle, anche se lo permise all’IdV. L’offerta di candidare i radicali nelle liste del PD fu una cosa tipo “prendere o lasciare”, e i Radicali – forse sbagliando – presero. La Sinistra Arcobaleno evidentemente non fu pronta al compromesso, e ora sta fuori dal Parlamento, ma è una scelta loro (il PD avrebbe imbarcato chiunque, credo).
    Ora, il PD sbraita contro i Radicali ma strizza l’occhio a Casini. Così, tanto per parlare di coerenza.

  • jackzz

    ah che bello vedere la base del pd praticare un po’ di sano bullismo contro 5 deputati radicali, quando allo stesso tempo ha mandato giù – se vogliamo iniziare dall’argomento “patti pre-elettorali” – ben di peggio dall’amico apparentato dipietro… mi auguro che il direttore, almeno sul suo blog (e speriamo con meno stizza), torni sull’argomento a favore del far mancare il numero legale, perchè a me pare un’enormità ma magari sbaglio.

  • albertoc

    @Peraltro direttore
    “Oggi permettere al governo di ottenere la fiducia, è stato poco intelligente”. Non mi sembra che il governo abbia ottenuto la fiducia grazie al voto dei Radicali. E questo, fino a prova contraria, è un fatto. E se in dialettica si parte da premesse sbagliate, il ragionamento non va lontano.
    Poi, se vogliamo discutere se l’atteggiamento di presenziare in aula in dissenso con le indicazioni del capogruppo PD e dell’opposizione tutta sia stato poco intelligente, e al contrario se la tattica dell’opposizione – anche sul piano della comunicazione politica – sia stata fertile, proficua, intelligente o altro, benissimo. Io, credo come altri, mi sto ancora formando un’idea.
    Con stima.

  • piergiorgio

    1) i radicali NON SONO STATI determinanti per il numero legale
    Quindi il POST nell’articolo precedente questo, ha detto (volutamente?) una cavolata.
    2) i radicali SAPEVANO PURE di non essere determinanti perchè il numero legale era ben più basso di 315 e perchè sono entrati ormai alla fine oltre il 300simo votante. (cone risulta dal resoconto stenografico della camera, comunicazione iniziale della presidenza all’apertura seduta, risultano in missione ben 50 deputati! con conseguente abbassamento del numero legale).
    Naturalmente tutti i media di regime hanno detto e scritto bugie per tutta la mattina. E, ci potete giurare, continueranno a ribadirle.
    Quindi anche QUESTO articolo è una cialtronata. Questo per le “chiacchiere e distintivo”.

  • http://coglionistan.blogspot.com/ Philip Michael Santore

    @Luca Sofri

    “se non si ottiene un voto di fiducia, non c’è più la maggioranza”

    Sbagliato: non c’è più la maggioranza solo se un voto di sfducia ribalta i precedenti voti di fiducia e costringe il capo del governo alle dimissioni.

    Far mancare il numero legale significava solo procrastinare la votazione: quanto di più sterile.

  • lornova

    “I deputati radicali si sono sottratti al mandato dei loro elettori e alla loro responsabilità prima: battere il governo”. Chi pensa e scrive questa follia non ha capito nulla di cos’è la democrazia e di come dovrebbe funzionare il Parlamento.

  • marquinho

    Quello che penso dei radicali l’ho detto tante volte e quindi non starò qui a ripeterlo. Volevo ricordare solo due cose ai loro sostenitori:
    1) il paragone con Binetti non esiste: sinché è stata nel PD, quando c’erano le questioni di fiducia lei ha votato con il gruppo, non esistono questioni di coscienza quando si vota la fiducia;
    2) il Colosseo è sempre in vendita, ma temo di non trovare acquirenti, avevo scambiato per ingenui individui con un bel pelo sullo stomaco.

    @Atlantropa
    In tutti i giornali l’editoriale non firmato è opera del direttore e impegna l’intera testata in una presa di posizione.

  • sascha

    Poveri radicali, ce l’hanno tutti con loro! E che accuse ingiuste! Si stanno spolpando i ditini sulle tastiere per difendere l’onore del partito! In realtà sono talmente offesi che per ripicca passeranno direttamente al PdL, così imparano!
    Davvero, giochetti del genere dimostrano solo la verità del vecchio detto: ci sono persone talmente intelligenti che non si accorgono nemmeno di quando fanno la figura degli imbecilli…

  • ilpost

    A chi lo chiede ancora, e grazie dell’attenzione: gli articoli non firmati del Post sono condivisi dalla redazione – i nomi dei cui componenti sono pubblici – e sono una tipologia di contenuto presente nei maggiori giornali in tutto il mondo.

  • anita81

    @peraltro direttore Sofri: A giudicare dai commenti a questo articolo, sembra che molti dei (pochi in termini assoluti) simpatizzanti radicali siano pure lettori del Post! L’avreste mai detto? ;)

  • tassokan

    Bene , il risultato sarà che , nel prossimo governo , dopo le elezioni non ci saranno più i radicali , ecco tutto.
    O , meglio , ci saranno ancora , ma non in parlamento.
    Scelta forse azzeccata e lontana da ogni tatticismo.
    Rimango dell’idea che qualsiasi mezzuccio legale o meno sia valido per cacciare via il Nano Barzotto , o se ne va , oppure bisognerà essere drastici.
    Non è tempo di tattiche o strategie , l’obiettivo è chiaro , cacciarlo via a qualsiasi costo , tanto , peggio di così…..

  • riccardor

    Non leggo 67 commenti, dico la mia. Concordo con l’editoriale. E con Rosy Bindi.
    rr

  • wasabi

    Beltrandi 298/o, Bernardini 299/o, Farina 300/0..

  • lornova

    Mi chiedo perché Luca Sofri e la redazione del Post, invece di arroccarsi su brutte posizioni difensive, non meditino sulle tante e diverse critiche che emergono dai commenti.

  • dagda

    @Ulrike
    Domanda interessante. Qualche organo d’informazione il democratico Post ad esempio – si e’ premurato di chiederlo ai radicali?

    @Angeloch
    Scusa hai conoscenza di un accordo Radicali-maggioranza? Altimenti se siamo alle parole in liberta’ potrei dirti che tutto questo can can contro i radicali al Pd lo stanno facendo come parte del prezzo da pagare per il prossimo accordo coi clericali di Casini.
    Ricordo a tutti che l’indignazione alla Bindi era gia’ montata ieri di fronte alla lineare opposizione radicale di fronte alla pagliacciata “aventiniana”.

  • Luca Sofri

    Rispondo a chi mi chiede.
    Lornova: non dovresti sopravvalutare la tua capacità di sapere su cosa gli altri meditino o meno. Se vuoi un consiglio.
    Anita81: che tra i lettori del Post ci siano simpatizzanti radicali non può meravigliarci, essendoci diversi simpatizzanti radicali nella stessa redazione del Post (compreso me).
    Grazie agli altri, dal Post.

  • http://www.chiello.net angeloch

    Se come scrive qualcuno i radicali sapevano che non erano fondamentali per il raggiungimento del numero legale perché non sono entrati subito in aula a sorbirsi le dichiarazioni di voto come ieri.. qualcuno scrive di un diktat del tipo che ogni tanto si mette a dieta.
    @ Dagda: per stare attaccati alla poltrona non sanno cosa fare.

  • sascha

    I poveri radicali si sfogano a dire che i loro voti non sono stati determinanti per raggiungere il numero legale. E allora perchè hanno voluto a tutti i costi rompere l’accordo con gli altri gruppi d’opposizione e passare volontariamente per quelli che hanno salvato il governo? Lo ripeto: l’eccesso di intelligenza rende stupidi…

  • counterclockwise

    @angeloch: Le voci di un accordo dei radicali con Nitto Palma vengono dal PdL, non dal PD (ne ha parlato Mattia Feltri sulla Stampa)

  • jackzz

    se può interessare, segnalo sul blog cerazade un commento decisamente critico (e in gran parte condivisibile) sull’affaire radicale senza però tutto questo stracciarsi di vesti del post.
    http://www.ilfoglio.it/cerazade/1964

  • counterclockwise

    sbagliato, volevo dire @dagda, sorry

  • piergiorgio

    Però il discorso deve essere necessariamente più ampio. Bisogna chiedersi: perchè, da quando siamo in regime bipolare, una buona fetta di opinionisti, giornalisti ecc. di “snistra” è sempre pronto ad accusare i radicali delle peggiori nefandezze, sebbene l’esperienza di fatto (“a conti fatti” come dice l’articolo qua) dimostri che i radicali sono gli unici ad essersi sempre mantenuti leali; e perchè sono sempre pronti a vedere scambi di favori sebbene l’esperienza dimostri (esperienza di quasi 60 anni!!! i radicali sono l’unico partito italiano “sipravvissuto” da 60anni) che i radicali sono gli unici a non essersi mai arricchiti né in danaro né in potere?
    A far cadere Prodi furono Dini e Mastella, ma mi ricordo benissimo che ad ogni voto di fiducia ricominciava sui giornali la litania anti-radicali (accusati di “intelligenze col nemico”). Epopure sempre i radicali votarono la fiducia a Prodi (anzi Pannella tutte le domeniche diceva che sarebbe stato “l’ultimo giapponese” anche quando ormai Prodi era ormai spacciato).Beninteso il PD sarebbe felicissimo di riprendere alleanze con Dini e con Mastella se gli servisse.
    Così ora, a tenere in sella B son stati ex del PD (VIllari, Calearo…) ed ex dell’integerrimo Di Pietro (Scilipoti ecc.), ma naturalmente anche in questa legislatura ogni volta che c’è voto di fiducia riparte il toto-radicali. I quali naturalmente han sempre votato la sfiducia a B a differenza dei suddetti. E ovviamente il PD sputa sui radicali ma è felicissimo di allearsi con di Di Pietro!

    NOn è sempre malafede, in alcuni ovvio si, in altri no, ma certo è l’introiezione del modo di pensare partitocratico. Non c’è niente da fare: per quanto possano sembrare emancipati anche questi giornalisti sono troppo dentro al sistema per emanciparsi dalle sue logiche. E, vedete, la logica dei radicali è altra, troppo altra per essere tollerata dal sistema.
    Per i radicali due sono le stelle polari: 1) il rispetto della legalità ( che si manifesta anche nel violare le leggi ovviamente, quando non si è d’accordo nel merito, ma facendolo apertamente e sopportandone le conseguenze come Antigone) 2) la battaglia sulle cose! non sul portare al potere una classe dirigente. Per loro i partiti sono libere associazioni di uomini che hanno determinati scopi in comune da perseguire, a quello servono e la politica è quello, punto e basta.
    Ai radicali non frega nulla che al governo (al CSM, nella alta dirigenza dei ministeri, nei consigli di amm della RAI,ENI,ENEL ecc., nelle ASL ecc. ecc. ecc.) ci sia la destra o la sinistra, l’amico di Verdini o di DAlema,ai radicali frega solo far approvare il divorzio, l’aborto, la depenalizzazione del consumo di droga, il welfare universale ecc. ecc. Chi ci sta ci sta.
    Purtroppo questo modo di ragionare è troppo antisistema per essere digerito. Per tutti gli altri PRIMA viene la presa del potere per la propria parte, poi,forse, le cose, a patto che fare le cose…non faccia perdere o rischi di far perdere il potere alla propria parte!
    Dopodiché come dimostrano i fatti ricordati sopra i radicali sono anche gli unici davvero leali, quando apertamente prendono un impegno. Ma le stelle polari son quei due punti.
    Naturalmente invece il PD è buono e santo perchè combatte lancia in resta contro Berlusconi (per portare al potere la “sinistra” =non un progetto politico, ma una serie di uomini appartenenti a quella classe dirigente, formati all’interno di quei percorsi di classe dirigente) e nessuno si chiede se il PD invedce i suoi impegni e i suoi patti verso i radicali li rispetti o li abbia mai rispettati. Cosa volete che importi? Deboli coi forti, forti con i deboli. Vergognosi.

  • corradom

    @spago: innanzitutto, avevano sostenuto che sarebbero stati assenti alla prima chiama, cosa che invece non è avvenuta, e che ha fatto da “effetto traino” per altri deputati (SVP, ma forse non solo loro).

    Poi ora si leggono altre ricostruzioni che dicono che invece i radicali erano d’accordo, e che poi si sono sfilati (alcuni anche di malavoglia) dopo una telefonata di Pannella.

    Il punto è questo: dato che queste cose si organizzano alla precisione, sul filo dei numeri, o il resto di tutte le opposizioni non sa far di conto o è pazzo, cercando la mancanza del numero legale con i radicali al voto, oppure qualcuno ha cambiato idea.

  • madison

    Considero questo commento del Post grossolano e sbagliato. Non tanto perché voglia difendere i radicali – lo fanno benissimo da soli – quanto per le stupidaggini che l’esasperazione (che peraltro condivido) di questa giornata vi fanno scrivere. A partire dall’idea che i cinque si siano “sottratti al mandato dei loro elettori”: è un’enorme sciocchezza, propalata più volte in passato dalla destra per dare addosso a ogni dissenso. Secondo la Costituzione, infatti (art.67) “Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato”. Sono esterrefatto di vedere un tale anafabetismo istituzionale prprio sul Post in genere attentissimo e preciso sui dati di fatto.

  • dagda

    @counterclockwise.
    Bene. Il fatto che la fonte sia PDL darebbe alla “voce” maggiore autorevolezza? Caspita.

  • superd

    i radicali – quelli attuali ed in passato fin dalla presa di potere pannelliana – hanno il bisogno psicologico di sentirsi più bravi più onesti più impegnati più puri più spregiudicati più avanti di tutti gli altri ma sopratutto hanno la necessità fisica di sopravvivere : sono esclusivamente queste due esigenze – al netto di ogni lustrino o fiocchetto – che guidano le loro posizioni che sono sempre totalmente autoreferenziali (posizioni che – tolte le chiacchiere – sono sostanzialmente irrilevanti visti i numeri e considerata l’ormai proverbiale inaffidabilità)

  • counterclockwise

    @dagda non dico questo. dico solo che la voce su un accordo radicali-maggioranza non è un’invenzione del PD (come mi sembrava sostenessi tu), semmai del PdL

  • lornova

    Luca Sofri: grazie del consiglio. Però il tuo commento precedente in cui inviti a leggere l’articolo (sopravvalutando il pressappochismo dei tuoi lettori che commenterebbero senza leggere) è spiacevole e inaspettato da parte tua e su queste pagine.

  • http://www.matteomainardi.it matteomainardi

    E invece finalmente abbiamo trovato nei Radicali un’opposizione seria!

  • dagda

    Counterclockwise forse ci siamo fraintesi a vicenda :-).

    Non vorrei che l’ incastonare l’”inaffidabilita’” radicale in un proverbio fosse un nuovo modo per evitare di spiegare le sparate.

  • albertoc

    Personalmente mi sto facendo quest’idea: che puntare sul non raggiungimento del numero legale sia stato un’azzardo (legittimo) da parte delle opposizioni, che conteneva un forte rischio di boomerang mediatico in caso di fallimento (i giochi di palazzo, l’opposizione sfascista, etc. etc.). Quando è apparso chiaro che i conti non tornavano i Radicali sono entrati per smarcarsi dalla possibilità di essere associati a questa conseguenza politica. E allora ci sono due errori contemporanei:
    1. Quello dei radicali che a quel punto potevano stare dove stavano
    2. Quello dei capigruppo delle opposizioni che:
    a. Avevano puntato sull’opzione sbagliata
    b. A quel punto dovevano entrare in aula pure loro
    Che poi si becchino gli insulti solo i Radicali e non si discuta minimamente che la tattica dei Bindi, Franceschini, Casini, Granata, etc. etc. sia stata fallimentare negli esiti, mi pare strano.

  • albertoc

    Personalmente mi sto facendo quest’idea: che puntare sul non raggiungimento del numero legale sia stato un’azzardo (legittimo) da parte delle opposizioni, che conteneva un forte rischio di boomerang mediatico in caso di fallimento (i giochi di palazzo, l’opposizione sfascista, etc. etc.). Quando è apparso chiaro che i conti non tornavano i Radicali sono entrati per smarcarsi dalla possibilità di essere associati a questa conseguenza politica. E allora ci sono due errori contemporanei:
    1. Quello dei radicali che a quel punto potevano stare dove stavano
    2. Quello dei capigruppo delle opposizioni che:
    a. Avevano puntato sull’opzione sbagliata
    b. A quel punto dovevano entrare in aula pure loro
    Che poi si becchino gli insulti solo i Radicali e non si discuta minimamente che la tattica dei Bindi, Franceschini, Casini, Granata, etc. etc. sia stata fallimentare negli esiti, mi pare strano.

  • manuf

    Comunque Berlusconi sperava che i Radicali facessero quello che hanno fatto

  • juanarthur

    superd, ti quoto e straquoto.
    La lista pannella sgarbi in quanti se la ricordano ? :)

  • albertoc

    Propongo una mozione al @peraltro direttore: si potrebbe aggiungere, così, per quel tanto o poco di credito guadagnato in 60 e passa anni, almeno un punto di domanda alla fine del titolo dell’editoriale?
    grazie

  • lorenzom

    Radicali, pessimi primi della classe, la prossima volta che mi chiedono di finanziare le loro attività di partito occultamente con la scusa della associazione Luca Coscioni so cosa rispondergli!

  • counterclockwise

    Le spiegazioni (di Staderini): radicali all’opposizione del governo e delle opposizioni. Mah
    http://www.ilfoglio.it/cerazade/1965

  • piergiorgio

    ragazzi, non c’è da avere opinioni ci sono i fatti: leggettevi il resoconto stenografica della camera http://www.camera.it/412?idSeduta=535&resoconto=stenografico&indice=alfabetico&tit=00010&fase=#sed0535.stenografico.tit00010 “Pertanto i deputati in missione sono complessivamente cinquanta, come risulta dall’elenco depositato presso la Presidenza..” (il presidente). Il resto è tutto fumo negli occhi, i radicali sono il solito capro espiatorio.

  • http://nellabottiglia.blogspot.com lucac

    Per quel che vale, dico pure la mia.
    L’attuale governo si poggia su dei giochini di compravendita dei parlamentari che nulla hanno a che fare con la democrazia. Non capire quanto l’atteggiamento dei radicali non abbia fatto altro che sostenere questi giochetti è davvero uno dei massimi esempi di ingenuità politica.
    Questo atteggiamento di “purezza democratica” potrebbe anche essere ammirevole in teoria, se non fosse che le sue conseguenze sono deleterie per il paese e per molte persone costrette all’indigenza e alla precarietà a causa delle scelte scellerate delle stesse persone che oggi si fregano le mani e ringrazierebbero pure i radicali, se gli fosse rimasta un minimo di correttezza.

  • spago

    I radicali fanno quel che fanno a prescindere dal fatto che lì ci sia Berlusconi o meno.. Il punto è proprio questo, quando si dice che sono gli unici a non ragionare in modo berlusconocentrico, pro o contro, the same. I Radicali non ragionano pensando ah dobbiamo far cadere Bersluconi. Sono sempre stati disponibili al dialogo con tutti, si sono sempre adoperati per dare voce a tutti, si sono sempre confrontati con tutti e ovunque, hanno sempre sostenuto che l’avversario politico è avversario e non nemico, sono sempre stati non violenti, pratica che funziona appunto puntando a convincere (vincere con, ripete sempre Pannella) l’interlocutore, hanno sempre riconosciuto in ogni essere umano dal drogato, alla prostituta, dal criminale carcerato al malato terminale, una dignità che merita la fatica del’ascolto, del confronto, dello scontro. Hanno sempre visto l’uomo, l’interlocutore, l’occasione, una persona, là dove di volta in volta gli altri vedono comunisti o fascisti, Berlusconi, o non so cosa. Questa è una visione antropologica, culturale, politica. Rispetto a questa impostazione sarebbe stato un tradimento uscire dall’aula. Se si vuole continuare a parlare di posti, di convenienze, di tatticismi, di supposte future entrate al governo e nella maggioranza, lo si può fare. Ma chi lo fa deve sapere che sta rifiutando consciamente di capire la prospettiva radicale, che la sta volontariamente ignorando e stravolgendo. Se non si vuole capire non si può capire. Però le critiche di chi evidentemente non ha voglia di fare lo sforzo di capire di cosa sta parlando fanno solo cadere le braccia. Non è giornalismo, è piagnisteo.

  • spago

    Una domanda, a parte dichiararlo a mezzo mondo, qualcuno era andato dai radicali? qualcuno del pd gli aveva parlato, avevano concordato con loro la linea? o hanno deciso da soli e poi gli hanno passato un ordine? o non gli hanno neppure parlato e hanno dato per scontato che avrebbero fatto quel che gli altri dichiaravno in giro? Esiste qualcuno che coordina i rapporti nel gruppo? Perchè succedono sempre di queste cose e questa persona che (non ) coordina non viene presa a schiaffi dal Pd? mah. Ma ai radicali qualcuno va a chiedere cosa pensano? ma li fanno partecipare quando c’è da decidere qualcosa? o per il pd i radicali sono nel pd solo quando vogliono uttarli fuori dal pd?

  • piergiorgio

    si spago dici benissimo. ma al di là di questa impostazione culturale di fondo,vera, il problema è quello che dice lucac, ovvero quello che gli hanno fatto credere, anche oggi: “Questo atteggiamento di “purezza democratica” potrebbe anche essere ammirevole in teoria, se non fosse che le sue conseguenze sono deleterie per il paese..” MA QUALI CONSEGUENZE???? non è semplicemente vero che il numero legale sarebbe mancato se i radicali non avessero votato, e non è nemmeno vero che essi, e chiunque avesse voluto controllare, non lo sapessero. E allora di cosa stiamo parlando? Tutta una masturbazione basata sulla solita falsità. La verità è che il PD se le canta e se le suona da solo. Certo è che quando cadrà B ne vedremo delle belle con una opposizione così..

  • http://john_doe.gofreeserve.com johndoe

    La politica è meravigliosa ma è fatta di opinioni opinabili, vediamo i numeri dei gruppi: PD = 206 (di cui 6 radicali), italia dei valori = 22. FLI = 27, UDC = 35.
    E non so quantificare quanti del gruppo misto, che in tutto sono 34.
    E ora convincetemi che il berlusca è ancora al governo per 6 radicali, di cui uno in missione, e senza quei 6 delinquenti saremmo finalmente una democrazia compiuta.
    Vabbè la Bindi che sta alla frutta, vabbè Franceschini….ma un po’ di decenza, almeno nel parlare di numeri, penso che aiuterebbe.

    http://www.camera.it/46

  • silvioviale

    Se, come consigliere comunale eletto nel PD a Torino, ho definito immorale la routinaria abitudine del centrodestra torinese di non rispondere alla prima chiama per cercare di far mancare il numero legale non posso non drìilro anche sul piano nazionale. Un centrosinistra che vuole candidarsi a governare deve emanciparsi dalla politica dello sgambetto. Il rispetto delle Istituzioni e dei ruoli istituzionali è alla base della democrazia. Anche per questo il centrosinistra ha bisogno dei radicali.

  • renzoseppia

    radicali liberi. nient’altro.

  • tobuto

    Ricapitolando: i Radicali hanno perso l’occasione di aderire a un’iniziativa proficua, dimostrare che il governo non ha il numero legale, la quale tuttavia sarebbe fallita anche con il loro apporto. Vedo solo io la contraddizione tra “proficua” e “sarebbe fallita in qualunque caso”?

  • piergiorgio

    si tobuto esatto, non solo: un’iniziativa che si sapeva già sarebbe fallita! Ma l’importante oggi è che fra i militanti e i simpatizzanti di area “liberal” si discuta solo del grande problema dell’italia: I RADICALI. Come si starebbe bene senza quegli “stronzi” (Bindi dixit)! Così nessuno parlerà dell’incapacità del PD e dei problemi dell’alternativa a Berlusconi che ancora non si vede, ma ci sarà un bell’argomento per le prossime settimane su cui incanalare e convogliare rabbia, delusioni, frustrazioni dei militanti: i radicali.
    Verrebbe da dire: ma come farebbero senza? senza questo parafulmini?

  • simonamanzini

    Radicali e PD si sono guadagnati gli epiteti che si sono vicendevolmente scambiati.

  • albertoc

    Segnalo intanto che il Post rientra a pieno titolo tra i diffusori delle notizie che non lo erano grazie al sommario “Il voto dei Radicali ha permesso il raggiungimento del numero legale” dell’articolo sul liveblogging dalla camera.

  • stefanobarazzetta

    A me sembra che – a dir poco – i Radicali e i loro sostenitori si stiano arrampicando sugli specchi.
    Non conta praticamente nulla che il loro voto oggi non sia stato determinante (anche per il semplicissimo motivo che loro non potevano esserne sicuri, al momento del voto, ergo votando erano disposti a rischiare di essere loro a tenere in vita il governo), conta invece che anche loro – non (ancora?) nella forma ma di certo nella sostanza – stiano facendo quello che hanno fatto i Calearo di turno, per tacer degli Scilipoti e degli atri pupazzi: andare nella direzione esattamente opposta a quella per cui sono stati votati e oggi siedono in Parlamento, percependo un lauto stipendio oggi e una stupefacente pensione domani.
    Esattamente, chi volete prendere in giro? Ma vi rendete conto di quello che sta succedendo in questo Paese o vivete nella torre d’avorio della vostra supposta superiorità intellettuale? Il paese è in agonia, le aziende chiudono, la disoccupazione aumenta, i giovani migliori se ne vanno, l’Europa rischia di essere travolta e voi filosofeggiate invece di combattere con il coltello tra i denti… applausi…

  • http://bakuizm.wordpress.com/ Stefano Bakara

    Piergiorgio dixit:”si tobuto esatto, non solo: un’iniziativa che si sapeva già sarebbe fallita!”

    Balle. Non c’era certezza che l’operazione sarebbe fallita. Comodo parlare col senno di poi, ma la realtà è che tutti, parlamentari e giornalisti, sono stati l’intera mattinta con il pallottoliere in mano per capire se c’erano i numeri o meno. Era talmente incerta la situazione che qualche frondista c’ha pure rimesso le penne, primo fra tutti Sardelli, che ha scommesso così tanto nella mancanza del numero legale che è riuscito a resistere ai corteggiamenti last minute di Berlusconi. Ed ora ovviamente è rimasto con il cerino in mano, espulso dai responsabili e costretto ad aggregarsi tra i reietti del gruppo misto. La sua faccia nelle interviste del post voto la dice lunga.
    I radicali sono entrati in aula prima che la maggioranza ottenesse il numero legale in maniera autosufficiente. Questo è l’unico dato inconfutabile. Ed è ovvio che se anche ci fosse stato qualche malpancista che voleva aspettare l’ultimo momento per decidere cosa fare, vedendo entrare i 5 eroi radicali sarà tornato nei ranghi per non rimanere appiedato come Sardelli, Gava o la Destro.
    Se l’operazione dei radicali fosse stata disinteressata potevano mettersi fuori dalla porta a contare come Sarubbi e aspettare che la maggioranza arrivasse a 315 prima di entrare. Oppure, più semplicemente, potevano entrare alla seconda chiama.
    Invece hanno voluto fare l’ennesimo gesto inutilmente provocatorio per finire nelle prime pagine dei giornali per la gioia della rassegna stampa di Radio Radicale. Ma stavolta hanno decisamente passato il segno

  • atlantropa

    @marquinho, silverfish, e forse altri…

    Per carità, so bene che sulle testate giornalistiche serie l’editoriale anonimo esprime la posizione della direzione – ce n’è uno celebre del Financial Times che “”mandava a casa”" Berlusconi.
    Ma nel caso del Post? [che peraltro fa sempre più spesso uso di articoli non firmati in cui si danno opinioni, anche solo per dire che gli americani sono più buoni dei talebani] chi sarebbe la direzione? il solo Sofri? gli “autori del Post”? francamente non mi è chiaro…

    In ogni caso l’unico problema di cui vorrei venire a capo in questa sede è: chi del Post ha scritto (o fatto scrivere a proprio nome) le cose che stanno scritte qui sopra?

  • http://riccardorusso.blogspot.com/ ric79

    Caspita, i frustrados (come gli chiama Cruciani) si sono riversati sul Post a prendersela con i Radicali (protetti dal WWF..)

  • piergiorgio

    @stefano bakara a inizio seduta il presidente ha dichiarato che 50 deputati risultavano in missione. Naturalmente nessuno si informa sui fatti ma solo sulle dichiarazioni dei politici (BIndi o Sarubbbi che siano), comunque ecco qua il link http://www.camera.it/412?idSeduta=535&resoconto=stenografico&indice=alfabetico&tit=00010&fase=#sed0535.stenografico.tit00010 .
    Ora, dato che il regolamento della camera impone di contare come presenti i deputati in missione ai fini del quorum, questo significa che si partiva di fatto da +50.
    Era dunque improbabile che la maggioranza non avesse almeno 265 (315-50) deputati che rispondessero alla chiama.
    E, per chi avesse coltivato illusioni, ogni dubbio se lo sarebbe tolto dopo la prima chiama: 322 presenti e votanti e 315 si. Sicchè già alla prima chiama la maggioranza aveva dimostrato di avere il numero legale da sola; era dunque inutile non votare alla seconda chiama.

  • tobuto

    @Stefano Bakara:
    Io sinceramente parlavo proprio col senno di poi. Nel senso che se l’azione politica dell’opposizione si è rivelata nei fatti sterile, e lo sarebbe stata anche con l’appoggio dei Radicali, allora questi hanno fatto bene a dissociarsene e mandare un diverso messaggio politico. Proprio perché a posteriori si è visto che la scelta di seguire il resto dell’opposizione sarebbe stata inutile. Se – sempre a posteriori – fosse invece risultato che con il voto dei Radicali al governo sarebbe mancato il numero legale, allora i Radicali si sarebbero meritati parecchi sputi.
    __
    @Stefano Barazzetta:
    Anche tu se è per questo ti stai occupando dall’alto della tua torre d’avorio di criticare i Radicali, fiero della tua supposta superiorità intellettuale, mentre fuori nel paese reale ci sono i probbblemi, i disoccupati, il paese in agonia, i bambini povri, i fiumi di sangue, i numeri della bestia… :)

  • manuf

    Mi piace un sacco l’idea dei parlamentari in missione, me li immagino nella giungla armati fino ai denti.

  • http://john_doe.gofreeserve.com johndoe

    Su quale idea dei numeri abbiano al PD basta chiedere a Prodi, e farsi raccontare di quella volta che Artullo lo mandò in aula a chiedere la fiducia :-)

    A me sembra, visto anche lo stenografico, che non ci possano essere dubbi ma, ove ci fossero e dovessimo fidarci della parola, qui c’è gente che crede a Bindi (Rosy Bindi!!!!) invece che al primo radicale che passa? Mica per niente, solo come questione di metodo…..ma se è così auguri.

  • albertoc

    Ma col senno di poi, vogliamo ammettere che quest’idea del numero legale era una dipietresca boiata pazzesca?

  • http://john_doe.gofreeserve.com johndoe

    @ albertoc: per di pietro qualunque cosa contenga il termine “legale” è mistica pura, cominciano a risuonargli tintinnii celestiali e non lo tieni.
    Sono praticamente certo che anche quando cambiano l’ora trovi conforto solo nel codice di procedura penale :-)

  • stefanobarazzetta

    @Tobuto

    Beato te che ti puoi permettere di fare dell’ironia (di cattivo gusto) su queste cose…evidentemente sei tu – come i Radicali – quello a vivere in una torre d’avorio dove i problemi non esistono e il sole splende 24 ore al giorno. Clap clap…

  • Luca Sofri

    Per fare ordine, sgombrerei il campo dalla cospicua parte delle obiezioni che vede un pregiudizio antiradicale in un articolo scritto su un giornale online fatto anche da persone che hanno votato e sostenuto spesso i radicali, e che ha per esempio ospitato diverse volte contributi di Emma Bonino, e che ha piuttosto un pregiudizio favorevole nei confronti dei radicali. In totale serenità, non la dice lunga sui guai procurati dal voler leggere presunte intenzioni occulte piuttosto che spiegati argomenti palesi? Metto in questo ragionamento anche la richiesta ripetuta da alcuni di avere un nome su chi abbia scritto l’articolo – la cui paternità e responsabilità è già stata spiegata – come se il fatto che l’abbia scritto io, un altro giornalista del Post, un terzo esterno, cambi la valutazione di ciò che dice. La personalizzazione di ogni dibattito serio, tic dilagato ormai. Non si offenda nessuno, e soprattutto quelli che non hanno questo approccio, ma il Post ha da sempre un’impostazione totalmente opposta: se c’è chi se ne assume pubblicamente la responsabilità, contano le cose dette e fatte indipendentemente da chi le dice e perché. Nel bene e nel male. Grazie a tutti, comunque,

  • wasabi

    Come ha fatto notare Francesco Costa nel suo articolo, la Camera ha fatto sapere che il numero legale era 315. Quindi piantatela col mantra dei deputati in missione e, posto che il primo dei Radicali ha votato per 298/o, traete le vostre conclusioni.

  • madison

    Caro Luca, è irrilevante per i lettori del Post chi abbia redatto il testo, hai ragione; ma non lo è affatto per il direttore che se ne assume la piena responsabilità. Ripeto che chi ha scritto che i radicali si sono sottratti al mandato conferito dagli elettori è come minimo disinformato sul fatto che la Costituzione esclude esplicitamente che i parlamentari possano essere sottoposti a un qualsiasi vincolo di mandato. Si tratta di ignoranza, oltre che di una posizione politica debole e difensiva di una errata tattica parlamentare messa in atto dalle opposizioni.

  • atlantropa

    Scusi direttore,
    se qualcuno dice (brutalizzo): “secondo me/noi i radicali sono dei farabutti/stanno di fatto con Berlusconi” trova così strano che qualcun altro possa voler sapere a chi corrisponde quel “me/noi”? (e tra l’altro: che ci sarebbe di così terribilmente italiota nel porre questa domanda?, perchè voler sapere chi dice cosa sarebbe un tic?)

    Osservato che: 1) sul Post gli articoli non firmati ed al contempo veicolanti le opinioni personali di chi scrive sono tutt’altro che infrequenti; 2) il Post ha un direttore e quattro redattori (per dire: ci saranno giornali cartacei che hanno più vicedirettori); mi sono chiesto: qual è il senso – in particolare il senso giornalistico – del vostro non firmare un articolo?

    La risposta, in ogni caso, mi è chiara; d’ora in poi assumerò che il contenuto di qualunque articolo non firmato del Post è condiviso dalla redazione; a cominciare dal caso in questione: secondo Cavallo, Costa, Favilli, Menietti e Sofri, i radicali sono dei farabutti/stanno di fatto con Berlusconi.

  • albertoc

    Più che altro è il contenuto del testo ad essere sproporzionato. Le battaglie per i diritti civili squalificate, le insinuazioni di interessi poco leciti, l’assimilazione ai trasformisti alla Scilipoti…tutto non per avere votato la fiducia, ma per il numero legale! Poi se si aggiunge il falso perpetrato e non rettificato del sommario al titolo già citato, il sospetto che il Post questa volta possa avere reagito di pancia o peggio in malafede può venire.

  • fr4nz15c0