La Camera dà la fiducia al Governo

Il voto dei Radicali ha permesso il raggiungimento del numero legale

14.31 – C’è una cosa importante da chiarire. I cinque deputati Radicali non sono stati decisivi per il raggiungimento della fiducia: il Governo oggi alla Camera aveva una maggioranza di almeno 13 voti. I cinque Radicali sono stati decisivi nel vanificare il tentativo dell’opposizione di far mancare il numero legale. Dopo il loro voto hanno votato anche i deputati delle minoranze linguistiche, che fin lì si erano astenuti. In mancanza del numero legale il centrodestra avrebbe chiesto di calendarizzare immediatamente un nuovo voto, mentre Napolitano avrebbe probabilmente convocato Berlusconi al Quirinale. Il governo non avrebbe ottenuto la fiducia, come richiesto dal capo dello Stato. Potevano succedere molte cose, insomma, tra queste la caduta del Governo: ma anche stavolta non sarebbe stato un automatismo.

14.23 – Fine della votazione. Votanti 617, maggioranza 309, favorevoli 316, contrari 301. Il Governo ottiene la fiducia della Camera.

14.20 – Il Post è stato buttato giù dai troppi accessi come un qualsiasi sito del Censimento, scusate. Cos’è successo nel frattempo: i Radicali hanno votato alla prima chiama, unici dell’opposizione, permettendo il raggiungimento del numero legale. A quel punto sono entrati anche i due deputati delle minoranze linguistiche. Si sta concludendo adesso la seconda chiama, a questo punto il raggiungimento del numero legale non è più in discussione. I Radicali sono stati decisivi. Bisognerà capire ora quanti voti favorevoli otterrà il Governo, se più o meno di 315: salvatosi alla prima chiama, alla seconda chiama si sono presentati anche alcuni deputati di Popolo e Territorio che si erano astenuti alla prima.

13.30 – Feltri sulla Stampa conferma: “Il quorum è a 315, le 50 missioni sono una favola”.

13.26 – Continuiamo ad aggiornarvi sulla storia del numero legale, invitandovi però a prendere tutto con le molle: ora è saltata fuori un’ANSA che attribuisce all’ufficio della presidenza della Camera la conferma che il numero legale rimane fissato a 315.

13.21 – Mattia Feltri sulla Stampa: “Questo palazzo è diventato un carosello. Pare che il numero legale sia bassissimo perché una cinquantina del centrosinistra risultano in missione. Se così fosse, figura inguardabile per il Pd”

13.16 – Continua a non essere chiara la faccenda del numero legale. Circolano anche voci secondo cui bisognerebbe sottrarre ai 315 i 50 deputati in missione, arrivando quindi a 265. Intanto non ha votato nemmeno il deputato Bonfiglio, del PdL.

13.13 – Aldo Cazzullo sul Corriere racconta una scena palpitante. “Arturo Parisi non era stato avvertito o non aveva capito bene e stava andando a votare. Fermato in tempo”

13.09 – Dopo averci illusi, Mattia Feltri ci riporta sulla terra: “A destra l’ottimismo cresce”

13.04 – E cosa succede se manca il numero legale?, chiedono in molti su Twitter. Possono succedere molte cose. La maggioranza chiederebbe di ripetere il voto il prima possibile, già domani, corteggiando uno o due deputati assenti e dando la colpa all’ostruzionismo dell’opposizione. L’opposizione direbbe che il governo non ha la fiducia della maggioranza del Parlamento. Quel che è certo è che il governo non avrebbe la fiducia della Camera, cosa che chiedeva Napolitano. Che a quel punto potrebbe fare una mossa.

13.00 – Alla fine della prima chiama bisognerà contare quanti deputati avranno votato. Se saranno almeno 315, ci sarà il numero legale. A quel punto l’opposizione resterebbe fuori anche per la seconda chiama, invalidando il voto. L’opposizione potrebbe restare fuori in ogni caso.

12.58 – Così Mattia Feltri sulla Stampa: “Arriva un sms dai banchi della maggioranza: ce la facciamo”.

12.56 – Due deputati finora sono stati accolti dagli applausi del centrodestra al momento del voto. Uno è Berlusconi, per ragioni comprensibili. L’altro è Ascierto, che è arrivato alla Camera nonostante una gamba rotta.

12.51 – Qualche informazione in più sulla storia del numero legale. La verifica verrà fatta alla fine: dovranno avere votato almeno 315 deputati. È questa la ragione per cui i deputati dell’opposizione stanno disertando la prima chiama (e forse diserteranno pure la seconda). Un po’ per tentare di far sì che i votanti siano meno di 315, invalidando il voto. Un po’ per sommare a sé gli assenti, anche quelli della maggioranza.

12.43 – È cominciata la chiama. Per un po’ si è pensato che il voto potesse essere annullato o rinviato in funzione di un mancato raggiungimento del numero legale. Le attenzioni dei media sono spostate ora su Luciano Sardelli, deputato di Popolo e Territorio. Lui dice che non voterà la fiducia, Berlusconi dice che alla fine voterà, nel PdL si ostenta ottimismo anche in mancanza del suo voto.

11.39 – Fine delle dichiarazioni di voto, intanto, e seduta sospesa. Si riprende alle 12.30 con l’inizio del voto, che durerà parecchio (si vota per chiamata nominale, i deputati devono recarsi uno per uno sotto il banco della presidenza). Il liveblogging va in sonno: ci risentiamo di certo alle 14 per l’esito del voto, ma potrebbero esserci altri aggiornamenti nel frattempo.

11.36 – “Grande Sud” è una specie di movimento-partito meridionalista fondato da Gianfranco Micciché. Nasce dalla fusione di “Forza del Sud” di Micciché, “Io Sud” di Poli Bortone e “Noi Sud” di Iannaccone. Ne fanno parte anche i deputati Maurizio Iapicca e Giacomo Terranova, oggi al gruppo Misto, ma eletti alla Camera col PdL.

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